Lì si smette anche di fumare

L’industria (4.0) del domani c’è già È lo stabilimento ABB di Dalmine

L’industria (4.0) del domani c’è già È lo stabilimento ABB di Dalmine
26 Ottobre 2018 ore 07:00

La Bergamasca è un territorio, industrialmente parlando, al top. Stando a un’analisi di Confindustria, infatti, si tratta della seconda provincia d’Europa per intensità industriale, dietro soltanto a Brescia e davanti a tutte le province tedesche. In questo quadro, il comparto delle apparecchiature elettroniche la fa da padrone: un mercato di circa quattro miliardi di euro su scala nazionale (praticamente il Pil dello Sri Lanka), per la maggior parte “movimentati” in un’area nella quale Bergamo rappresenta l’epicentro. Produttività dunque, ma anche eccellenze. Una in particolare, che ha sede in via Friuli 4 a Dalmine: si tratta dello stabilimento ABB di Dalmine. ABB è una multinazionale operante nel settore dell’elettromeccanica con sede a Zurigo e presente in oltre cento Paesi. In questa galassia, Dalmine gioca un ruolo da protagonista.

 

[Yumi, il robot della ABB ideato e creato a Dalmine]

 

Il segreto del successo. «Parliamo di uno stabilimento che fa parte della Divisione Electrification Products e produce apparecchiature per la distribuzione elettrica. Attualmente, dà lavoro a circa ottocento persone e occupa più o meno 43 mila metri quadrati coperti – spiega Massimiliano Callioni, responsabile del sito produttivo di Dalmine –. Sono molto orgoglioso di poter dire che questa azienda rappresenta un’eccellenza e un modello positivo. Negli anni siamo costantemente cresciuti, sia come volumi di produzione che come personale». Qui si producono sia interruttori che pannelli di media tensione. E se ne producono tanti: settantamila interruttori l’anno (numero che la rende la più grande azienda del settore al mondo) e oltre diecimila pannelli. Ma non sono le statistiche a rendere il sito di Dalmine un’eccellenza. O meglio, non soltanto. «Credo che se siamo arrivati a questi livelli, il merito sia degli investimenti che abbiamo sempre fatto e che stiamo continuando a fare in termini di innovazione e tecnologie – continua Callioni –. La competenza, l’esperienza e la creatività di chi lavora qui ci ha permesso di competere con stabilimenti situati in Paesi in cui la manodopera costa molto meno, rendendoci un modello di sviluppo per tutta la famiglia ABB. E non solo».

Industria 4.0 (in anticipo). Innovazione e tecnologia rappresentano quindi le stelle polari che hanno permesso alla sede di Dalmine di diventare un’eccellenza assoluta. «Il vero cambio di passo in termini di innovazione è avvenuto dieci anni fa, nel 2008 – spiega Fabio Golinelli, responsabile Supply Management & Production Processes ABB –. Quell’anno abbiamo fatto un viaggio in Giappone per visitare le realtà più avanzate in termini tecnologici, e da lì abbiamo preso spunto e abbiamo iniziato a costruire un nuovo modello». Un modello che, oggi, tutti chiamano “industria 4.0”. «Il mercato ci supportava, i risultati anche. Questo ci ha permesso di investire molto sull’innovazione e su nuove tecnologie – continua Paolo Perani, Business Development Manager di ABB –. “Industria 4.0” è un concetto difficile da spiegare, perché riguarda tanti elementi. Potremmo riassumere il tutto dicendo che è l’integrazione massima tra tutti i sistemi che compongono un’azienda. Ma non si parla soltanto di produzione: si va dalla sicurezza al welfare aziendale». «Quattro anni fa – gli fa eco Golinelli –, Confindustria Bergamo tenne un incontro in cui presentò per la prima volta il progetto dell’industria 4.0. Fu allora che ci rendemmo conto che quasi tutti i progetti che stavamo portando avanti qua a Dalmine rientravano perfettamente nei requisiti di quella realtà».

 

[Lo Smart Lab di ABB nella sede di Dalmine]

 

Pensare al futuro: lo Smart Lab. Essere così avanti, però, richiede anche una grande capacità di adattamento… «Dieci anni fa la forza lavoro di questo sito produttivo era composta per due terzi da operai e per un terzo da impiegati e amministrativi. Oggi il rapporto si è invertito, ma semplicemente perché sono cambiate le esigenze – spiega Callioni –. L’automazione ci ha “costretti” a formare il nostro personale con nuove competenze. E più andiamo avanti più ci accorgiamo che i requisiti che cerchiamo non sono presenti sul mercato. Ed è un problema. Per questo abbiamo avviato il progetto smart worker, che punta proprio alla formazione di nuove figure professionali basate sui nostri punti di forza». Un progetto che non riguarda soltanto l’azienda, ma che abbraccia tutto il territorio prevedendo numerose collaborazioni con gli istituti scolastici, come spiega Perani: «Per noi è fondamentale avere un dialogo aperto e un confronto costante con gli Istituti tecnici. È lì che si forma il nostro personale del domani, quasi più che nelle università. Alternanza scuola-lavoro, incontri, laboratori: mettiamo costantemente a disposizione dei più giovani le nostre competenze». Proprio in questo contesto è nato, nel 2012, lo Smart Lab di Dalmine, una struttura unica nel suo genere dedicata alla sperimentazione, alla ricerca e alla dimostrazione di tecnologie innovative. Il laboratorio viene di volta in volta ampliato e potenziato con nuove apparecchiature e mostra il funzionamento integrato di una vasta gamma di prodotti e sistemi per la trasmissione e distribuzione elettrica. Un fiore all’occhiello di cui vanno comprensibilmente fieri a Dalmine e che rappresenta un po’ la sintesi dei tanti progetti di innovazione e formazione che vengono via via avviati. Non stupisce, dunque, che lo stabilimento ABB di Dalmine sia stato selezionato dal Ministero dello Sviluppo economico come uno dei quattro candidati impianti Lighthouse d’Italia, ovvero stabilimenti che, attraverso un piano comune, diventeranno il punto di riferimento per il settore manifatturiero italiano nel mondo.

Qui si smette anche di fumare. A tutti questi elementi, infine, si aggiunge un’attenzione particolare alla qualità della vita dei propri dipendenti. «Credo che, se vogliamo parlare di eccellenza, non ci si possa dimenticare l’importante investimento che, da anni, ABB compie sul benessere dei lavoratori – conclude Callioni –. Non siamo gli unici ad avere un welfare aziendale avanzato, ma sicuramente qui a Dalmine siamo tra le realtà più all’avanguardia: sia va dalle lezioni di ginnastica posturale all’aiuto concreto verso chi vuole smettere di fumare. Ci sono degli esperti apposta con cui parlare e dei premi previsti per chi riesce a smettere. Con l’aiuto di dietologi e nutrizionisti, invece, offriamo consulenza per chi volesse perdere peso. C’è anche un servizio di lavasecco sempre attivo, così come la possibilità di prenotare del cibo in mensa da portare poi a casa. La risposta dei lavoratori a queste attività è importante. La ginnastica posturale, ad esempio, è ormai al terzo anno e la fisiatra che se ne occupa è praticamente sempre qui in azienda data l’elevata richiesta. Noi cerchiamo di aggiungere di volta in volta nuove proposte e lo spirito è quello dei test: ci proviamo, vediamo come vanno e, se funzionano, le confermiamo». È anche da queste cose che si capisce la differenza tra una bella realtà e un’eccellenza.

Articolo pubblicato sul BergamoPost cartaceo del 21 settembre 2018

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