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Da Tony Montana a...

Avete da parte 16 milioni di euro? La villa di Scarface aspetta voi

Avete da parte 16 milioni di euro? La villa di Scarface aspetta voi
Eventi 20 Maggio 2015 ore 10:00

“Il mondo è tuo” è il motto che campeggiava nell’atrio della stupenda abitazione di Tony Montana, alias Scarface, nel capolavoro cinematografico firmato da Oliver Stone e Brian De Palma nel 1983 e che ha reso Al Pacino una leggenda. Il mondo sarà anche suo, dunque, ma la bellissima villa non ancora per molto. O meglio, questa è la speranza dell'attuale proprietario, il magnate russo Sergey Grishin, che da oltre un anno hanno messo sul mercato la strepitosa villa El Fureidis, teatro di alcune delle scene più memorabili del lungometraggio. Dodici mesi fa il prezzo dell’abitazione era di ben 35 milioni di dollari, 31 milioni di euro al cambio d’allora. Oggi, dopo non aver ricevuto nemmeno un’offerta, il prezzo è stato tagliato della metà e la villa è stata rimessa sul mercato con un prezzo di partenza di 17,9 milioni di dollari, poco più di 16 milioni di euro.

 

 

La villa di Scarface è una meravigliosa fortezza baciata tutto il giorno dal sole nei suoi oltre mille metri quadrati, imponente nella sua pomposa maestosità. Costruita nel 1906 e recentemente rimessa a nuovo, quando De Palma la vide capì immediatamente che era il set perfetto per la sua storia. Poco importa che Scarface sia ambientato a Miami e, invece, la El Fureidis non si trovi nemmeno in Florida, bensì a Montecito, due passi da Los Angeles. Il mondo era di Tony Montana, e con quello anche il meraviglioso giardino ombreggiato, la piscina per farsi passare le sbronze e gli effetti della coca e, naturalmente, anche quella scalinata maestosa, da cui nel finale del film scende sparando a raffica.

 

 

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Roba da gangster. In effetti lo stile della tenuta ricorda quello “gangsteristico” tanto amato da certi malviventi di un tempo: talmente pomposo da sforare nel pacchiano, talmente maestoso da diventare iperbolico. Originariamente la villa veniva chiamata Gillespie Palace, dal nome del suo primo proprietario, Mr. Gillespie, che pagò profumatamente uno degli architetti statunitensi più amati dei primi del ‘900: Bertram Grosvenor Goodhue, tra i primi a portare l’Art Decò negli Usa. Gillespie chiese espressamente un’abitazione che ricordasse gli stili che aveva tanto amato in un suo recente viaggio in Europa: così si spiega la presenza di sculture che rappresentano le gesta di re Artù, delle decorazioni con soggetto le imprese di Alessandro Magno a Persepoli e la struttura originale della villa, ispirata all’architettura di epoca romana. Ma non solo: la magione è anche ricca di richiami agli affreschi presenti nelle chiese italiane del ‘600, come una riproduzione della volta della chiesa di San Giovanni in Laterano a Roma. Tutto ciò, naturalmente, fregiato da marmi pregiatissimi, legno e oro. Un mix di elementi che racchiudono quel senso di grandezza e decadenza tipicamente legata alle figure dei grandi gangster.

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Tempio per un culto monoteistico. In un articolo pubblicato dal Corriere della Sera il 6 giugno 2014, quest’abitazione veniva definita «un tempio per un culto monoteistico». L’abitazione, infatti, era perfetta per rappresentare la casa di un personaggio come Tony Montana, egoista, cane sciolto solitario, in grado di circondarsi di mille persona ma senza fidarsi di nessuna. Questo monumento architettonico è un emblema della solitudine, tanto da essere stato pensato e progettato per una sola persona: ricca di stanze di contorno (saune, studi, librerie), in realtà ha solo 4 camere da letto a fronte di ben 9 bagni. Il Corriere aggiunge: «Sarà stato anche questo senso crepuscolare di un potere che implode ad attrarre, negli anni, decine di intellettuali?». Negli anni, infatti, da El Fureidis sono passati Thomas Mann (Morte a Venezia vi dice niente?), Charlie e Oona Chaplin, Churchill ed Einstein. Ma anche J. F. Kennedy, che vi soggiornò durante il viaggio di nozze. Ma nonostante tutti i nomi, tutte le personalità che possono essere passate per questa meravigliosa villa, il suo nome e la sua immagine resterà per sempre legata a un unico volto, quello livido e deturpato dalla rabbia (e dalla coca) di Tony Montana/Al Pacino che grida: «Con chi credete di fare la guerra? Io sono Tony Montana! State facendo la guerra a me? Fate la guerra al numero uno!». E poi cade, morto, nella vasca ai piedi della scritta “The world is Yours”. Il mondo è tuo.

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