Presentati al Mobile World Congress

Tra intelligenze artificiali e androidi 5 creature del futuro appena nate

Tra intelligenze artificiali e androidi 5 creature del futuro appena nate
Tendenze 04 Marzo 2016 ore 11:49

La scorsa settimana si è svolto a Barcellona il Mobile World Congress che, a dispetto del nome, non tratta soltanto di smartphone, tablet o dispositivi wearable. Il congresso in realtà è uno degli eventi dedicati alla tecnologia più attesi dell’anno e al suo interno sono state mostrate novità in ogni campo. La robotica, com’era prevedibile, ha occupato molto spazio all’interno del meeting ed il sito Digital Trends ha documentato i più interessanti o bizzarri.

 

1) Il drone per le consegne di Starship Technologies

Si è sentito molto parlare di droni negli ultimi mesi, i più noti sono purtroppo quelli militari già utilizzati in maniera diffusa dagli eserciti più avanzati, ma presto tecnologie simili potrebbero essere disponibili anche per utilizzi civili. Amazon e Domino’s, ad esempio, stanno già da tempo progettando un sistema di consegne automatizzato grazie a droni aerei.

Gli ingegneri della Starship Tecnologies, invece, hanno scelto un utilizzo più concreto e con i piedi per terra, costruendo un drone per le consegne che si muove su sei ruote. A differenza di molti suoi potenziali concorrenti, questo modello potrebbe già trovarsi per le nostre strade a partire da Aprile, si tratta quindi di una tecnologia che è già funzionante e che potrebbe presto far parte della nostra vita.

Guidati da due ex co-fondatori di Skype, il team di sviluppo sta programmando un software che funzioni con le attuali infrastrutture, come strade e marciapiedi. Ha una capienza limitata a due borse della spesa, ma può agilmente viaggiare da un magazzino alla vostra porta di casa.

 

2) Pepper, il robot dalle fattezze umane

La prima apparizione di Pepper risale al 2014 ma sembra che la sua presenza abbia comunque stupito molti addetti ai lavori. È progettato per essere il primo robot capace di riconoscere le emozioni delle persone e, all’interno del suo tenero capo, Pepper è provvisto di quattro microfoni, due videocamere HD e sensori di profondità all’interno degli occhi. Questi sensori consentono al robot di interpretare discorsi ed espressioni facciali e usare questi indizi per riconoscere lo stato emotivo di chiunque stia interagendo con lui.

Il percorso per lo sviluppo di queste tecnologie è ancora agli inizi, Pepper può infatti soltanto riconoscere i sorrisi o le espressioni minacciose, ma ci si aspetta che faccia importanti passi avanti in futuro. IBM sta lavorando in questi anni a un software chiamato Watson Technology, in grado di utilizzare il normale linguaggio corrente per comunicare con un’intelligenza artificiale in grado di dare informazioni ed imparare nuove nozioni.

 

3) Sony Xperia Agent

Per alcune persone è naturale sentirsi a disagio di fronte a robot dalle fattezze umane, che possono causare una sensazione di inquietudine, forse provocata dalla brutta immagine che la letteratura e il cinema hanno proiettato su queste tecnologie.

Al Mobile World Congress, però, sono stati presentati anche robot non antropomorfi, come Sony Xperia Agent, che viene descritto come una sorta di R2D2 di Star Wars: è uno smart hub equipaggiato con una  camera rotante, un microfono, un sistema di speaker audio, un proiettore e connessione wifi. È in grado di compiere un gran numero di funzioni, compresa la ricerca di informazioni, l’invio di messaggi e anche il controllo automatizzato degli elettrodomestici della casa. Usando il microfono, ad esempio, Xperia Agent può riconoscere quando qualcuno entra in casa ed automaticamente accendere le luci. Il concetto non è dei più nuovi, ma chi l’ha visto da vicino assicura che Sony abbia fatto passi in avanti enormi rispetto ai concorrenti, riscuotendo un grande successo.

 

4) Sharp RoBoHoN

Quasi tutti gli smartphone hanno ormai un aspetto quasi identico, così, per liberarsi dai canoni tradizionali e distinguersi dal resto della massa, Sharp ha sviluppato un nuovo strano dispositivo, chiamato RoBoHoN. Secondo quanto riportato dal senior reporter di Digital Trends, Andy Boxall, il dispositivo è una sorta di unione tra il robot Pepper, di cui abbiamo parlato, e un pupazzetto Lego. È alto circa 20 centimetri, si tratta quindi di un robot portatile o da scrivania, e può ricevere chiamate, inviare email o anche scattare fotografie che possono poi essere condivise sul web. È controllato principalmente tramite comandi vocali ma ha anche un piccolo touchscreen sul retro, che viene utilizzato per svolgere le richieste più complesse. Secondo i tecnici presenti, RoBoHoN è «decisamente la cosa più giapponese che è stata presentata al Mobile World Congress quest’anno».

 

5) LG Rolling Bot

È capitato a tutti di essere colti da qualche dubbio che ci tormenta mentre siamo fuori casa o al lavoro e di avere la necessità di controllare la propria casa. Per rispondere a questa esigenza è stato progettato LG Rolling Bot, un dispositivo che non è ancora entrato in produzione, ma che potrebbe presto finire sul mercato. Ha dimensioni ridotte e può ricordare vagamente il droide dell’ultimo episodio di Star Wars, BB-8.

È disegnato per lavorare come una sorta di sentinella di sicurezza che può essere controllata a distanza dal proprietario, può ovviamente essere collegato alla rete Wi-Fi domestica ed essere controllato tramite un’app sul proprio smartphone. La funzione più strana, ma che per molti potrebbe essere utile, è chiamata Pet Mode (letteralmente, Modalità animale domestico), che permette al proprietario di muovere una sorta di puntatore laser, ottimo per giocare con il proprio gatto anche mentre si è al lavoro.

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