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Tra silenzi, applausi e gioia incontenibile

Ma quanto manca il vero tifo ultrà Cronaca sonora con un solo boato

Ma quanto manca il vero tifo ultrà Cronaca sonora con un solo boato
Eventi 03 Febbraio 2015 ore 10:00

«Mauricio Pinilla eh eh oh oh». È il coro che parte dalla Nord dopo la super rovesciata dell’attaccante cileno che porta la Dea in paradiso. Un coro forte e chiaro, un canto di gioia immensa per una tifoseria che merita questa prodezza e molto altro. Tra ingressi vietati, ultras che tifano dal “Baretto” e stadio decisamente rimaneggiato, ci pensa il numero 51 (ex proprio del Cagliari) a ridare morale e forza a un ambiente che sta soffrendo. Questa la fine, grandiosa.

Ma l’inizio? Si vede e si sente tremendamente la mancanza degli ultras in curva, sia nella Nord, dove il buco centrale è ormai un’immagine a cui (purtroppo) ci stiamo abituando, sia nell’altra curva, la Sud, dove la mancanza dei tifosi più caldi mostra il triste spettacolo di un intero settore praticamente vuoto. Nonostante queste pesanti assenze, è sempre il resto della Nord a trascinare l’Atalanta: «Vinci per noi magica Atalanta». Apprezzabile lo sforzo, ma la carica non è né può essere quella che ti danno gli ultras e le due curve piene.

C’è comunque tanta voglia di vittoria in questa prima domenica di febbraio. E anche gli altri settori, seppur più silenziosi, spingono i nerazzurri quando Zappacosta a destra e Maxi Moralez a sinistra accelerano palla al piede, entusiasmando e facendo sperare in un imminente pericolo per la porta del Cagliari. Tutto lo stadio applaude quando Denis e Pinilla combinano bene: in quel momento si smorzano così gli inevitabili silenzi creati con il passare dei minuti da un tifo che risente dell’assenza del suo zoccolo duro. Addirittura, in certi frangenti, si sente il rumore del pallone, le urla di mister Colantuono, quelle di Zola e i richiami che si fanno l’uno con l’altro i calciatori.

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Al 18’ il gol di Biava è la prima esplosione di gioia vera, che unisce il pubblico nerazzurro e riaccende l'entusiasmo. Certo, il boato vero e proprio che si sente a curve piene dopo un gol della Dea è un’altra cosa, ma adesso la soddisfazione è tanta. E la parata miracolosa di Sportiello scalda ancor di più l’ambiente. I ragazzi in Nord ne approfittano per dire qualcosa al Prefetto e chiedere la libertà degli amici ultras. Non ci sono invece striscioni nè vessilli, tutti appesi fuori dal “Baretto” di viale Giulio Cesare. I cori e il rumore sono inframezzati nuovamente da inevitabili silenzi o al massimo da brusii, più lunghi certamente che in molte altre partite casalinghe. Dal parterre di tribuna si sente un “German Denis facci un gol!” e qualche coretto isolato, mentre la Creberg è quella che rumoreggia maggiormente contro le dubbie decisioni arbitrali. E, al 43’, ogni euforia si spegne in un “Noooooo” generale al gol piuttosto casuale di Dessena su assist involontario di Del Grosso.

Il secondo tempo del tifo parte sottotono. Il gol del pari del Cagliari si è fatto sentire, nei cuori e nella voce dei tifosi. La Nord, in particolare, fatica a decollare. Ci pensa allora il cileno Pinilla a svegliare i ragazzi della Pisani dal temporaneo torpore: gran conclusione di sinistro deviata in corner dal portiere cagliaritano Brkic. Mauricio, il sanguigno bomber “pluri-tatuato”, va sotto la curva e alza le braccia più volte incitando i tifosi: prima un boato e poi i cori e i tifo si rianima.

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La Creberg, intanto, con grandi applausi dimostra di apprezzare la spinta offerta dal nuovo acquisto Emanuelson e da Zappacosta. L’olandese è acclamato da tutto lo stadio, mentre qualche fischio e brusio si sente quando Cigarini imposta: «È troppo lento!» e «quanti errori il Ciga!» sono le frasi che accompagnano la prova del regista nerazzurro. Ma il destino a volte sa regalare emozioni inaspettate e, proprio dal piede del Ciga, a due minuti dalla fine, quando si è già rassegnati al pareggio casalingo, parte il cross vellutato per Pinilla: il 51 si alza a mezz'aria e mette a segno una semirovesciata da paura. L’urlo “gooool” risuona per tutto il Comunale e anche fuori dallo stadio gli ultras esplodono in un boato. E quando l’arbitro Orsato di Schio fischia la fine dopo 6’ di recupero, i giocatori vanno sotto la Nord che li acclama, mentre fuori dallo stadio parte la festa. Una gioia incontenibile, un inizio di settimana davvero da urlo. Evvai!