La recensione

Quando il teatro diventa un’inchiesta e la cronaca nera si trasforma in accusa civile

Il giornalista e podcaster Pablo Trincia fa il tutto esaurito alla ChorusLife Arena ripercorrendo la vicenda del “killer delle vecchiette”. Che è soprattutto una storia di malagiustizia

Quando il teatro diventa un’inchiesta e la cronaca nera si trasforma in accusa civile

Forse il male, in sé, è una cosa semplice. È nei suoi effetti che diventa materia complessa, stratificata, difficile da decifrare. Oggi il male assume forme diverse: può avere il volto di un uomo disturbato che entra di notte nelle case di donne anziane solo per ucciderle. Oppure quello di procuratori e magistrati superficiali e in malafede, circondati da carabinieri e poliziotti dai comportamenti che superano ampiamente i confini del grottesco.

Ha questa doppia faccia il male che Pablo Trincia, sabato e domenica, ha raccontato alla ChorusLife Arena nell’inchiesta dipanata dal vivo “L’uomo sbagliato”, scritta insieme a Debora Campanella. Al centro c’è la storia di Ezzeddine Sebai, nato a Qayrawan, in Tunisia, arrivato clandestinamente in Puglia e rimasto in Italia fino alla morte. Negli anni Novanta Sebai è responsabile di quindici omicidi di donne anziane. Eppure, per molto tempo, viene riconosciuto colpevole di un solo assassinio. Arrestato nel 1997, muore quindici anni dopo nel carcere di Padova, dopo un tentativo di suicidio. Troppo tardi per salvarlo. Ma non troppo tardi per conoscere la verità: nel 2006 aveva confessato anche gli altri quattordici delitti.

La malagiustizia

La storia raccontata da Trincia, però, va oltre la cronaca nera. Anzi, il cuore del racconto è un altro: la malagiustizia. Per i crimini di Sebai finirono in carcere persone innocenti, vittime di indagini sbagliate e decisioni frettolose. Vite spezzate, famiglie travolte, esistenze segnate per sempre.

Sul palco, la voce di Trincia è accompagnata da immagini, fotografie, video. Perché un’inchiesta dal vivo, come ogni lavoro giornalistico serio, non può limitarsi al racconto: deve mostrare, permettere di vedere per comprendere.

Mele marce

Di errori giudiziari sentiamo parlare sempre più spesso. Il caso Garlasco è solo uno degli esempi più noti. Questo non deve minare la fiducia nella giustizia in toto perché, come sottolinea Trincia, la maggior parte dei magistrati fa egregiamente il proprio dovere. «Peccato che chi sbaglia, cioè il procuratore del caso, non paghi mai davvero: ci deve pensare lo Stato, cioè noi, a elargire risarcimenti sontuosi alle vittime innocenti della giustizia»

Unico neo

Trincia ha scelto il teatro per raccontare “L’uomo sbagliato”, trasformandolo in uno spazio di ascolto e di coscienza civile. Ma questa storia, in fondo, potrebbe essere raccontata ovunque: anche in prima serata, anche come servizio pubblico. Magari ripulita da alcune esagerazioni manieristiche: il bravo podcaster – che a Bergamo ha trovato centinaia di groupies, perché alla bravura accompagna bellezza e fascino – esagera a tratti nell’autocompiacimento e nella drammatizzazione. Un surplus di fiction di cui il sontuoso lavoro giornalistico e la forza della storia non avevano bisogno.