La rassegna

Le maschere tornano a vivere tra i borghi della Valle Brembana: sette spettacoli per riscoprire la Commedia dell’Arte

Dal 16 luglio al 2 agosto la nona edizione de "Le Vie della Commedia" porterà teatro, musica e grandi interpreti tra Bergamo, Camerata Cornello, San Giovanni Bianco e Dossena

Le maschere tornano a vivere tra i borghi della Valle Brembana: sette spettacoli per riscoprire la Commedia dell’Arte

C’è un teatro che, a distanza di oltre quattro secoli, continua a parlare il linguaggio del presente. È quello della Commedia dell’Arte, fatto di maschere, improvvisazione, ironia e personaggi senza tempo, capace ancora oggi di raccontare l’uomo, le sue debolezze e le sue speranze. Sarà proprio questo patrimonio culturale il protagonista della nona edizione de “Le Vie della Commedia”, il festival che dal 16 luglio al 2 agosto trasformerà piazze, cortili e antichi borghi della media Valle Brembana in un grande palcoscenico all’aperto.

Promossa dai Comuni di Camerata Cornello, Dossena e San Giovanni Bianco, con una prestigiosa anteprima a Bergamo, la rassegna conferma la propria vocazione: non limitarsi a celebrare una tradizione teatrale, ma mostrarne la sorprendente vitalità, affidandola ad alcune delle compagnie più autorevoli del panorama italiano. Un percorso artistico che attraversa secoli di storia, dimostrando come la Commedia dell’Arte continui a reinventarsi senza perdere la propria identità.

L’edizione 2026 si aprirà giovedì 16 luglio nel cortile di Palazzo della Provincia, a Bergamo, con “Mistero Buffo e altre storie”, interpretato da Christian Poggioni. Lo spettacolo rende omaggio a Dario Fo nel centenario della nascita e a dieci anni dalla sua scomparsa, riportando in scena uno dei testi più celebri del premio Nobel, capace di alternare comicità, satira sociale e riflessione civile attraverso la tradizione dei giullari medievali. Un’anteprima che lega idealmente il festival alla figura di uno degli artisti italiani che più hanno saputo raccogliere e reinterpretare l’eredità della Commedia dell’Arte.

Il cuore della manifestazione si sposterà poi nei borghi della valle. Il 24 luglio, a Oneta di San Giovanni Bianco, arriverà Pantakin Teatro con “Marco Polo e la principessa”, una produzione che intreccia il racconto del celebre viaggiatore veneziano con atmosfere orientali, enigmi, duelli e una storia d’amore costruita secondo i canoni della commedia classica. Il pubblico sarà chiamato a partecipare direttamente allo spettacolo, in uno degli elementi che da sempre caratterizzano il rapporto tra attori e spettatori nella tradizione dell’Arte.

Due giorni più tardi, sempre a Oneta, Christian Poggioni tornerà protagonista con “Lu santo jullare Francesco”, il monologo scritto da Dario Fo dopo il conferimento del Nobel e dedicato a San Francesco d’Assisi. Un’opera che intreccia fonti storiche, leggende popolari e spiritualità, restituendo la figura del santo come simbolo di dialogo, pace e armonia con la natura, temi di straordinaria attualità.

Il festival proseguirà il 31 luglio nello scenario di Cornello dei Tasso con “Fantasia da La pazzia di Isabella”, proposto dalla Compagnia Le Belle Bandiere. Lo spettacolo guarda alle origini della Commedia dell’Arte attraverso la storia di Isabella e Francesco Andreini, protagonisti assoluti del teatro tra Cinquecento e Seicento e fondatori della celebre Compagnia dei Gelosi. Più che una semplice ricostruzione storica, sarà un viaggio dentro il mestiere dell’attore, tra memoria, immaginazione e riflessione sul significato stesso del fare teatro.

A chiudere la rassegna, domenica 2 agosto a Dossena, sarà invece “Arlecchino nel futuro” della compagnia Dammacco/Balivo. Qui la maschera forse più celebre della tradizione italiana viene proiettata in un domani distopico: il clima è cambiato, l’umanità sogna di trasferirsi sulla Luna e Arlecchino, pur di partire, è disposto perfino a fingersi un androide. Un’idea originale che dimostra come i personaggi della Commedia dell’Arte possano continuare a interrogare il presente affrontando temi come il progresso tecnologico, l’intelligenza artificiale e il destino dell’uomo.