In scena

A teatro un caso di cronaca che scuote le coscienze: “L’Uomo Sbagliato” di Pablo Trincia

Sabato 24 e domenica 25 il giornalista porta il suo progetto dedicato al serial killer Ezzeddine Sebai alla ChorusLife Arena

A teatro un caso di cronaca che scuote le coscienze: “L’Uomo Sbagliato” di Pablo Trincia

«Adoro il palco, l’attesa, l’energia, l’idea di stare in mezzo alle persone, sentirle respirare mentre ascoltano una storia che brucia. Il teatro segna per me l’inizio di un nuovo percorso professionale e di una nuova fase della mia vita». Così il giornalista, scrittore e autore tv Pablo Trincia in merito al nuovo progetto teatrale “L’Uomo Sbagliato”, che sabato 24 (ore 21) e domenica 25 gennaio (ore 17) sarà in scena alla ChorusLife Arena di Bergamo.

La produzione, scritta a quattro mani con Debora Campanella e con il contributo di Martina Cataldo, è già uno dei fenomeni della stagione teatrale 2025/26: Milano e Bologna hanno registrato tutto esaurito in pochi giorni e il calendario di repliche si è ampliato per far fronte alla domanda del pubblico. Al centro dello spettacolo, un caso tanto drammatico quanto poco conosciuto: la vicenda di Ezzeddine Sebai, un serial killer tunisino che nel 2006, dal carcere, confessò quattordici omicidi di donne anziane commessi nel Sud Italia a metà degli anni Novanta.

La rivelazione ha gettato ombre inquietanti sulla giustizia italiana: decine di processi considerati chiusi sono tornati sotto i riflettori e, per alcuni di quei delitti, persone già condannate risultano ora innocenti, impegnate da anni per dimostrare la propria estraneità ai fatti. Trincia racconta questo “caso impossibile” non come mero fatto di cronaca, ma come un’esperienza immersiva e coinvolgente: sul palco si intrecciano documenti processuali, testimonianze originali, immagini d’archivio e la voce diretta dell’autore, che invita il pubblico a un confronto critico con la complessità della verità giudiziaria e la fragilità del sistema investigativo.

«Voglio trascinare gli spettatori dentro la storia, farli uscire dal teatro con la testa piena di domande e il cuore colmo di indignazione», ha spiegato Trincia, che per anni ha approfondito storie di cronaca e attualità con podcast, reportage e programmi televisivi.

La formula narrativa adottata offre al pubblico una prospettiva unica: non un semplice spettacolo, ma un vero e proprio viaggio attraverso gli errori, i silenzi e le contraddizioni di un caso giudiziario che, nella sua crudezza, riflette temi universali di giustizia e responsabilità civile.