Un'azienda britannica

Vestiti che crescono con i bambini No, non è solo fantascienza

Vestiti che crescono con i bambini No, non è solo fantascienza
Tendenze 08 Settembre 2017 ore 09:30

L’idea è semplice semplice e ha permesso a chi l’ha avuta di vincere il premio James: una linea di abbigliamento concepita per crescere insieme al corpo dei bimbi che la indossano. L’ha avuta Ryan Mario Yasin a Londra, un creativo inglese di 24 anni. Ryan ha due nipoti, Wiggo e Ronja. E un giorno è arrivato a casa loro in occasione di una festa. Ha pensato a un bel regalo: vestiti molto trendy per tutti e due. Peccato che alla prova i modelli erano tutt’e due fuori misura. I due bambini erano cresciuti oltre lo standard della loro età e a poco serviva aver controllato l’etichetta che indicava la taglia e gli anni.

Da quell’esperienza Ryan è uscito con l’idea di dover inventare qualcosa. Formatosi come ingegnere aeronautico e come tecnico di tessuti per voli spaziali, Ryan ha messo a frutto le sue competenze per provare a creare la cosa che non c’era: un vestito di tessuto capace di espandersi e quindi di seguire la crescita dei bambini. E così ha lanciato una società, battezzandola Petit pli, cioè “piccola piega” alla francese, perché il segreto del tessuto inventato sono proprio le pieghe che si espandono o si contraggono. Una elasticità che permette di coprire ben sei diverse taglie.

 

 

Questa è la versione un po’ da favola. In realtà l’azienda lanciata da Ryan Yasin è nata avendo chiara la propria mission: creare i migliori abiti tecnici per i bambini e i loro genitori, combinando la tecnologia e la moda. Come si legge sul sito di Petit pli, l’obiettivo è creare prodotti che «incoraggino bambini a esplorare, qualunque sia il tempo». Siamo infatti nel Regno Unito e quindi pioggia e vento sono di casa. Gli abiti che crescono e che sono impermeabili invece «garantiscono ai genitori la pace della mente» (sempre parole con l’azienda comunica sul suo sito).

Ma garantire ai bambini vestiti che crescono insieme a loro ha un’altra conseguenza positiva, che alla Petit pli rivendicano con orgoglio molto sostenuto: si riducono gli sprechi e gli abiti mandati in discarica dopo essere stati usati pochi mesi. «Il motivo per cui Petit pli esiste è quello di ridurre la quantità di rifiuti indesiderati derivanti dall'industria della moda», si legge sul sito.

 

 

Quanto ai dubbi che un genitore può avere nel momento in cui veste il bambino con una sorta di corazza in materiali sintetici, Ryan ha pensato di respingerli mettendo in produzione anche un capo per gli adulti. Un impermeabile che si può tenere anche in tasca e che diventa utilissimo nelle tante giornate uggiose di Londra. Quanto al lavaggio, i capi «sono stati rigorosamente testati e progettati per essere lavabili in lavatrice. Basta lavare a 30°C, è anche meglio per l’ambiente! Non c'è bisogno di stiratura!».

Naturalmente non è tutto oro quel che luccica. E nella pagina delle Faq scopriamo una raccomandazione: i capi di Petit pli è meglio portarli avendo sotto vestiti in fibra naturale, per evitare il contatto con la pelle. Quelli però non crescono con i bambini.