C’è anche la serata della "valigia rossa"...

Un consiglio per le vostre serate Provate il bar Barley ad Alzano

Un consiglio per le vostre serate Provate il bar Barley ad Alzano
06 Settembre 2019 ore 05:30

Siete in cerca di un nuovo locale dove trascorrere le vostre serate? Magari un bar diverso dal solito, con uno stile un po’ vintage, che offra prodotti originali, dove ascoltare ottima musica e godersi un’atmosfera di assoluto relax. Non serve andare lontano: il Barley di Alzano in via Roma fa proprio al caso vostro. «Ho aperto 4 anni fa, nell’agosto del 2015 – racconta Sonia Andreini –. Prima ho lavorato in diversi locali, un’agenzia immobiliare, un call center, in un ristorante, nel negozio di abbigliamento di mia sorella… Sono stata anche animatrice nei villaggi e ho fatto la promoter. Ho lavorato anche in un bar di Milano, mentre studiavo teatro e danza. L’importante per me era sempre stare a contatto con la gente. A un certo punto ho avuto la vocazione: aprire un bar tutto mio. Era la scelta migliore per me, ero rimasta sola con le mie due figlie e avevo bisogno di uno spazio mio, che potessi gestire in maniera autonoma».

 

 

«Ho scelto Alzano perché ho sempre abitato qui – spiega –. Il locale mi è piaciuto subito, appena l’ho visto sapevo già come arredarlo. In tre mesi ho aperto e l’ho riempito di oggetti antichi, appartenenti alla mia famiglia. I miei nonni e miei bisnonni non hanno gettato via nulla, hanno conservato tutto. Sono particolarmente legata al mobile del giradischi, pieno di cassetti dove nascondevo le letterine di Babbo Natale per le mie bambine. Un altro oggetto speciale è una valigetta che utilizzavo a Milano, quando studiavo decorazione degli specchi, per trasportare i miei attrezzi. Ho telefoni di una volta, mobili in legno, vinili, vecchi libri… Molte persone quando entrano qui si innamorano subito, perché restano affascinati dall’atmosfera particolare del Barley». Già il nome è particolare: “barley” è il termine inglese per indicare l’orzo. «Altrettanto particolari sono i prodotti che offro ai miei clienti – continua –; all’inizio lo avevo pensato come un locale cento per cento bio e vegan. Avevo persino la coca cola e l’aranciata bio! Poi mi sono accorta che era un target troppo limitato, allora ho ampliato il mio menù e adesso ho di tutto. Adesso mi sono concentrata di più sul naturale, ad esempio bibite senza zuccheri e conservanti aggiunti. Quando ho aperto nel 2015 il bio era molto diffuso, ora interessa meno. Va di più il gluten free per necessità, oppure il vegano come scelta etica. Propongo aperitivi e pranzi vegani, spesso apprezzati anche dai non vegani che vogliono mangiare qualcosa di sano e light. I cocktail sono molto saporiti, spesso aggiungo erbe aromatiche che li rendono unici; molte donne me li chiedono analcolici perché sono un tripudio di frutta fresca, quasi una macedonia. Avere una buona varietà permette di soddisfare i gusti e le esigenze di tutti».

 

 

«Ricchi brunch, aperitivi e taglieri, merende gustose, pranzi e cene: tutte cose buone fatte al momento. Questo le persone lo apprezzano molto. Il più buono di tutti? Il cappuccio; fotonico, dicono. Prima avevo anche l’angolo della colazione a buffet, poi ho dovuto toglierlo perché occupava molto spazio all’interno del locale. Il posto è piccolo, ma piace anche per questo. È adatto alle famiglie con bambini perché ho l’angolo dei giochi; all’ingresso c’è spazio per giocare e le sbarre evitano che i piccoli finiscano in strada. La zona è poco trafficata grazie ai sensi unici, è un luogo tranquillo. Non vendendo tabacchi né biglietti della Teb e non avendo neppure la tv, devo vivere dei prodotti che offro. Ma il mio punto di forza è il genere di clientela. Non ci sono macchinette, quindi non ci sono nemmeno clienti ubriachi o che bestemmiano. È un’oasi di pace e di tranquillità, dove ascoltare buona musica e rilassarsi con una buona bibita. Certo, ogni tanto facciamo casino anche noi – ridacchia –, soprattutto quando organizzo feste a tema: american party, pink party, white party, feste country e cubana… Mi invento qualcosa di nuovo ogni volta, proponendo musica a tema. Naturalmente facciamo anche feste di compleanno e battesimi, questo locale si presta molto bene a essere addobbato e decorato. Ma abbiamo anche serate più tranquille, come le serate letterarie oppure la serata della “valigia rossa”. Quest’ultima è molto gettonata: si parla di benessere sessuale, una rappresentante viene con i suoi prodotti e li presenta. È un modo per togliere i tabù. Qualcuno a volte storce il naso, ma in realtà la serata è molto divertente e istruttiva».

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