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Storia di un'icona, dalle trincee alle passerelle

L'idea geniale di Mr. Burberry

L'idea geniale di Mr. Burberry
Tendenze 16 Settembre 2014 ore 14:02

«Mi faccia portare il mio Burberry». Così, con il cognome di chi lo aveva realizzato, re Edoardo VII del Regno Unito battezzò, primo nella storia, l’indumento che avrebbe avuto fama senza confini, oltre le nazioni e le epoche.

Chi era Mr. Burberry. La storia del trench è intricata e appassionante come quella di un romanzo. I suoi protagonisti? Gabardina di cotone, maniche raglan, doppio petto e lunghezza oltre il ginocchio. La nascita di Burberry avviene in piena età vittoriana, in un clima di ottimismo in cui l'Inghilterra disegna il suo volto di nazione moderna. Di Mr. Burberry si hanno poche notizie relative all'infanzia e alla prima giovinezza. Di lui si sa soltanto che nacque a Brockham Green il 27 agosto 1835, che fu educato nella scuola del villaggio, e che, dopo aver ricevuto l'istruzione minima sufficiente per affrontare il lavoro, cominciò un apprendistato nella bottega di un sarto.

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È come se la sua vita fosse iniziata nel 1856, a 21 anni. È in quell'anno, infatti, che decise di mettersi in proprio aprendo a Basingstoke un outfitters shop, un negozio d'indumenti da lavoro e per le attività all'aperto. Un giorno un medico entrò nel grande emporio di Basingstoke lamentando le sua difficoltà a trovare capi che lo proteggessero da vento e pioggia durante i viaggi a cavallo sotto la pioggia. Burberry giunse alla soluzione che non bisognava impermeabilizzare il tessuto ma il filato, sia prima che dopo la tessitura. Nacque, così nel 1880, il gabardine, un filato tessuto con più di cento fili intrecciati per ciascun centimetro, che avrebbe rivoluzionato non soltanto il business di Burberry ma le abitudini del mondo intero. I laboratori si moltiplicarono: furono aperti nel villaggio di Mill Lane e nella contea del Berkshire. A Basingstoke fu aperta una clothing factory in New Street.

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La consacrazione del trench (che vuol dire “trincea”). Sulle proprie intuizioni, Thomas Burberry fondò, dunque, un impero giunto fino ai nostri giorni. L'invenzione del trench, lo studio e la produzione del gabardine, l'abitudine di foderare i capi con una riconoscibile trama a scacchi, furono gli elementi base di un codice genetico che permise al brand di attraversare le epoche, di resistere a guerre e crisi economiche, affrontando i mutamenti del gusto e le oscillazioni dei consumi. Nel 1901 il Ministero della Guerra commissionò alla casa un modello adatto agli impieghi militari. Fu la sua definiva consacrazione: l’uniforme diede una nuova fisionomia al modello che avrebbe dovuto vestire i soldati in trincea (da qui il suo nome, trench). La forma precisa caratterizzava l’identità del capo: le spalline indicavano i gradi degli ufficiali, la parte anteriore sopra la schiena doveva far scivolare la pioggia, gli anelli a forma di D in vita erano pensati per agganciarci le armi, il risvolto sul petto destro per ricoverare il fucile.

Il brand inglese seppe così incarnare lo spirito della nazione in cui era stato creato, divenendo uno dei pilastri la sua identità. Nel 1914 i cappotti Burberry divennero la regola negli armadi degli ufficiali della famiglia reale e delle guardie.

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Oggi, capo d’alta moda. Nato sui campi di battaglia, oggi il brand Burberry vive sulle passerelle. Anima le cover patinate delle riviste internazionali, con gli scatti di Mario Testino posati sull’iconica modella britannica Kate Moss, che ne incarna lusso e seduzione.
Nel 2009 Il brand inglese è stato pioniere nel mondo del social media. A partire dal lancio di Art of Trench, una piattaforma digitale che funziona come un social network in cui Burberry invita gli utenti a pubblicare ritratti che riflettono lo stile personale del trench.

Le icone che l’hanno indossato. Molte dive come Katherine Hepburn, Marylin Monroe, Leslie Caron e Brigitte Bardot. A renderlo celebre nell'armadio femminile è l'affascinate Greta Garbo in Destino, nel 1928. Da allora diventa un vero must per ogni donna con stile.

La signora Fletcher condivide con il suo collega, il tenente Colombo, una passione per il trench. Anche nel finale di Colazione da Tiffany, Audrey Hepburn sfoggia un trench impeccabilmente indossato. Humphrey Bogart lo mitizza in Casablanca. Meryl Streep, nei panni di Miranda Priestly nel film Il diavolo veste Prada, sfoggia con eleganza e un tocco di divertente perfidia un trench chiaro con. L’ispettore Gadget e Carmen Sandiego lo consacrano fenomeno cult.

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