Grande forza di volontà

Cosa ci dice X Factor dei giovani

Cosa ci dice X Factor dei giovani
Tendenze 16 Settembre 2017 ore 09:40

Come capire chi sono davvero i nostri ragazzi? Quante volte ci siamo trovati davanti a situazioni vissute dal vero o lette dalle cronache in cui da adulti non riusciamo più a raccappezzarci? Tra mondo dei grandi e mondo dei giovani tante volte si stabilisce una sorta di incomunicabilità, come universi separati in cui chi dovrebbe guidare ed educare si sente in realtà smarrito. Con l’esito che si ingigantiscono i problemi e non si colgono invece le capacità. Guardare X Factor, il concorso di Sky di cui ha preso avvio questa settimana l'undicesima edizione, può essere molto utile. In particolare è utile seguirlo in queste prime puntate dove si fanno le selezioni e dove il campionario umano dei giovani che salgono sul palco è molto più vario.

La prima sorpresa è di quali capacità e di quanta convinzione siano capaci ragazzi che vengono da storie davvero tormentate. Prendiamo alcuni casi che sono saliti sul palco giovedì scorso. Andrea Uboldi, 16 anni, è arrivato proponendo una canzone scritta da lui. Ha avvertito che voleva parlare del rapporto con il proprio padre, che aveva lasciato la famiglia per mettersi con un’altra donna, dimenticando i propri figli. La canzone si è rivelata un violento grido di dolore, un outing così sincero da lasciare in lacrime tutti i giurati di X Factor. Andrea con il suo motivo ha tolto il velo da una grande ferita di questi nostri giorni, l’eterna adolescenza di tanti padri, la loro slealtà nei confronti dei figli. Se tant'è volte i figli scoppiano è perché davanti a loro svanisce questa figura fondamentale di riferimento.

 

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Un altro aspetto che X Factor rivela è la capacità dei ragazzi di darsi da fare. Le migliaia che si presentano alle selezioni hanno alle spalle passione, esercizio, convinzione. Camille Cabalterra, 17 anni, è filippina. Prima di cantare ha raccontato la sua vita, con una famiglia ben ricca di fratelli e di cugini. Un clan di immigrati. Poi si è seduta al pianoforte e ha cantato un motivo, Worth it, composto è scritto da lei che ha lasciato esterrefatti tutti. E Camille magari vive in una casa dove certamente non ha la sua cameretta dove chiudersi e creare e ha solo 17 anni…

Rita Bellanza invece di anni ne ha qualcuno in più, 20. Quando si è trattato di varcare la tenda che la portava sul palco ha esitato. Le pareva di non farcela. Poi sul palco con molta naturalezza ha raccontato la sua storia: via dalla famiglia in Calabria anche nel suo caso per “tradimento” del padre, salita al nord in una comunità, poi tre famiglie in affido sino all’ultima, bresciana, in cui finalmente si è sentita a casa. Sul palco si è mossa con una naturalezza e un'eleganza da veterana. Non ha portato una donazione sua ma una di Tracy Chapman, conquistando tutti.

 

 

Altro caso da “non credere” è stato quello di Samuel Storn. Ha 17 anni ed è arrivato con un viaggio di nove mesi dalla Nigeria meno di due anni fa. Ha vissuto la traversata del deserto è quella del Mediterraneo. È arrivato portando una canzone sua, con una professionalità e una grinta che sembra impossibile a uno con la sua biografia. Eppure su quel palco sembrava un esperto.

Forse nel mondo dei nostri giovani si muove molto di più di quanto dicano le narrazioni stile “sdraiati”. Forse c’è davvero da scoprire di cosa siano capaci i nostri giovani.