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Cocktail stories, l’Old Fashioned Il suadente fascino d’altri tempi

Cocktail stories, l’Old Fashioned Il suadente fascino d’altri tempi
24 Ottobre 2015 ore 11:00

Ancora una volta, per parlare di grandi cocktail dobbiamo fare riferimento ai grandi club frequentati dai gentlemen raffinati ed eleganti. Nello specifico siamo nel cuore di Manhattan e in particolare nel leggendario bar di un altrettando leggendario albergo di lusso di New York, il Waldrof-Astoria. Intorno agli anni Trenta, seduto al bancone, il colonnello James E. Pepper è solito chiedere il suo usuale e prediletto Old Fashioned.

A dire il vero, questa tipologia di drink era già consumata ben prima che il colonnello la facesse diventare un fatto di moda intramontabile, un successo tale che, ancora oggi, gli intenditori la sorseggiano dandosi un tono d’altri tempi. Considerate che non si parla di una vera e propria ricetta, ma – come dice il nome stesso – più che altro di uno stile, a rievocare un vecchio modo con cui si consumava il whiskey e che fece la sua comparla nelle prime riviste dedicate agli albori dell’arte di miscelare.

 

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La preparazione. Uno stile, dunque, che prevede l’utilizzo di distillato più importante d’America, il whiskey, che diventerà poi, nella versione ufficiale, il bourbon (di cui il colonnello era produttore) con una zolletta di zucchero, uno spruzzo di seltz e due spruzzi – due dash, come dicono gli esperti – di angostura, che serve ad arrotondare e legare tutto quando.

La presentazione. La ciliegia al maraschino è fondamentale nella presentazione. Non a caso l’Old Fashioned viene servito in una tipologia di bicchiere che porta il suo stesso nome ed è utilizzata per servire i distillati in purezza. Sicuramente suadente è poi la scorza d’arancia, che è il fondo del diorama gustativo. In bocca sicuramente complesso e non per tutti. Del resto, ha un fascino – appunto – d’altri tempi.

Piccola storia dell’angostura. Avete presente il piccolo contenitore di questo particolarissimo liquore? Un’ampollina talmente piccola che l’etichetta la sovrasta avvolgendola quasi totalmente. Lo inventò il dottor Johann Siger, medico al servizio dell’Armata di Liberazione di Simon Bolivar. Dopo anni di studi, elaborò la ricetta di questo amaro molto alcolico che prevede, tra le altre cose, i chiodi di garofano, la radice di genziana, il cardamomo, la china e l’essenza di arance amare. Usato inizialmente come tonico per i soldati, finì tra gli ingredienti dei barman di tutto il mondo, come ingrediente di famosi drink, quali, ad esempio, il Manhattan. Il suo nome deriva dall’antico nome della città Angostura in Venezuela, dove si sistemò il medico (oggi chiamata Ciudad Bolivar).

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