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Antonio Albanese e Giuseppe Battiston presentano il nuovo film “Lavoreremo da grandi” a Longuelo

Il regista e l’attore incontrano il pubblico al Conca Verde, martedì 10 febbraio. Tra amici scombinati, colpi di scena e un lago che fa da sfondo

Antonio Albanese e Giuseppe Battiston presentano il nuovo film “Lavoreremo da grandi” a Longuelo

Antonio Albanese e Giuseppe Battiston martedì 10 febbraio sono al cinema Conca Verde di Longuelo per presentare il loro nuovo film, alle 19.30: prevendite disponibili su sas.18tickets.it/film/91060. Incontreranno il pubblico in sala prima della proiezione di “Lavoreremo da grandi”, in programmazione da giovedì 5 a domenica 8 febbraio al Cinema del Borgo, e poi dal 9 appunto al Conca Verde.

Dopo l’incontro di un paio di settimane fa con Paolo Sorrentino e Daria D’Antonio per il film “La grazia”, e dopo i tanti altri ospiti incontrati negli ultimi mesi sempre (tra cui Damiano Michieletto, regista di “Primavera”, Luc Besson per “Dracula”, Andrea Segre per “Noi e la grande ambizione”, Silvio Soldini per “Pane e Tulipani”…) ecco quindi l’opportunità di incontrare dal vivo altri due graditissimi ospiti, nella sala di Longuelo.

Antonio Albanese è uno degli autori e interpreti più amati del cinema italiano. Tra i suoi lavori come regista ricordiamo “Uomo d’acqua dolce” (1996), “La fame e la sete” (1999), “Il nostro matrimonio è in crisi” (2002), “Contromano” (2018) e, “Cento domeniche” (2023). Decine sono gli altri film che lo hanno visto coinvolto come attore. Ne ricordiamo solo alcuni tra cui “La seconda notte di nozze” (2005) di Pupi Avati, “Giorni e nuvole” (2007) di Silvio Soldini, “L’intrepido” (2013) di Gianni Amelio, “Grazie Ragazzi” (2023), e “Un mondo a Parte” (2024) entrambi di Riccardo Milani.

Giuseppe Battiston nel corso degli anni ha dato il volto a personaggi di moltissimi film italiani di successo tra cui diversi film di Silvio Soldini come “Le acrobate” (1997), “Pane e tulipani” (2000), “Agata e la tempesta” (2004), “Giorni e nuvole” (2007) e “Cosa voglio di più” (2010), oltre a decine di altri film di altri registi tra cui ricordiamo i due di Carlo Mazzacurati “La giusta distanza” (2007) e “La passione” (2009).

Il film parla di tre amici, Beppe, Umberto e Gigi, che attendono l’arrivo del giovane Toni per festeggiare la sua ritrovata libertà. Umberto è un musicista fallito, ha mandato in malora l’azienda del padre e ha già due separazioni alle spalle. Gigi è stato appena diseredato dalla zia, è ubriaco e indossa una delle sue vecchie parrucche in segno di protesta. Beppe ha una madre molto ingombrante, fa l’idraulico e si dice non abbia mai avuto una ragazza. Toni, figlio di Umberto, è un ragazzo fin troppo sveglio che entra ed esce dal carcere per piccoli reati. In altre parole: la più scombinata delle compagnie, in un microcosmo immutabile, nello stridente splendore di un lago. Qualcosa però sta per accadere. Un cataclisma dalle conseguenze sconvolgenti ed esilaranti. Dopo una serata ad alto tasso alcolico nel bar del paese, l’auto sulla quale stanno per tornare a casa colpisce qualcosa. O meglio, qualcuno. Dando inizio ad una serie di inesorabili scelte sbagliate, i quattro fuggono e si rifugiano a casa di Umberto. Sarà una lunga notte di colpi di scena, situazioni paradossali e ridicole, incontri e scontri tra i protagonisti e altre figure improbabili che popolano quella interminabile giornata.