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L'esperta risponde

I consigli di Laura Adele Feltri. Porta Sud, la nuova frontiera di Bergamo

«Sarà un insediamento del tipo smart city, cioè sostenibile e tecnologico. Stazione, scuole e sanità i punti forti del progetto Vitali»

I consigli di Laura Adele Feltri. Porta Sud, la nuova frontiera di Bergamo
Tendenze Bergamo, 15 Dicembre 2021 ore 12:22

di Luigi de Martino

C’è un progetto, nel cassetto di Bergamo, che potrebbe cambiare il volto della parte della città che sta al di là della stazione. È il progetto Bergamo Sud, di cui si parla da tanto tempo. Ma negli ultimi anni il discorso è divenuto concreto. Sentiamo in merito Laura Adele Feltri, immobiliarista che conosce le dinamiche della città.

Laura Adele Feltri

Che cosa ne pensa dello sviluppo a sud di Bergamo?

«È un’occasione di grande interesse per la città, di cui si parla da decenni. Attualmente esiste un “masterplan”, un progetto di massima che prevede la riqualificazione dell’area che parte dalla stazione di Bergamo e si estende su un’area molto vasta, che comprende tutto l’ex scalo merci della ferrovia. L’idea è che qui sorga una nuova parte di città che sia “smart city”, ovvero una città sostenibile da un punto di vista ambientale, grazie all’introduzione di elementi tecnologici di avanguardia che garantiscano anche un’elevata qualità della vita».

Per ottenere una Smart city da dove si parte?

«Come è ovvio, si parte dalle persone, cioè dal concepire dei luoghi che siano al servizio delle persone, che facilitino la vita, che garantiscano comfort, sicurezza, tutela della salute. Per quello che riguarda in particolare il progetto Porta Sud è prevista anche una mobilità diversa, fatta di soluzioni che diminuiscano i costi, velocizzino gli spostamenti  ottimizzando l’ambiente già esistente.
Parliamo di tecnologia e trasporti sostenibili. Qualcosa del genere già esiste: è la linea del tram che va ad Albino. È un esempio di mobilità sostenibile, ecologica, efficiente».

Può spiegarci meglio questo concetto?

«La mobilità sostenibile deve essere prima di tutto intermodale, soprattutto nei grandi centri urbani, in modo da limitare l’utilizzo dell’auto privata e incentivare l’uso dei mezzi pubblici e dei veicoli a basso impatto ambientale come auto elettriche, bici con pedalata assistita e monopattini. A Bergamo si sta cercando di andare in questa direzione».

Ci sa spiegare che cosa prevede il masterplan elaborato dalla Vitali Spa per Bergamo Sud?

«Prevede lo sviluppo di tre temi strategici: la formazione, la sanità e l’intermobilità. Tre temi che corrispondono a diverse aree adibite a scuole, a strutture per la salute, a ferrovia, tram, autobus, veicoli ecologici. Queste diverse zone saranno connesse da un grande parco urbano. Per la formazione sorgerà un campus moderno destinato a dodicimila studenti con spazi dedicati allo sport, alla didattica con una biblioteca, al tempo libero e ad  alloggi temporanei. Dovrebbero trasferirsi dalla città il liceo artistico Manzù, il liceo umanistico Secco Suardo e quello scientifico Lussana. Per quando riguarda la sanità, il piano prevede un centro di eccellenza sanitario finalizzato alla prevenzione, alla cura e ricerca medica, con la collaborazione dell’Ats».

E per la mobilità?

«L’aspetto mobilità dovrebbe contemplare l’edificazione di una nuova stazione a ponte, in grado di collegare i quattro sistemi di trasporto: stazione ferroviaria, linee tranviarie Teb, aeroporto di Orio al Serio (il collegamento tra Bergamo e l’aeroporto è già in fase di progettazione) e le autolinee. In tutte le città “smart” la stazione ferroviaria, con ogni connessione, è al centro dei progetti. Nel nostro caso, sarà un centro che riunirà le diverse funzioni e dovrebbe chiamarsi “Nuova Stazione Europea di Bergamo"».

Si parlava anche di un parco...

«Sì, un parco che sarà luogo di aggregazione e connessione delle funzioni diverse, si prevedono 450 mila metri quadrati di superficie. Dovrebbe diventare un luogo vivo, costellato di attività per tutti i target di persone, dai single alle famiglie, agli anziani. I parchi sono una condizione imprescindibile nella riqualificazione di ogni città, proprio perché si passa dall’idea di oggetto all’idea di relazioni che si costruiscono tra le persone».

Ma questo progetto non prevede nuove abitazioni?

«Verranno costruite nuove case che si affacceranno sugli spazi verdi e saranno rivolte sia al mercato libero che al social housing: quindi ci saranno anche alloggi con buoni standard di qualità a un prezzo calmierato, per poter favorire quelle famiglie che hanno un reddito troppo alto per accedere all’edilizia popolare, ma troppo basso per comprare agevolmente sul libero mercato. Sono comunque previsti spazi anche per uffici, sport, negozi, un albergo, Le nuove costruzioni risponderanno alle esigenze attuali con sempre più elementi tecnologici, in classe A».

Ma sono programmati già i tempi?

«Il masterplan è stato approvato dall’amministrazione comunale il 15 aprile di quest’anno, attualmente è nella fase di progettazione. Esiste una possibilità che il piano possa usufruire di fondi del Pnrr».