Anche l'Italia non scherza

Brasile, la terra promessa della chirurgia estetica

Brasile, la terra promessa della chirurgia estetica
05 Agosto 2014 ore 07:10

Non sono solo i passi di samba a far alzare i glutei. In parte è merito anche della chirurgia estetica, e il Brasile – patria della samba – ne sa qualcosa. Il gigante sudamericano è diventato infatti il paese leader della chirurgia estetica. L’Italia è al settimo posto nella top ten dei Paesi con il numero più alto di interventi estetici. Nel 2013 Brasile batte Stati Uniti con un vantaggio di 40mila interventi. Sono dati dell’Isaps (International Society of Aesthetics Plastic Surgery).

In Brasile il numero di interventi annui nel 2013 si è attestato sul milione e 490 mila. Arriva gente da tutto il mondo, anche grazie alle agevolazioni di pagamento e alla professionalità dei chirurghi. Il Brasile è al primo posto per turismo da chirurgia plastica. Le operazioni più richieste sono la liposuzione e l’impianto di silicone, cosce più magre e seni più floridi e sodi. Seguono gli interventi al viso, soprattutto la rinoplastica: sembra infatti che un semplice ritocchino alla punta del naso riesca a ringiovanire una persona almeno di otto anni.

Considerando il boom di interventi tra le giovanissime che chiedono un nuovo seno o un nuovo naso come regalo dei 18 anni, vien da pensare che i nuovi canoni di bellezza si basino sui tratti somatici di una pin–up con il volto da bambina. Il 12% dei pazienti che si sottopongono a interventi, su scala mondiale, è di sesso maschile. Emblematico il caso di Celso Santebanes, modello 20enne brasiliano che da quando ha 16 anni si sta sottoponendo a interventi chirurgici per assomigliare al fidanzato di Barbie. Finora ha speso 38 mila euro. Peccato, però, che con tutti questi soldi spesi per rifarsi naso, mento, mascella, petto, sia ancora single.

 

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Più bellezza per tutti. Anche gratis. In Brasile la bellezza è un diritto del cittadino. Pare infatti che dal 1997, 220 cliniche brasiliane che eseguivano trattamenti estetici a prezzi scontati, abbiano offerto circa 14 mila interventi gratuiti ai più indigenti. Dal botox, alla depilazione laser, fino ad arrivare al peeling e ai trattamenti anticellulite. Nelle cliniche più prestigiose il prezzo di un ritocco al naso si aggira intorno ai 30 mila reales, circa 10 mila euro, ma sono molte le cliniche che hanno iniziato a fare credito, o comunque a dilazionare i pagamenti nel corso degli anni.

La clinica del dottor Pitanguy. Il paradiso sembra si trovi a Rio de Janeiro, in Rua Donna Mariana 65, uno dei quartieri più nobili della città. È questo l’indirizzo della culla internazionale della chirurgia estetica, la clinica del professor Ivo Pitanguy. Classe 1926, il medico è tutt’oggi in attività e la precisione della sua mano, dicono i bene informati, non teme confronti nonostante l’età. In Brasile è una vera e propria star nazionale, e sotto di lui sono passate star di fama internazionale. È definito il Michelangelo del Bisturi, e alcuni (i più esagerati) lo chiamano il papa della chirurgia estetica. E in effetti: sessant’anni di carriera alle spalle e oltre 70 mila persone ritoccate.

Da lui sono passate star di fama internazionale, da Sofia Loren a Gina Lollobrigida, da Brigitte Bardot a Stephanie di Monaco fino al re Hussein di Giordania. Persino la presidente Dilma Roussef si è sottoposta a una plastica facciale per correggere alcune imperfezioni intorno agli occhi, sulle guance e sul collo. È stato Pitanguy il promotore dell’idea che un intervento estetico è altrettanto efficace sull’umore di un povero, quanto una consulenza dallo psicanalista.

La clinica del dott. Pintanguy, però, non è solo l’indirizzo magico per chi abbia voglia di togliersi qualche anno, almeno in apparenza. È anche un punto di riferimento per la comunità scientifica mondiale: la clinica è un’istituzione di fama internazionale dove vengono studiati e messi a punto i più grandi progressi nel campo dell’estetica del viso e del corpo.

Non è tutto oro (quel che luccica). Se la clinica del dott. Pitanguy è un’eccellenza, la realtà è ben diversa. A mettere in guardia i potenziali pazienti è lo Sportello dei Diritti, onlus che tutela a 306 gradi i diritti dei cittadini: il presidente Giovanni d’Agata avverte che «i viaggi all’estero presentano dei rischi, come quello di trovarsi a fare i conti con un risultato ben diverso da quello sperato, in linea con un Paese diverso, con altri canoni di bellezza. Le strutture di questi Paesi sono inoltre solitamente carenti e gli standard di assistenza inferiori ai nostri».

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