Dopo un ottimo primo fine settimana, ieri (domenica 25 gennaio) s’è concluso anche il secondo e ultimo week-end dell’edizione 2026 di Italian Fine Art (Ifa), che insieme a Bergamo Arte Fiera (Baf) ha inaugurato l’anno espositivo della Fiera di Bergamo.
Le kermesse, giunte rispettivamente alla 9ª e alla 21ª edizione, si sono svolte nei 16 mila metri quadrati del polo fieristico di via Lunga e hanno sfiorato, nei dieci giorni di apertura, quota 18 mila presenze (+20 per cento rispetto all’edizione 2025, che aveva registrato 14.500 presenze). Incremento anche per le gallerie espositrici, oltre 200 (+10 per cento).
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Non solo arte
Baf, dedicata all’arte moderna e contemporanea, e Ifa, focalizzata invece sull’arte antica e sull’alto antiquariato, hanno proposto un viaggio nel tempo dal Quattrocento alla contemporaneità, confermando la natura complementare delle due rassegne e la capacità di intercettare pubblici diversi, dagli operatori del settore agli appassionati.
«Baf e Ifa continuano a crescere come progetto unitario, capace di valorizzare il dialogo tra epoche e linguaggi apparentemente distanti – dichiara Davide Lenarduzzi, ad di Promoberg -. Anche questa edizione ha confermato il ruolo della Fiera di Bergamo come luogo di incontro per il sistema dell’arte, dove qualità espositiva, attenzione ai contenuti e apertura alle nuove generazioni convivono in un format riconoscibile e rafforzato, quest’anno, anche dalla collaborazione con il Politecnico delle Arti di Bergamo. Una sinergia che ha portato, insieme alle performance artistiche e musicali proposte, una ventata di estro, curiosità e poesia».
Le azioni performative, curate dall’artista e docente Marcella Vanzo e realizzate dagli studenti del Politecnico delle Arti di Bergamo e dell’Accademia Carrara, hanno introdotto pratiche di ricerca contemporanea legate al corpo, alla materia, alla memoria e alla relazione con l’altro, affrontando temi di forte attualità come la trasformazione, la vulnerabilità, la violenza, il controllo, la fiducia e il desiderio. Un intervento che ha arricchito il percorso espositivo, aprendo uno spazio di dialogo tra formazione artistica, sperimentazione e pubblico.
«Grande soddisfazione»
«È stato un onore per noi – spiega Daniela Giordano, direttrice del Politecnico delle Arti di Bergamo – prendere parte a questo appuntamento così speciale per la città di Bergamo e per l’arte nel nostro territorio. La collaborazione con l’ente Fiera è stata una grande opportunità per il Politecnico e sicuramente la prima di tante altre sinergie future. I nostri studenti e le nostre studentesse hanno arricchito l’iniziativa con la loro arte e con le loro performance musicali, tra cui quella del duo Ranieri-Melis e quelle di vari studenti del dipartimento jazz-pop rock. Grazie all’ente Fiera per il coinvolgimento».
Altrettanto soddisfatto Carlo Conte, project manager di Baf e Ifa: «Chiudiamo questa edizione con grande soddisfazione. Il riscontro del pubblico e degli operatori conferma la solidità di un progetto che continua a evolversi, mantenendo alta la qualità dell’offerta e la chiarezza dell’identità. Il dialogo tra antico e contemporaneo, unito all’apertura verso nuove forme espressive, si è dimostrato un elemento distintivo e vincente».