C'è pure lo shampoo

Pensieri segreti di una commessa Il settimo giorno disse: lava l’auto

Pensieri segreti di una commessa Il settimo giorno disse: lava l’auto
01 Aprile 2017 ore 09:17

Uno dei reparti più gettonati del sabato pomeriggio è quello degli accessori per auto. È noto dai tempi dei tempi, infatti, che la domenica è il giorno preposto al lavaggio auto. «E il settimo giorno si riposò e vide che era il caso di lavare la macchina». Ovviamente i clienti sono prevalentemente uomini, che, se in casa non lavano nemmeno un cucchiaino, passano invece ore a lucidare il cruscotto dell’auto. Che cerchino di evocare il genio dell’airbag? Li si vede girare tra le corsie del supermercato trascinando cestini vuoti e passando in rassegna tutti i tipi di spray, rigorosamente senza chiedere consiglio all’addetto perché sicuramente ne sa meno di lui. A volte le mogli li abbandonano lì con il loro cestello rosso mentre fanno la spesa. Sono certa che se non li fanno sedere nel carrello a forma di macchinina è solo per una questione di dimensioni.

 

 

Olio motore, shampoo e pelle di daino. La prima cosa che comprano è ovviamente l’olio motore. Perché non si sa mai, bisogna sempre averne di scorta. Al ritmo di un litro alla settimana però, o hai una macchina che è un colabrodo oppure stai cercando di riempire una petroliera. Ma non è finita qui, ovviamente. Al secondo posto abbiamo lo shampoo per auto. Attenzione alla terminologia, non è sapone, non è detergente, che potrebbe orribilmente accomunare l’auto a un sudicio pavimento. No, loro usano lo shampoo. Li ho visti, insaponano i loro cofani come se stessero lavando la chioma di una top model, indossando quei guanti simil-yeti che pare siano i più adatti alle pelli delicate delle loro berline.

Subito dopo troviamo la pelle di daino, accessorio che al vero feticista non può mancare. Non vorrai mica asciugare l’auto con un volgare panno di cotone che poi ti lascia gli aloni e tutti quei pelucchi? Ebbene sì, sono gli stessi che non capiscono perché la moglie passi tutto quel tempo a pulire i vetri dagli aloni, che tanto poi si risporcano. Invece le loro auto restano intonse, già.

 

 

Il misterioso spray per cruscotti. Arriva poi il momento del magico spray per cruscotti. Fin da piccola mi interrogavo su questa entità, anche un po’ esoterica. A cosa serve esattamente uno spray per cruscotti? C’è chi dice banalmente lucidare e igienizzare, ma considerato l’accanimento con cui mediamente vedo consultare le etichette di questi prodotti, ci dev’essere dell’altro. Che ci sia veramente un tesoro nascosto dietro ogni cruscotto? Una specie di fagiolo magico che spunta solo se irrorato di spray e che porta al paiolo pieno di monete? Oppure è una sorta di esercizio zen meditativo per soli adepti? Non credo che capiremo mai.

I fantasiosi accessori. Ma non abbiamo ancora parlato dei fantasiosi, quelli che al supermercato comprano accessori da rally per sentirsi dentro Fast and Furious quando vanno al lavoro. Peccato che la velocità media che si può tenere sulla statale alle 7.30 siano i 20 km/h e soprattutto che loro possiedano tutt’al più una Punto. Eppure li vedi aggiungere al cestello già colmo di olio, i seguenti accessori nell’ordine: – un copri volante, casomai l’impugnatura sfuggisse mentre parcheggiano a lisca di pesce davanti all’ufficio; – un copri cintura di sicurezza modello rally spinto, anche se ho il sospetto che per i maniaci dell’auto la funzione sia di non far consumare la cintura stessa contro le loro giacche; – pedali argento-fluo-oro-a teschio, invisibili al mondo… ma vuoi mettere avere i piedi poggiati su un accessorio da finto tuning? – tappetini e copri sedili Sparco, che danno sempre un tocco da pilota anche se sei seduto su una Panda Mille e trasporti sacchi di sabbia.

 

 

I fascinosi adesivi oscuranti. Dulcis in fundo, quando proprio uno vuole apparire elegante ancora prima di scendere dall’auto, gli adesivi oscuranti per il vetro. Che fanno molto auto del presidente, ti permettono di apparire a sorpresa da dietro il finestrino che si abbassa, indossando occhiali da sole e dicendo una frase ad effetto come: «Ti ho trovata». A patto di attaccare l’adesivo dritto, di non avere il finestrino a manovella e soprattutto di non farlo di sorpresa per strada.

Il trattore della moglie. E quando il cestello è pieno dei fondamentali del perfetto lucidatore d’auto, arriva la moglie, che ha già fatto la spesa e recuperato i figli allo spazio bimbi, i quali sono sporchi di colori a dita e gelato. Lui non si scompone. Come mai? Semplice, non viene mica a fare la spesa con la sua macchina, tempio dell’Arbre Magique. Per il trasporto merci e bestiame c’è il trattore di sua moglie, che ha lo stesso aspetto di un carro per maiali, e anche lo stesso odore.

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