Dal trapèn alla bigaröla

Dieci consigli in bergamasco sui regali di Natale a òmegn e fòmne

Dieci consigli in bergamasco sui regali di Natale a òmegn e fòmne
25 Dicembre 2017 ore 01:40

I più prudenti ci hanno già pensato da mesi, i più equilibrati li hanno appena acquistati, gli eterni ritardatari si affideranno a spedizioni disperate dell’ultima ora all’Orio Center. Stiamo parlando dei regali di Natale, ai quali ci lega un rapporto di odio amore che in questo periodo tende di più a polarizzarsi sul primo termine. Se non ci avete ancora pensato, eccovi dieci preziosi consigli, dedicati agli uomini e alle donne. E se non ci dovessimo vedere prima di Natale, auguri a tutti.

 

ÒMEGN

1) Mai i sibre prima di 70

Il sottile messaggio implicito in un regalo di questo tipo non è gradito alla maggioranza dei maschi orobici, che si prefigge una vita attiva e lavorativa che va ben oltre gli ottant’anni. [Trad. Mai le ciabatte prima dei 70 anni]

 

 

2) Ü tràpen a l’và sèmper bé

Siamo persone semplici, e un trapano non manca mai di commuoverci. Soprattutto se è dotato di velocità variabile, percussore, mandrino da 18 mm. Ed è abbinato a un set di punte al widia, chiamato familiarmente vidiam. [Trad. Un trapano va sempre bene]

 

 

3) L’è mia tat de croate

Se dovessimo definire lo stile medio del maschio orobico, probabilmente non dovremmo ricorrere ad aggettivi particolarmente ricercati. Per fare un esempio, il nodo da cravatta più usato è quello “allentato”. [Trad. Non è tipo da cravatte]

 

 

4) I scarpe i gh’à de èss bune

Abituato a frequentare cantieri anche quando non ci lavora, a camminare su ogni tipo di terreno e a percorrere sentieri di montagna, guarda con diffidenza alle scarpe che non danno un’impressione di solidità e durata. La suola, poi, dev’essere in vibram. [Trad. Le scarpe devono essere di qualità]

 

 

5) De lìber a n’n’a lèss mia tace

In generale non siamo particolarmente amanti della lettura. Preferiamo l’esperienza diretta, e le lezioni che si apprendono dalla vita pratica. Però un manuale del fai da te potrebbe andare. [Trad. Di libri non ne legge tanti]

 

 

FÓMNE

6) Lassà mia sö ‘l prése

Distratti come siamo dalle nostre numerose attività e incombenze, possiamo trascurare anche gesti elementari come questo. Purtroppo, con conseguenze nefaste e durature. [Trad. Non lasciare attaccato il prezzo]

 

 

7) Fàs vötà de ön’amisa

Non è che l’uomo bergamasco manchi di sensibilità, ma a volte difetta di memoria. In questo caso, il prezioso aiuto di un’amica della compagna eviterà pessime figure e spiacevoli discussioni. [Trad. Fatti aiutare da un’amica]

 

 

8) La bigaröla la à mia bé

Possiamo anche provare entusiasmo per le eccelse qualità culinarie della donna a cui vogliamo fare questo omaggio, ma lei quasi sicuramente non apprezzerà la sottintesa definizione di un ruolo per lei limitante. [Trad. Il grembiule non va bene]

 

 

9) Regordàss bé ‘l culùr che la preferéss

Regalare uno splendido maglione verde a chi odia questo colore può costare davvero molto caro, specialmente se la persona in questione ci vive accanto da diverso tempo. Meglio ricordare che curare. [Trad. Ricordarsi del colore che preferisce]

 

 

10) Fà zó dò righe a l’sarèss mia mal

È vero che siamo laconici, e che la nostra dedizione e il nostro affetto sono mirabilmente rappresentati dai gesti e non dalle parole. Però, due righe che accompagnano il dono non sembrano un’impresa inaffrontabile. [Trad. Scrivere due righe non sarebbe male]

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