Premessa: non siamo degli esperti

Il grande dilemma dei videogiocatori È meglio FIFA 2020 o PES 2020?

Il grande dilemma dei videogiocatori È meglio FIFA 2020 o PES 2020?
01 Ottobre 2019 ore 09:14

Ci sono cose, nel mondo, che inevitabilmente dividono le masse. E lo fanno precisamente a metà, senza che ci sia spazio per una sorta di democristianità di riflesso. O è bianco o è nero, nessuna scala di grigio. Per dire: la Juventus o si ama o si odia; c’è chi le vacanze le fa solo al mare e chi solo in montagna; per qualcuno i casoncelli son bresciani e per altri bergamaschi (per dire, noi non abbiamo dubbi al riguardo). Ecco, in questa lista trova spazio, ormai da anni, anche una dicotomia nata a fine Anni Novanta e ormai diventata tradizione: meglio FIFA o PES? E visto che sono uscite le edizioni 2020 di entrambi i giochi, abbiamo deciso, dopo aver letto un po’ di recensioni e sulla base delle esperienze personali, di raccontarvi le caratteristiche di ognuno dei due videogiochi di calcio più famosi al mondo. Così che possiate convincervi ulteriormente del fatto che la vostra faziosità nei confronti dell’uno piuttosto che dell’altro è assolutamente giustificata. Perché di farvi cambiare idea, sinceramente, non ci pensiamo minimamente. Sappiamo che è impossibile. Altra piccola premessa: non siamo degli esperti, quindi i grandi appassionati ci perdonino inesattezze o semplificazioni eccessive.

 

PES 2020

Senza timore di essere contraddetti, il videogioco firmato Konami è sicuramente più adatto ai giocatori di lungo corso. Decisamente più complicato per un neofita, ha anche il grande pregio di offrire una dinamica di gioco decisamente più riflessiva, ragionata, per certi versi razionale e quindi realistica. La grafica è veramente di altissimo livello, con i giocatori che paiono delle fotografie in movimento e con gli stadi, soprattutto i più noti e importanti, che lasciano sbalorditi per la qualità dei particolari. Altrettanto apprezzabile è anche la bellezza dei cosiddetti “trailer” pre-match, che ti tengono incollati allo schermo e cancellano quella voglia irrefrenabile di giocare subito. Molto più complicata, invece, la gestione del menù di gioco, eccessivamente sovrastrutturata forse. Passando alla giocabilità, nulla da dire: i movimenti dei giocatori sono veramente eccellenti e, anzi, le difficoltà che si incontrano nell’utilizzo rendono per certi versi più appassionanti le partite. Ci si sente in dovere di allenarsi per migliorare e raggiungere livelli di gioco soddisfacenti. Inoltre i ritmi non frenetici aiutano a sviluppare trame di gioco più elaborate e, pertanto, anche più vicino a quelle reali. Tra i contro, non si può non andare a toccare lo storico tallone d’Achille di PES: l’assenza quasi totale dei diritti delle formazioni di Premier League, Liga e Bundesliga. Tralasciando i nomi dati alle formazioni (che un minimo sono migliorati rispetto al passato), le divise sono veramente bruttine. E questo difetto non viene cancellato nemmeno dalla presenza, in esclusiva, di un club come la Juventus, che firmato un accordo fino al 2022 con la Konami e dunque sarà presente in versione “originale” solo su PES e non su FIFA, come spiegheremo in seguito. Anche la presenza di Boca Juniors e River Plate regala un oggettivo istante di gioia per i cultori.

Quali sono le novità rispetto al passato? Poche, a dire il vero. Si è lavorato molto sul miglioramento dei movimenti dei giocatori in termini di dribbling, possesso palla, tocco di palla e controllo, merito del lavoro fatto dai produttori insieme a un maestro del genere come Andrès Iniesta. Per il resto, si è pensato soprattutto a migliorare le lacune degli ultimi anni, che non erano certo passate inosservate. La storica modalità Master League, ad esempio, è decisamente migliorata, tornando a divertire come nei suoi anni migliori. Decisamente ancora poco convincente, invece, la modalità MyClub, risposta di Konami all’Ultimate Team di FIFA, che resta anni luce superiore. Stesso discorso per le modalità di gioco online: se amate sfidare sconosciuti in giro per il mondo restando seduti nel vostro salotto di casa, allora PES non è decisamente ciò che fa per voi.

 

FIFA 2020

La storia, praticamente. Chiunque abbia iniziato a giocare alla PlayStation negli Anni Novanta ha iniziato con FIFA, seguendone in oltre vent’anni le altalene qualitative. Una cosa è certa, e lo dicono i numeri: è il gioco di calcio più diffuso al mondo, visto che vende dieci volte di più di PES. Detto questo, però, non è per forza il migliore, o comunque il preferito. Lo stile, infatti, è completamente diverso da quello del videogame rivale: rapido, secco, a scatti repentini. Se PES vuol favorire il ragionamento, FIFA punta sulla spettacolarità e l’istinto. Lo fa anche con una grafica iper realistica ma anche molto… “accesa”, con un uso dei colori che illumina. La cosa, naturalmente, può piacere o meno (a noi non convince del tutto), ma rientra perfettamente nella filosofia che ha ispirato questa versione. La certezza è che anche il neofita, dopo un paio di partite, sarà completamente scimmiato e si divertirà come un bambino. Il che non è mai una cosa negativa. Tra le cose negative, come dicevamo, l’assenza dei diritti per la Juventus, che è invece (orribilmente) denominata Piemonte Calcio e indossa una maglia che pare quella dell’Ascoli, ma più brutta. Decisamente un peccato. Resta però una completezza incredibile di campionati e squadre e ci si può perdere nei meandri della seconda serie tedesca, tra nomi assurdi e magliette bellissime. Ah, ovviamente ci sono anche la Champions League e il calcio femminile, vere ciliegine sulla torta.

Anche in questo caso, di novità non ce ne sono moltissime, ma una è particolarmente rilevante: FIFA Volta Football. Stiamo parlando di una modalità carriera attraverso cui vivere le gesta di un ragazzo (o una ragazza) che parte dal nulla per diventare uno dei giocatori freestyle più famosi del mondo. Come spiega chi ne sa, «il tentativo di EA Sports è quello di unire il rinnovato sistema di dribbling di FIFA 20 con la narrazione de “Il Viaggio”, la modalità carriera dello scorso anno, e le atmosfere di FIFA Street, l’amata versione arcade di FIFA». Il risultato non è totalmente convincente, ma certo ci si diverte. Nella classica modalità allenatore, invece, sono state apportate piccole migliorie comunque apprezzabili, mentre Ultimate Team tutto è rimasto pressoché immutato, e quindi convince molto.

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