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A breve anche per iOS

WhatsApp sbarca anche su pc Ora si chatta anche alla scrivania

WhatsApp sbarca anche su pc Ora si chatta anche alla scrivania
Tendenze 22 Gennaio 2015 ore 16:56

Da mercoledì 21 gennaio WhatsApp è sbarcato anche su pc e da questo momento in poi sarà possibile utilizzare le stesse funzionalità che si hanno a disposizione sull’applicazione per cellulari anche sullo schermo dei propri computer. Il sogno di molti si è finalmente avverato. Non si tratta di un nuovo programma da scaricare quanto più di un’applicazione web che al momento funziona solo attraverso il browser Chrome di Google. Così, per poter chattare con tutti i nostri contatti basterà andare sulla pagina web https://web.whatsapp.com/, aprire WhatsApp sul proprio smartphone, scegliere la voce WhatsApp Web e a quel punto fotografare con la fotocamera del proprio smartphone il QR code mostrato nella pagina. In questo modo il sistema associa l’account WhatsApp dell’utente con il computer e autorizza il collegamento tra i due dispositivi.

Al momento, però, questo nuovo servizio non è ancora disponibile per tutti. Infatti, WhatsApp Web può essere utilizzata solo dagli utenti Android, Windows Phone, BlackBerry e Nokia S60, mentre tutti coloro che hanno un iPhone tra le mani dovranno aspettare che vengano superate alcune limitazioni della piattaforma iOS prima di poter accedere anche loro al nuovo servizio. Così come l’applicazione sul cellulare, anche quella sul desktop rimane molto semplice da utilizzare e con un design minimal.

 

 

Un’app che fa discutere. L’applicazione di messaggistica istantanea più famosa del mondo fa spesso parlare di sé. Ogni tanto qualche ricerca la incolpa di essere divenuta una vera e propria “droga” tra i giovani, dato che non riescono a starne senza per più di qualche ora. E allora i genitori si scatenano in sermoni su quali siano le vere ragioni per cui val la pena possedere uno smartphone. A queste polemicucce che di tanto in tanto fioccano sul web, ma che non agitano più di tanto l’opinione pubblica, quasi un anno fa, si era affiancato uno scossone mediatico incredibile: l’applicazione più utilizzata al mondo sarebbe stata venduta al colosso Facebook. Immediatamente si sono creati “movimenti di rivolta digitali” che cercavano di bloccare le trattative. I timori, in effetti, erano tanti. Fino a quel momento l’applicazione, pur nella sua semplicità, faceva il suo dovere. Con il nuovo padrone le cose sarebbero cambiate? Era questo l’interrogativo che agitava la maggior parte degli utenti. Sarebbe comparsa la tanta fastidiosa pubblicità? La grafica e il design sarebbero stati ritoccati? Altri dubbi, altri sospetti. Alla fine, per il momento, non è successo nulla di tutto questo. E così quello che è accaduto ai piani alti della dirigenza di What’sApp non ha avuto particolari incidenze sugli schermi del nostro cellulare.

 

 

La storia. Per raccontare l’origine di quest’applicazione non si può tralasciare la storia di Jan Koum, co-fondatore di WhatsApp.Partito dall’Ucraina a soli sedici anni con la madre, sbarcò poco dopo a Mountain View. I primi tempi furono subito complicati per i due, tanto da spingerli a rivolgersi all’assistenza pubblica per poter avere un alloggio. Ma il giovane Jan era un appassionato di informatica e la sua formazione lo portò ben presto a unirsi ad un gruppo di hacker, con cui riuscì ad entrare abusivamente nei server della Silicon Graphics e a chattare con Sean Fanning, il co-fondatore di Napster.

Nel 1997 fu chiamato per un colloquio con Yahoo, e venne preso, ottenendo un posto da ingegnere dell’infrastruttura. Dopo diversi anni in azienda, si licenziò perché non riceveva più alcuno stimolo dal proprio posto di lavoro. L’anno della svolta fu il 2009, quando Koum, dopo essersi comprato un iPhone, si rese conto che l’App Store lanciato sette mesi prima stava ormai per prepararsi al lancio delle app. E così arrivò l’intuizione di crearne una che permettesse lo scambio di messaggi tra dispositivi sfruttando la rete internet: dopo molti mesi di lavoro nacque WhatsApp. All’inizio venne lanciata gratuitamente, senza alcuna campagna promozionale, confidando sul semplice passaparola. Il successo che ne derivò fu insperato, nel giro di pochi mesi raggiunse i 10.000 download al giorno, spingendo i fondatori a rendere il servizio disponibile solo a pagamento. E così nel giro di soli 5 anni WhatsApp è riuscita a calamitare l’attenzione di 450 milioni di clienti, che ogni giorno mandano 50 miliardi di sms e si scambiano 400 milioni di foto.