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Scritto con Marco Pastonesi

I consigli di lettura di Libri di Sport Lo Zar abbassa la cresta e racconta

I consigli di lettura di Libri di Sport Lo Zar abbassa la cresta e racconta
Tendenze 21 Marzo 2019 ore 09:06

È nato un nuovo progetto editoriale. Giovane, fresco, moderno. Si chiama Libri di Sport e ha un obiettivo: raccontare quanto di meglio (o comunque di bello) offra la letteratura sportiva. Un settore che, negli anni, ha preso vigore e che è composto da una galassia di piccole realtà a cui Libri di Sport vuole dare visibilità. Sono recensioni di libri, sì, ma soprattutto consigli per letture più o meno conosciute, di grandi case editrici così come di piccole realtà italiane e straniere; grandi vite di campioni così come storie inedite che meritano di essere ricordate. Tutto questo viene inoltre arricchito da una scelta grafica accattivante che dà al progetto un’impronta ben definita e che ambisce ad abbinare l’estetica alla letteratura, passando per il contenuto. Per tutti questi motivi, BergamoPost ha deciso di riproporre ai suoi lettori, settimanalmente, alcuni degli articoli di Libri di Sport. Buona lettura.

 

“Mia” – Ivan Zaytsev e Marco Pastonesi
di Carlo Necchi

Servizio. Dal dizionario di google: «Prestazione di lavoro alle dipendenze di altri». Sportivamente parlando, «rimessa in gioco della palla». Si può ben dire che Ivan Zaytsev, pallavolista di successo, renda un bel servizio alla sua squadra e ai suoi tifosi, che da lui hanno imparato ad aspettarsi di tutto specie da fondo campo. Un esempio? Torneo olimpico 2016, semifinale Italia-USA, azzurri sotto un set a due e 20-22 nel quarto parziale, quindi a 3 punti dall’uscita di scena. Ivan, nel frattempo ribattezzato lo Zar, va al servizio e spara 5 colpi vincenti uno dietro l’altro, preludio all’estasi del tie-break. Chi c’era non dimenticherà, chi non c’era potrà consultare “Mia”, pagine 231-233, e farsi raccontare dal protagonista.

Ricezione. «Accoglimento al termine di una spedizione, comunicazione o trasmissione», o anche «assimilazione culturale». Nel volley: «Il tocco con cui si riceve la palla battuta dalla squadra avversaria». In campo Zaytsev si distingue anzitutto per la violenza e l’efficacia degli attacchi, ma nella vita ha imparato a fare i conti con ricezioni -o assimilazioni- non sempre comode. Quella culturale anzitutto: nato a Spoleto da genitori russi, tornato stabilmente in Italia dieci anni dopo, lo Zar si è integrato in toto per la gioia sua e della nostra pallavolo. Poi la ricezione genetica, del purissimo talento genitoriale (anche la mamma era un’atleta): la dote del predestinato con tutti i suoi derivati, non necessariamente favorevoli. Su questo Zaytsev si sofferma nella parte iniziale del suo libro, accennando al non sempre tranquillo rapporto con il padre-leggenda.

Palleggio. «Serie di scambi di palla tra due o più giocatori, in vari sport». Nel ruolo di palleggiatore Zaytsev ha mosso i suoi primi passi agonistici, affacciandosi alla massima serie del volley nostrano con la maglia di Perugia (2004-2005) e come riserva del grande Paolo Tofoli. Sul palleggio si fonda l’organizzazione dei sei giocatori nella metacampo, in uno sport senza contatto ma per…

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