Tre appuntamenti per riscoprire una tradizione secolare capace di affascinare bambini e adulti. La compagnia I Burattini di Virginio Baccanelli propone, nell’ambito della rassegna Legno Vivo, tre spettacoli tra Clusone, Comenduno di Albino e Pradalunga, in programma il 24 e 25 agosto e il 4 settembre. Protagonista, naturalmente, sarà anche Gioppino, maschera simbolo della tradizione bergamasca.
Una tradizione che continua
Originario di Bottanuco e allievo di Daniele Cortesi, Virginio Baccanelli è stato insignito nel 2014 del Premio Nazionale “Benedetto Ravasio”. Nel 2022 è stato inoltre protagonista del film Luigi Maria Palazzolo. Prete tra gli ultimi.
Baccanelli è tra i pochi artisti bergamaschi che ancora oggi realizzano personalmente burattini, scenografie e sceneggiature, mantenendo viva un’arte profondamente legata al territorio.
La rassegna Legno Vivo gode del patrocinio di Promoserio e del Distretto de Le Cinque Terre della Val Gandino, dove è nata nel 2016. L’obiettivo è valorizzare un patrimonio culturale che, secondo Baccanelli, mantiene anche una forte valenza educativa: «I burattini consentono un’interazione diretta con il pubblico, hanno il pregio della concretezza e la genuinità della tradizione», ha spiegato l’artista, sottolineando come questa forma di spettacolo rappresenti anche un’alternativa alla dimensione virtuale sempre più presente nella quotidianità di bambini e ragazzi.
A Clusone arriva la «medicina infernale»
Il primo appuntamento sarà lunedì 24 agosto alle 21 in piazza Orologio a Clusone, dove Baccanelli porterà in scena Gioppino e la medicina infernale. La maschera bergamasca sarà quindi protagonista di una nuova avventura pensata per avvicinare il pubblico alla comicità e ai personaggi della tradizione dei burattini.
A Comenduno L’oro di Gioppino
Il giorno successivo, martedì 25 agosto alle 21, lo spettacolo si sposterà all’oratorio di Comenduno. In programma L’oro di Gioppino, ovvero la polenta della libertà. Un’altra storia che affonda le proprie radici nella tradizione bergamasca e che vedrà ancora una volta Gioppino al centro della scena.
A Pradalunga la prima nazionale sul Misma
La rassegna si chiuderà venerdì 4 settembre alle 17, alla Residenza Leggera di piazza Nembrini a Pradalunga, con una prima nazionale: Il mostro del Misma, ovvero la leggenda dello Scörs. Lo spettacolo nasce da una libera interpretazione di Baccanelli, ispirata anche dai racconti di alcuni abitanti di Pradalunga, tra cui Emilia Pezzotta. Alla base della storia c’è un’antica leggenda legata al Santuario della Forcella, alle pendici del monte Misma.
La leggenda dello Scörs
La vicenda prende spunto dal più antico ex voto ritrovato nel Santuario della Forcella, dedicato al nobile Cristino Piccinini. Secondo la leggenda, nel 1793 l’uomo sarebbe stato assalito nei boschi di Pradalunga dallo Scörs, una creatura spaventosa con il corpo di serpente e la testa di gatto. Cristino Piccinini sarebbe riuscito a salvarsi grazie all’intercessione della Vergine della Forcella. Un racconto che per generazioni ha alimentato la fantasia degli abitanti della zona: gli anziani, infatti, ritenevano che chiunque avesse visto lo Scörs sarebbe andato incontro alla morte.
Nella versione pensata per il teatro dei burattini, la leggenda coinvolge Gioppino Zuccalunga e mantiene i canoni classici della tradizione bergamasca. Tutti gli spettacoli sono a ingresso libero. In caso di maltempo sono previste soluzioni alternative al coperto.