Nel paese di Zogno è tradizione concludere il mese di marzo con il “Casà fò mars”, antica festa popolare tramandata dalla fine del Settecento e profondamente legata alle radici contadine del territorio. L’appuntamento è per stasera, martedì 31 marzo, quando il paese tornerà a riempirsi di suoni, luci e soprattutto partecipazione.
Il programma della serata
Il ritrovo è previsto alle 20 nell’area mercato, da cui partirà la sfilata lungo le vie del paese. Il corteo si concluderà nuovamente nell’area mercato, dove verrà acceso il tradizionale falò finale. Durante la serata saranno premiate anche le tre file di lattine più lunghe.
La Tiràda de Tòle e il significato della festa
Cuore della manifestazione è la “Tiràda de Tòle”, un rito simbolico che rappresenta la cacciata dell’inverno e l’arrivo della primavera. I partecipanti trascinano lunghe file di lattine e pentole legate tra loro, colpendole con bastoni per creare un fragoroso rumore, gesto che nella tradizione serviva ad allontanare il freddo e gli spiriti della stagione negativa.
Se in molti comuni questa usanza è ormai scomparsa, a Zogno continua a vivere grazie al coinvolgimento delle nuove generazioni. Il “casà fò mars” mantiene così il suo carattere “rumoroso” e comunitario, rievocando l’atmosfera delle feste popolari di un tempo.
Il rilancio negli anni recenti
La tradizione è stata recuperata nei primi anni Duemila grazie all’iniziativa del Comune, con il supporto delle associazioni culturali e dell’oratorio. Dopo un periodo di declino, la riscoperta di questa festa tradizionale ha permesso di tramandarne il significato anche ai più giovani del paese.
Anche quest’anno saranno proprio i ragazzi del paese i protagonisti della festa, armati di lattine e pentole lungo le vie del centro, fino al gran finale con il falò. Un rito che continua a unire le generazioni e a mantenere viva una delle tradizioni più identitarie della Valle Brembana.
La tradizione anche a Mapello
Sabato 28 marzo anche la comunità di Mapello ha rivissuto questa antica festa tradizionale della “Cacciata di Marzo”. Un gesto semplice ma carico di significato, che richiama una forma di spiritualità legata alla terra e ai cicli naturali, una sorta di “sciamanesimo nostrano” radicato nella cultura locale.