Estate tempo di vacanze, con relativa fuga dal caldo insostenibile delle città e Valli bergamasche meta prediletta di migliaia di turisti ed escursionisti. Un classico senza tempo sin dal secolo scorso, utile a ispirare articoli promozionali e servizi tv riempi-palinsesto.
Verrebbe da dire: “Nulla di nuovo sotto il sole”. Ma da un po’ di tempo a questa parte, complice l’imperare dei social, l’idillio refrigerante sembra non essere più tale e sempre più spesso tocca assistere a polemiche roventi (caso mai non facesse caldo abbastanza) che ormai rivaleggiano – per fortuna! – con le dispute per omicidi insoluti.
Si è progressivamente aperto una sorta di scontro di civiltà. «Una volta – leggiamo nel commento di un internauta – si andava in montagna per goderne l’autenticità. Oggi sembra che si pretenda il contrario: che sia la montagna ad adeguarsi al turista».
Al centro della disfida 2026 c’è, suo malgrado, l’amena frazione di Bagnella a Serina, in Val Brembana. Qui, stando al post di una villeggiante, «è impossibile fare le vacanze per i campanacci delle mucche a meno di dieci metri dal condominio giorno e notte. Alcuni villeggianti sono tornati a casa, è veramente difficile restare. Sindaco inesistente: non risponde».
I commenti, le condivisioni social e i riflettori dei media sono fioriti a migliaia, con il partito “pro mucche” che (…)