Il rapporto di Eurobarometro

Il web più credibile della carta Gli italiani sfiduciano i giornali

Il web più credibile della carta Gli italiani sfiduciano i giornali
Tendenze 28 Gennaio 2016 ore 10:00

Internet è una medaglia con due facce: da un lato, dà a tutti la possibilità di esprimersi e di essere parte del flusso di informazioni che caratterizza la rete; da un altro lato però, inevitabilmente, è chiaro che non tutto quanto vieni scritto e presentato può essere assolutamente attendibile, non essendo richiesto alcun titolo o alcuna competenza per aprire il proprio sito o il proprio blog e fornire notizie e informazioni magari senza alcun fondamento. Nonostante questa fisiologica e strutturale questione, gli italiani, secondo l’ultimo rapporto di Eurobarometro 82.3, generalmente hanno un elevato tasso di fiducia rispetto a quanto trovano in rete, addirittura superiore rispetto alle notizie reperibili sulla carta stampata.

 

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I numeri dello studio. Da quanto emerge dalla ricerca compiuta dall’istituto, si evince che il 58,2 percento degli italiani si fidano pressoché ciecamente di tutto quanto il materiale reperibile sul web. Una percentuale decisamente elevata, che colloca l’Italia al sesto posto fra i Paesi europei, e al primo fra i principali Stati del continente, dal momento che è preceduta solo da Repubblica Ceca, Estonia, Polonia, Albania e Finlandia. Non solo, quel 58,2 percento supera di quasi 10 punti la media europea, ferma al 49,1 percento. Si pensi che i nostri dati staccano di 18 punti la Spagna, di 23 la Germania e di quasi 30 il Regno Unito e la Francia. Se possa considerarsi un valore aggiunto o meno è difficile dirlo: italiani boccaloni o stranieri eccessivamente diffidenti? Chissà. Quel che senza dubbio è strano è che i cittadini del Belpaese non nutrono la medesima fiducia nei confronti delle informazioni e delle notizie presenti sulla carta stampata, il cui tasso di affezione è al 53,5 percento. Un dato estremamente curioso è quello rappresentato da quel 17,6 percento di italiani che si fida della rete ma che categoricamente si rifiuta di farlo rispetto ai quotidiani tradizionali in piombo. Uno strano e ragguardevole manipolo di sospettosi che merita un preciso identikit.

 

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Quelli che non credono ai giornali. Dalle ricerche di Eurobarometro 82.3 emerge che il paradigma del cittadino italiano diffidente delle carta stampata è un uomo, con un’età compresa fra i 35 e i 54 anni, con un particolare interesse per la politica e per le discussioni a essa inerenti. Si tratta di cittadini da livello di istruzione e professionale medio-alto, soddisfatti del proprio lavoro e della propria vita, dall’impronta ideologica moderata e non necessariamente euroscettici o anti-migranti. Tutto sommato, dunque, un profilo decisamente diverso rispetto a quello che ci si sarebbe potuti immaginare. Si parla, inoltre, di soggetti per i quali la democrazia rappresenta un valore fondamentale e da difendere: quale strumento, però, è espressione di democrazia più degli stessi giornali? Eppure questi cittadini socialmente impegnati, che i giornali, pur non concedendo loro fiducia, li comprano e li leggono, sembrano preferire di gran lunga l’informazione teoricamente disinteressata e libera presente su internet.

Tutto ciò detto, secondo Lavoce.info, si tratta in generale di una tendenza non particolarmente positiva. L’informazione sulla carta stampa, infatti, grazie al maggior tempo a disposizione, è tradizionalmente e comprensibilmente più equilibrata, meno incline alle estremizzazioni e agli attacchi diretti alle istituzioni, aspetto che globalmente instilla nel cittadino un certo senso di appartenenza e di rispetto nei confronti di luoghi e protagonisti della vita pubblica del proprio Paese; ed è chiaro come questo sia un valore da preservare. Su internet, invece, prevale spesso il risentimento e la rabbia nei confronti delle istituzioni, soprattutto se coinvolte in scandali come accade di frequente in Italia, e le notizie più diffamatorie e negative trovano spesso decisamente maggior eco e seguito. Non che non sia sacrosanto criticare, ci mancherebbe, ma il web troppo spesso è terreno di esagerazioni e distorsioni, su cui alle volte si fa un eccessivo e ingiustificato affidamento.

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