Un taglio per la solidarietà

L’Accademia Bergamasca Acconciatori affianca l’Operazione Mato Grosso

L'intero ricavato sarà devoluto alla "Casa dei Bambini" di San Danielito, in Perù, una delle Missioni sostenute dall'Operazione Mato Grosso

L’Accademia Bergamasca Acconciatori affianca l’Operazione Mato Grosso

Domenica 13 settembre Bergamo ospiterà una nuova giornata all’insegna della solidarietà: una ventina di professionisti si metteranno a disposizione presso l’Accademia Bergamasca Acconciatori (Aba) per offrire servizi di taglio e piega, uomo e donna, a fronte di un’offerta libera. L’intero ricavato sarà devoluto alla “Casa dei Bambini” di San Danielito, in Perù, una delle Missioni sostenute dall’Operazione Mato Grosso.

Acconciatori in campo per il Perù

L’appuntamento si svolgerà dalle 9 alle 18 nei locali dell’Accademia, in via Cavalieri di Vittorio Veneto n° 6 a Bergamo. A partecipare saranno professionisti del settore, insieme ai docenti e ai ragazzi dell’Accademia, per una giornata che unisce formazione, lavoro e impegno solidale.

L’iniziativa benefica è nata dall’idea di un parrucchiere di Brescia e, negli anni, si è diffusa in diverse province del Nord Italia, dove gli acconciatori organizzano appuntamenti destinati a sostenere specifici progetti dell’Operazione Mato Grosso.

In Bergamasca l’evento viene coordinato dall’Accademia Bergamasca degli Acconciatori da ben otto anni. Nel corso dell’anno sono previste circa sette o ottotappe e il prossimo appuntamento toccherà proprio alla provincia di Bergamo.

Una tradizione che ha già raccolto 30mila euro

A spiegare il valore dell’iniziativa è stato Valeriano Pesenti, presidente dell’Accademia Bergamasca degli Acconciatori: «È una tradizione radicata nella nostra categoria, a cui teniamo in modo particolare. Dopo la prima esperienza avviata da un collega nel bresciano, ci siamo subito attivati per renderla realtà anche nella nostra Provincia».

Da questa esperienza è nato anche il contatto con Anna Salvi, referente dell’Operazione Mato Grosso per la Casa San Danielito di San Luis. Negli anni la manifestazione ha visto crescere il numero dei professionisti coinvolti e la partecipazione del pubblico, permettendo di raggiungere un ricavato complessivo di circa 30mila euro dal 2006 a oggi.

L’Operazione Mato Grosso

Per chi non ne fosse a conoscenza l’Operazione Mato Grosso è un movimento di volontariato nato nel 1967 dall’intuizione di Padre Ugo De Censi, sacerdote salesiano originario della Valtellina, con l’obiettivo di sostenere le popolazioni più povere dell’America Latina.

Il movimento opera in particolare in Ecuador, Perù, Bolivia e Brasile. Proprio in Brasile, a Poxoréu, nella regione del Mato Grosso, venne avviata la prima missione, dalla quale il movimento avrebbe poi preso il nome.

L’attività si basa anche sul volontariato giovanile e sulla raccolta di fondi attraverso piccoli lavori svolti in Italia, dal giardinaggio alle tinteggiature. Le risorse vengono destinate alle missioni, dove volontari e famiglie operano gratuitamente attraverso attività educative e sociali, tra cui oratori, scuole, assistenza sanitaria e raccolte di viveri.

Le comunità sostenute dall’Operazione Mato Grosso vivono anche nelle zone delle Ande, a quote comprese indicativamente tra i 3.000 e i 3.500 metri di altitudine. Sono numerosi anche in Bergamasca i volontari che dedicano tempo e energie alle attività del movimento.

Un’occasione anche per conoscere l’Accademia

La giornata del 13 settembre sarà anche l’occasione per conoscerepiù da vicino la realtà dell’Accademia Bergamasca degli Acconciatori. Nella stessa giornata, infatti, si terrà l’Open Day “Porte Aperte”, durante il quale sarà possibile visitare gli spazi, conoscere i docenti e scoprire l’attività formativa dell’istituto.

«Questa iniziativa conferma la vocazione solidale e attenta del nostro territorio – ha sottolineato Pietro Bonaldi, direttore di LIA Bergamo, associazione che dal 2021 ha accolto l’ABA presso la propria sede. – Sostenere l’Operazione Mato Grosso insieme all’Accademia Bergamasca degli Acconciatori permette ai ragazzi di vivere un’esperienza formativa non solo dal punto di vista tecnico ma anche umano».