Arlecchino arriva in città con il passo sghembo e lo sguardo furbo di sempre. Dal 7 al 15 marzo (sempre ore 20.30 tranne la domenica, 15.30, con lunedì di riposo) il palcoscenico del Teatro Donizetti accoglie “Arlecchino muto per spavento”, lo spettacolo firmato da Stivalaccio Teatro inserito nella Stagione di Prosa 2025-2026 della Fondazione Teatro Donizetti. Un ritorno alle radici della Commedia dell’Arte che è insieme omaggio, gioco teatrale e raffinata operazione culturale.
Lo spettacolo prende ispirazione dal canovaccio “Arlequin muet par crainte” di Luigi Riccoboni, detto Lelio, ed è affidato al soggetto originale e alla regia di Marco Zoppello, anche in scena insieme a Sara Allevi, Katiuscia Bonato, Marie Coutance, Matteo Cremon, Michele Mori, Stefano Rota, Pierdomenico Simone e Maria Luisa Zaltron.
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Per comprendere la forza di questa messinscena bisogna tornare al 1716. Dopo quindici anni di esilio forzato, i Comici Italiani riconquistano il pubblico parigino. A guidarli è proprio Riccoboni, che riunisce una compagnia di talento chiamando in Francia, per la prima volta, l’Arlecchino vicentino Tommaso Visentini, destinato a raccogliere l’eredità del celebre Evaristo Gherardi. C’è però un ostacolo: Visentini non parla francese. Un limite che rischia di diventare condanna, ma che si trasforma in invenzione. Riccoboni scrive allora un canovaccio geniale: Arlecchino diventa muto… per lo spavento.
È da questo episodio, sospeso tra necessità e fantasia, che nasce lo spettacolo di Stivalaccio Teatro. In scena si intrecciano equivoci, travestimenti, amori e paure, in un gioco continuo tra parola e silenzio. Le maschere, con le loro smorfie immobili, raccontano un mondo surreale eppure profondamente umano, dove l’equilibrio tra disciplina e improvvisazione restituisce tutta l’energia originaria della Commedia dell’Arte.
La compagnia veneta, fondata nel 2007, si muove da anni nel solco del teatro popolare, dedicandosi alla produzione di spettacoli, alla formazione e all’organizzazione di festival. Il suo lavoro di riscoperta e reinvenzione della tradizione ha ottenuto riconoscimenti importanti: nel 2023, al Teatro Gobetti, Stivalaccio Teatro ha ricevuto il premio Anxt dell’Associazione Nazionale Critici di Teatro. Nel 2024 è stato ospite del Teatro Stabile del Veneto al Teatro Goldoni durante la settimana del Carnevale, quindi al Théatre Hébertot in collaborazione con l’Istituto Italiano di Cultura a Parigi e la Sorbonne Université. Nello stesso anno è arrivata anche la nomination al Premio Ubu per il significativo lavoro di rivitalizzazione della Commedia dell’Arte.
Oggi, quel filo teso tra passato e presente approda al Donizetti. E forse, tra una smorfia e un silenzio carico di senso, Arlecchino riuscirà ancora una volta a sorprenderci.