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Pensieri segreti di una commessa Le assurde voglie da… Autogrill

Pensieri segreti di una commessa Le assurde voglie da… Autogrill
Tendenze 07 Settembre 2018 ore 04:00

Ora che avete ingerito caffeina siete pronti per guadagnarvi l’uscita e buttarvi di nuovo nel traffico. Avete la segreta speranza che l’autostrada sia magicamente libera, ma nemmeno voi ci credete troppo. Comunque, prima di tutto bisogna uscire dall’Autogrill. Ovviamente l’uscita non è dove era l’entrata, e anche se fosse non riuscireste comunque a passare di lì perché proprio ora è sbarcata una comitiva di anziani tedeschi che si riversano all’interno. Gli anziani tedeschi invadono l’Autogrill come le cavallette e iniziano a bere cappuccini come fossero ambrosia, ovviamente accompagnandoli con hot dog e panini al salame. Ogni italiano di fronte a tale aberrazione delle leggi di natura si fa un segno della croce fugace e si volta.

 

 

Per fortuna vedete il cartello “Uscita” e vi fiondate in quella direzione. Tuttavia quel cartello è mendace. Prima di rivedere la luce vi verrà più volte il dubbio di aver sbagliato strada, giacché il corridoio in cui camminate sembra stringersi e incupirsi per la sovrabbondanza di oggetti misteriosi che contiene. “Prodotti tipici” recita il cartello di questo primo padiglione. La domanda che sorge spontanea è: tipici di dove? Che ci si trovi a Milano o a Napoli, troveremo sempre e comunque Parmigiano e tartufi, che da soli basterebbero a impregnare l’Autogrill per sempre con i loro odori, e invece sono plastificati a doppio strato tanto da sembrare quelli della cucina giocattolo dell’asilo. Troviamo salami tagliati a metà dove la prima fetta sembra sempre appena affettata, il che rende molto sospetta la genuinità del prodotto. Immancabili, poi, i pacchi di pasta, specialmente di paccheri o di mafalde (talmente tipici che la metà degli italiani manco sanno cosa siano) accomodati in recipienti di terracotta “made in Croazia” che nessuno si sognerebbe mai di utilizzare per cucinare un piatto di pasta. Sullo sfondo, come se facessero parte della tappezzeria, decine di prosciutti crudi di Parma.

Ora, provate un attimo con me a immaginare la scena. Uno scende all’Autogrill per farsi la sua pausa caffè dopo che sta tornando da Riccione stracarico di valigie e di souvenir, con tre bambini e una moglie che giura di farsi chiudere le tube, transita lungo il corridoio per uscire e… zac, viene improvvisante folgorato dalla voglia di prosciutto. Ma mica di un etto per il panino, no. Compra una coscia intera, staccandola dal gancio e facendosela bippare alla cassa insieme alle sigarette. Io me lo immagino che esce dall’Autogrill di Brescia Est con il suo prosciutto crudo tipicissimo in spalla e tenta di incastrarlo tra un passeggino e un coccodrillo gonfiabile. E subito dopo me lo immagino, sempre con il prosciutto crudo al seguito, che fa l’autostop. Comunque il massimo della tipicità la si raggiunge con la noce al pepe, affettato non meglio definito, proveniente da luoghi oscuri e che secondo me è una produzione esclusiva di Autogrill.

 

 

Se superate tutto questo cibo a chilometro dubbio, avete comunque ancora possibilità di cadere in tentazione con una vasta scelta di spuntini confezionati da veri gourmet. Non si sa perché, ma quando si viaggia è necessità vitale avere qualche schifezza da sgranocchiare e spargere in macchina per la gioia di ogni uomo al volante. Cibi che quotidianamente snobbereste e che anzi guardate facendo gli scongiuri, diventano irresistibili all’Autogrill. Biscotti, grissini, crackers e caramelle di ogni forma e gusto sono ormai quasi banali. So anche che avete comprato quel simpatico bidoncino giallo di M&M’s che vi ha reso stitici per tutta la vacanza. Ma ci siamo spinti oltre. Parliamo delle patatine ricoperte di cioccolato, nero e bianco, ché mica siamo razzisti. Che ne direbbe vostra nonna? E i pop-corn al caramello a quale ricetta si rifaranno? Cracker al wasabi, Fonzies alla menta e, tenetevi forte, patate rustiche al gusto cappuccino, che immagino siano il giusto aperitivo del bus di tedeschi alle vostre spalle. Per buttare giù il tutto io vi consiglio una bella Fanta all’uva che è l’abbinamento ideale con una patatina che sa di waffle. Se non siete tornati in bagno in preda alla nausea, tenete stetti i vostri bambini perché state per passare nel loro reparto.

A seconda del momento ci potrà essere un’invasione di Winx, Peppa Pig, Cars, Spiderman, ma in formati che non esistono solitamente nei negozi. Sono sovrumani, praticamente occupano un posto in auto e se non hanno la cintura vi fanno la multa. Chi di voi non ha a casa almeno un peluche a forma di delfino alzi la mano. Se siete proprio genitori intransigenti e non avete comprato a vostro figlio nemmeno un fucile ad acqua illegale per sparare ai tedeschi in spiaggia, non potrete però sottrarvi alla prova del maiale. Il pupazzo a forma di porco che grugnisce se lo schiacci ha sempre messo d’accordo tutte le famiglie del mondo: costa poco e pur di far smettere il pargolo di strizzarlo ne comprereste anche dieci. Consolatevi però, poiché lo sentirete soltanto per qualche ora, mentre invece ogni volta che un porco di gomma grugnisce da qualche parte un commesso dell’Autogrill viene internato.

Siamo quasi fuori, manca soltanto un ultimo fondamentale passaggio: libri e cd. I libri dell’Autogrill sono di due tipi: quelli famosissimi e poco impegnativi che si possono leggere anche se non comprendi la lingua e quelli che non conosce nessuno (e meno male). Quindi se siete un lettore lasciate proprio perdere. Non cercate consolazione nei cd perché le compilation dell’Autogrill sono state realizzate assemblando le canzoni che nessuna casa discografica ha mai voluto pubblicare con il proprio marchio. Accanto quindi agli immancabili Ramazzotti, Vasco e Ligabue, troviamo Tutto Salsa, Canzonissima estate con autori dallo sconosciuto al proibito e, soprattutto, Campania mia, che non potete apprezzare a meno che ovviamente siate campani. Per certe cose bisogna essere predisposti geneticamente. Finalmente si vede la luce dell’uscita a cui non siete più nemmeno abituati e non è un caso che vicino alla cassa ci siano sempre gli occhiali da sole. Una volta fuori vi è quasi tornata sete; volete fare un salto dentro?

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