Dirriti e umanità

“Ma l’amore no”, il teatro dal carcere arriva a Nembro: si racconta l’affettività dietro le sbarre

Gli attori e le attrici del penitenziario di Saluzzo andranno in scena all’Auditorium Modernissimo domenica 25 gennaio alle 16.30

“Ma l’amore no”, il teatro dal carcere arriva a Nembro: si racconta l’affettività dietro le sbarre

di Giulia Spampatti

Si intitola Ma l’amore no lo spettacolo teatrale portato in scena dagli attori e dalle attrici del carcere di Saluzzo. Curato da Voci Erranti Onlus, l’organizzazione non profit di formazione teatrale, eventi e progetti culturali, lo spettacolo approda all’Auditorium Modernissimo di Nembro domani (domenica 25 gennaio) alle 16.30.

L’ingresso è libero e gratuito: sarà un’occasione irripetibile per abbattere ogni tipo di pregiudizio con il potere dell’arte; un’opportunità per riflettere, emozionarsi e godersi un pomeriggio di svago. L’obiettivo della recita è quella di coinvolgere emotivamente gli spettatori, usando il teatro come veicolo di riflessione culturale e sociale.

L’istituto penitenziario piemontese porterà sul palco i temi discussi dell’affettività e del carcere come non sono mai stati trattati prima. Sulla locandina, infatti, si può leggere: «”M’ama o non m’ama?” Questa la domanda che risuona tra chi abita le carceri ed è distante dalla quotidianità dei propri affetti. A partire dal vissuto personale del singolo prende vita uno spettacolo intenso e commovente, una restituzione dell’impatto della detenzione sulle relazioni personali e un megafono potente delle rivendicazioni sul diritto all’affettività per le persone recluse».

È importante che nella società venga supportato questo tipo di progetto, perché è basato sul valore educativo e riabilitativo dell’arte drammatica per il reinserimento sociale previsto dall’articolo 27 della Costituzione.

Vengono così stimolati i rapporti interpersonali tra i detenuti, oltre che la creatività e la disciplina e, attraverso laboratori e produzioni, si crea una rete (…)

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