Appuntamento sabato 28 marzo

Tra tradizione e natura: a Mapello torna la “Cacciata di Marzo”

Quest'iniziativa non è solo una rievocazione storica, ma un modo per ristabilire un legame profondo tra l’essere umano e l’ambiente

Tra tradizione e natura: a Mapello torna la “Cacciata di Marzo”

A Mapello sabato 28 marzo rivivrà l’antica tradizione della “Cacciata di Marzo”, un rito popolare che attraverso il rumore e la partecipazione collettiva vuole risvegliare la natura dal torpore invernale e accogliere l’arrivo della primavera.

Un rito tra storia e tradizione

Pentole, tegami, tamburi, latte e campanacci: tutto è utile per creare frastuono. I partecipanti, in processione, batteranno la terra con bastoni e oggetti sonori per “chiamare l’erba” e favorire simbolicamente il risveglio della natura.

Si tratta di una tradizione lombardo-alpina antica, diffusa un tempo lungo tutto l’arco alpino e oggi ancora viva in alcune aree della Valtellina, delle Prealpi Lombarde e della Brianza. Un’usanza che molti ricordano anche grazie a una celebre scena del film L’albero degli zoccoli di Ermanno Olmi, dove il nonno conduce i nipoti a “fare rumore” per scuotere la terra dal sonno invernale.

Un gesto semplice ma carico di significato, che richiama una forma di spiritualità legata alla terra e ai cicli naturali, una sorta di “sciamanesimo nostrano” radicato nella cultura locale.

Il programma della giornata

L’iniziativa nasce dalla collaborazione tra l’associazione “Il Bosco Sacro” di Ponte San Pietro e “Radici Future” di Cassina Valsassina. Sabato 28 marzo il ritrovo è fissato alle ore 15 sul sagrato del Santuario della Madonna di Prada. Da qui partirà un corteo che si inoltrerà nel bosco, portando con sé il fragore simbolico necessario a “scacciare” l’inverno e invitare la primavera.

Al termine del percorso è previsto un momento rituale di ringraziamento alla terra, per celebrare i cicli naturali e la fertilità del suolo.

Un legame tra uomo e natura

Gli organizzatori sottolineano come l’iniziativa non sia solo una rievocazione storica, ma un modo per ristabilire un legame profondo tra l’essere umano e l’ambiente. Attraverso gesti semplici e strumenti quotidiani, si riscoprono pratiche antiche che permettevano alle comunità di sentirsi parte integrante del mondo naturale. Un dialogo con la terra che, secondo gli organizzatori, non dovrebbe mai interrompersi.

Tra fiori e condivisione

Al termine dell’esperienza, i partecipanti potranno vivere un momento di condivisione presso il campo di Tuliprendi, dove sarà possibile raccogliere cinque tulipani, portando con sé un simbolo concreto della primavera appena “chiamata”. Per ulteriori informazioni ed iscrizioni è possibile contattare il numero 333.6055949