L'intervista

“Aggiungi un posto a tavola” arriva a Bergamo: tra sogno, inclusione e musica senza tempo

La celebre commedia musicale di Garinei & Giovannini celebra il suo 50° anniversario con una nuova tournée, in scena alla ChorusLife Arena dal 16 al 18 gennaio con Giovanni Scifoni e Lorella Cuccarini

“Aggiungi un posto a tavola” arriva a Bergamo: tra sogno, inclusione e musica senza tempo

La commedia musicale “Aggiungi un posto a tavola” è uno dei titoli più amati e longevi del teatro italiano: nata nel 1974 dalla penna di Pietro Garinei, Sandro Giovannini e Jaja Fiastri, con le musiche di Armando Trovajoli, questa favola moderna ha attraversato mezzo secolo di storia teatrale rimanendo nel cuore del pubblico per il suo spirito leggero, il messaggio di accoglienza e le melodie indimenticabili.

Nel 2025-2026 lo spettacolo è tornato con una nuova tournée targata Viola Produzioni, con la regia originale ripresa da Marco Simeoli, e farà tappa a Bergamo alla ChorusLife Arena dal 16 al 18 gennaio con quattro repliche in programma.

Simeoli, lei è ora il regista di uno spettacolo in cui aveva già recitato più volte in passato: una lunga storia d’amore quella con “Aggiungi un posto a tavola”. Qual è, secondolei, la “ricetta” del suo successo cinquantennale?

«”Aggiungi un posto a tavola” è una favola: e come tutte le favole ha una forza eterna. È una delle commedie musicali italiane più rappresentate anche nel mondo, capace di attraversare generazioni mantenendo intatto il suo fascino. Nel 1974 incantò il pubblico in un periodo storico difficile per il nostro Paese, offrendo sogno, evasione e speranza. Ancora oggi i temi dell’inclusione e dell’accoglienza – l’idea di “aggiungere un posto a tavola” per chi arriva da fuori o è emarginato – restano profondamente attuali, forse più di allora».

La regia è quella originale. In cosa siete intervenuti per questa edizione? C’è stata un’attualizzazione o degli arricchimenti rispetto al passato?

«La regia è quella originale di Garinei e Giovannini, e la mia è una ripresa teatrale. Dove possibile abbiamo fatto delle piccole limature per rendere lo spettacolo più fluido e brillante per il pubblico contemporaneo. Gli spettacoli di 50 anni fa avevano una durata diversa: oggi è importante che lo spettacolo mantenga ritmo e leggerezza, evitando di risultare troppo lungo o “pesante”. Il risultato, a mio avviso, è uno spettacolo coinvolgente dall’inizio alla fine».

Quali altri progetti sta seguendo, o ha in programma dopo questa tournée?

«“Aggiungi un posto a tavola” continuerà la tournée dopo Bergamo, con tappe in diverse città italiane fino a marzo. Dopo questa esperienza riprenderò il mio spettacolo “Manca solo Mozart”, che racconta una storia legata al negozio di musica della mia famiglia a Napoli. Ho anche un altro progetto molto importante legato al Teatro Brancaccio, ma al momento non posso ancora svelarne i dettagli».

Ha già avuto modo di conoscere Bergamo: che impressione le ha fatto la città?

«Amo le città del Nord per l’accoglienza, la storia e il cibo. Sono stato più volte a Bergamo, anche con Proietti anni fa e in altre edizioni di “Aggiungi un posto a tavola”, e ogni volta è stata un’esperienza bellissima. Ho ricordi piacevoli di queste visite e non vedo l’ora di tornare».

Nella produzione si mantiene la “voce di Dio” originale…

«Sì, abbiamo voluto mantenere la voce di Dio di Enzo Garinei, un grande protagonista del nostro teatro e del cinema, in suo onore. In passato Enzo era presente in scena tutte le sere; ora la sua voce registrata è un omaggio affettuoso che mantiene viva la tradizione e regala al pubblico un legame speciale con la storia dello spettacolo. Un giorno, in futuro, spero che spetti a me il ruolo di Dio: sarebbe un bel traguardo, magari verso fine carriera. Del resto è l’unico ruolo possibile che mi manca all’interno di questa commedia cult, dopo Toto e Crispino».