Foto e un video

Consigli per vedere i re delle Orobie ovvero gli stambecchi di Maslana

Consigli per vedere i re delle Orobie ovvero gli stambecchi di Maslana
Viva Bèrghem 22 Febbraio 2019 ore 09:22

Ci siamo. Ogni anno, con l’arrivo della neve, scendono dai crinali delle montagne più elevate raggiungendo quote basse in cerca di cibo ed erba verde. Parliamo degli stambecchi di Maslana, un’icona delle nostre montagne e di questo piccolo borgo della Val Seriana, che resta un luogo perfetto per osservarli in tutta la loro bellezza e nel loro habitat naturale. Questa figura, regale e maestosa, riesce ad affascinare grandi e piccini proprio per le sue doti di arrampicatore. Molto spesso lo troviamo in bilico lungo crinali rocciosi, appigli che nemmeno il più abile degli scalatori osa ambire. La presenza del “Re delle Alpi” risale a tempi lontani: già gli uomini nel Paleolitico lo raffiguravano con pitture rupestri all’interno delle grotte in cui vivevano e la sua presenza era un’importante fonte di cibo per tutte le popolazioni delle valli alpine.

 

 

Un po’ di storia. Verso la fine del XVIII secolo, nonostante alcuni tentativi di protezione e allevamento in cattività, lo stambecco poteva essere considerato estinto in tutte le Alpi centro-orientali e nei primi decenni del XIX secolo anche su quelle più occidentali, dove sopravvisse solo con una residua popolazione di meno di cento individui sul massiccio del Gran Paradiso, in Val d’Aosta. Alla progressiva riduzione in natura contribuirono, oltre alla diffusione delle armi da fuoco, le credenze popolari che attribuivano alle sue corna, se ridotte in polvere, la facoltà di rimediare all’impotenza, mentre il sangue si diceva fosse utile a fronteggiare i calcoli renali e lo stomaco in grado di curare la depressione. Se la “Capra ibex” si trova ancora sulle nostre montagne, è grazie al re Vittorio Emanuele II, che il 21 settembre del 1821 emanò le prime misure protettive, alle quali fecero poi seguito nel 1836 le Regie Patenti con le quali veniva istituita la Riserva Reale di Caccia del Gran Paradiso, che nel 1922 divenne poi Parco Nazionale. Nonostante la protezione accordata a questo nucleo di stambecchi fosse motivata da uno scopo di caccia esclusiva da parte dei reali di casa Savoia, non c’è dubbio che la misura contribuì in modo determinante ad allontanare il rischio della completa estinzione, segnando un importante momento di svolta nella storia di questo animale sul territorio. All’inizio del XX secolo, la popolazione di stambecchi del Gran Paradiso contava circa quattromila esemplari e, pur con alterne fortune, costituì il nucleo di partenza per la ricolonizzazione delle Alpi.

8 foto Sfoglia la gallery

Lo stambecco sulle Orobie. Arriviamo ai giorni nostri, dove dalla prima reintroduzione sulle Orobie bergamasche, avvenuta nel giugno 1987, il numero degli stambecchi è cresciuto costantemente, arrivando a contare ad oggi una presenza di oltre mille esemplari. Tra tutti i luoghi, quello più suggestivo dove ammirare il Re delle Alpi è sicuramente l’osservatorio floro-faunistico di Maslana, frazione di Valbondione famosa in tutta la Lombardia per le Cascate del Serio. Il percorso per raggiungere l’osservatorio è semplice e divertente, adatto a tutti anche nella stagione invernale. Marchiato dal segnavia CAI 332, il tracciato sale nel bosco con pendenza costante, toccando il caratteristico borgo di Maslana dopo circa mezz’ora di cammino. Noi proseguiamo in un anfiteatro sempre più bello e magico costeggiando il nascituro fiume Serio, che attraversiamo grazie a un antico ponte medioevale. Usciti dal bosco ci attende l’ultima salita, che ci porterà all’osservatorio, incastonato sotto un’enorme roccia e in posizione panoramica sulle Cascate del Serio. Il luogo ideale per avvistare i nostri stambecchi.

Punti di appoggio. Dopo circa mezz’ora di cammino, immerso nell’antico borgo di Maslana troviamo il Rifugio Goi del Cà, da sempre baita di famiglia, oggi trasformata da Davide e Anna in un rifugio a pochi passi dalle Cascate del Serio. La struttura dispone di 25 posti letto e più di 50 coperti per il pranzo e la cena, offrendo come specialità i piatti tipici bergamaschi. Tutti gli amici a quattro zampe sono ammessi (per informazioni: 3384314761). Punto d’arrivo della nostra escursione è invece l’osservatorio, gestito dal dottor Mirco Bonacorsi, che offre giornalmente piena disponibilità mettendo a disposizione degli appassionati di montagna le esperienze maturate sul territorio durante le sue escursioni, nonché quelle didattiche legate al campo botanico, zoologico e geologico. Previo accordo con il gestore è possibile accedere alla struttura anche durante i giorni settimanali e in qualsiasi periodo dell’anno. Per informazioni sulle aperture invernali e sulle ciaspolate all’osservatorio, potete chiamare il numero 3389999974.

12 foto Sfoglia la gallery

Conclusioni. Il trekking al borgo di Maslana e al suo osservatorio si sviluppa lungo un percorso facile e accessibile a tutti. Il tracciato richiede un’ora di camminata con soddisfazioni garantite già dai primi passi, complice l’ambiente che ci circonda ma anche gli avvistamenti che si susseguono passo dopo passo. Con la dovuta attenzione e un pizzico di fortuna, possiamo incontrare i simpatici quadrupedi già all’inizio del nostro sentiero. La zona è perfetta per tutti i fotografi che vogliono cimentarsi nelle foto naturalistiche, offrendo possibilità e scenografie eccezionali. Gli amanti della natura potranno intravedere lo scoiattolo, l’ermellino e i più fortunati la volpe, magari intenta a osservare i nostri movimenti nascosta tra le neve. L’escursione va comunque affrontata con il giusto equipaggiamento, adatto alla stagione invernale. Sono sempre necessari i ramponi, in quanto si possono trovare tratti ghiacciati, e a seconda della neve presente possono essere utili le ciaspole.

Condividi
Top news
Glocal news
Video più visti
Foto più viste
Idee & Consigli