Strana gente

Pensieri segreti di una commessa La clientela notturna del super

Pensieri segreti di una commessa La clientela notturna del super
19 Ottobre 2019 ore 04:30

La mia esplorazione notturna mi ha portato a osservare non solo com’è un supermercato di notte, ma anche chi ci viene. Insomma, è vero che l’affluenza non sembra il massimo, ma sono certa che qualche essere vivente si veda. Ormai le aperture non sono più una novità, quindi le persone che vogliono fare le stravaganti non ci saranno quasi più. Ben consapevole della clientela diurna e della sua “originalità”, mi aspetto esemplari più che rari dalla notte. Il primo frequentatore notturno che non vedeva l’ora di un posto dove vagare inutilmente è l’insonne. Sono molte le persone afflitte da questo problema, più di quante si immaginino. L’insonne lo riconosci dal colorito pallido proprio della creatura crepuscolare, leggere occhiaie, capello un po’ piatto perché si è rigirato inutilmente sul cuscino. Ha deciso di uscire per svagarsi e infatti lui non viene a fare la spesa, ma a fare un giro. Vaga tra gli scaffali, anzi passeggia. Spende quarti d’ora interi ad analizzare tutti i tipi di dopobarba o di sugo pronto alle acciughe. Alla fine comprerà sicuramente qualcosa, giusto un articolo o due, ma ci metterà una infinità. Se il clima esterno lo permette, si intratterrà fuori dalla porta a fumare una sigaretta o a bersi una lattina di birra che ha appena acquistato (sempre che l’orario lo permetta, ovvio).

Dopo l’insonne arriva quello che stacca dal lavoro a un orario inumano. Turnista di fabbrica, barman, cubista, buttafuori di discoteca o uomo d’affari particolarmente folle. Loro sono ancora in tenuta da lavoro e per loro è un orario normale, come se fosse giorno. Infatti entrano e comprano decisi ciò che serve loro, non ci mettono molto e sono desiderosi di andarsene a casa. Non so se veramente queste persone non abbiano un altro momento per fare la spesa, se lavorano anche sabato e domenica o se dormono per tutte le quattordici ore di apertura diurna dei supermercati, sembrano però molto felici di fare compere proprio ora, prima di rientrare e senza altri clienti tra i piedi (aspetto questo che sta diventando congeniale anche a me). Si presenta poi il padre col neonato. Non ci avevo mai pensato; probabilmente la neomamma ha tentato di defenestrare l’erede che strillava e così entrambi hanno preferito cambiare aria. I due vagano insieme, spesso il neonato è in una sorta di zainetto appiccicato al corpo del padre. Misteriosamente dorme o almeno non urla. Il silenzio del tempio viene rispettato persino da lui. Il padre passeggia, prendendo l’occasione per comprarsi il colluttorio (che è un acquisto fortemente maschile, chissà perché) o qualche bottiglia di amaro. Sospetto che voglia mescolarlo al latte della prossima poppata del pupo per provare a dormire un po’. Il bambino è calmo, il padre paga alla cassa al cassiere notturno. Il cassiere notturno ha l’enorme fortuna di non dover essere cordiale e così il padre non si sente rivolgere nessuna frase di rito sul figlio: quantohacomesichiamachecarinogugugufammiciao.

Stavo giusto pensando ai piacevoli risvolti del turno di notte di una cassiera quando entrano i primi clienti molesti della notte. Un gruppo di ragazzi probabilmente usciti dalla discoteca iniziano a urlare tra una corsia e l’altra e soprattutto a farsi dei selfie. Evidentemente hanno perso qualche decibel durante la serata, altrimenti non si spiega il tono di voce con cui si chiedono informazioni sulle patatine dall’inizio alla fine del reparto. L’assenza di altri clienti e la scarsità di personale unita all’anomalia di essere di notte in un posto diurno li fa cadere in preda a una sorta di euforia a volume elevatissimo. Le patatine vengono sbandierate e usate per molteplici pose fotografiche, finché all’orizzonte compare la guardia di sicurezza che staziona all’ingresso del supermercato. L’ordine viene subito ristabilito, anche se continuano a urlare. Prendono l’occasione per comprare in maniera molto ilare una grande quantità di preservativi in gruppo, che è l’unico modo che esiste per non sentirsi imbarazzati. È anche notte, quindi si può tutto.

Ormai sono qui da un po’ e la notte è quasi finita. Quando si avvicina il mattino anche la clientela sfuma. La signora che entra verso le cinque e mezza, inizia molto presto o ha finito molto tardi? È insonne o mattiniera? Varrebbe la pena fare uno studio accurato, ma ho deciso che invece io faccio parte della clientela vecchio stampo che ha un lavoro diurno e che quindi di notte vuole dormire. Anche la radio viene riaccesa, segno che il giorno è ufficialmente arrivato.

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