«St’an a l’passa mia de ché»

10 frasi in bergamasco sul Giro

10 frasi in bergamasco sul Giro
Viva Bèrghem 28 Maggio 2018 ore 04:30

Non c’è niente da fare. Anche se quest’anno non si ripeterà l’esaltante arrivo in Città Alta, anche se i nostri Gimondi, Gotti e Savoldelli non fanno più parte del gruppo, il Giro è sempre affascinante. E noi lo viviamo alla nostra maniera, anche se invece che sui colli di San Fermo bivacchiamo in salotto, davanti al televisore acceso. Le gambe non girano, ma in quanto alla lingua ci difendiamo benissimo.

 

1) Chèl inglés lé a l’gh’à ü zömèl

La nostra particolare predisposizione per gli alberi genealogici trovo sfogo anche in questa circostanza. A seguire, si racconta la cronaca degli eventi familiari altrui, selezionando con cura i più appetitosi e negativi. [Trad. Quell’inglese lì ha un gemello]

 

 

2) I và sö la rata cóme muturì

Amara osservazione del cicloamatore che sovente è costretto a mettere piede a terra. A volte però la frase assume una sfumatura di maliziosa incredulità sulle doti naturali dei ciclisti. [Trad. Salgono sulla rampa come motorini]

 

 

3) I scapa i scapa ma i a ciapa sèmper

Evadono dal gruppo, percorrono un centinaio di chilometri nel vento, e quando già pregustano il sapore della vittoria vengono inesorabilmente riassorbiti dal gruppo. Con soddisfazione del nostro atavico fatalismo. [Trad. Scappano scappano ma li prendono sempre]

 

 

4) A m’ghe n’à dét quàter

Certo non possono ambire al titolo di campionissimi, almeno per ora, ma sono ottimi professionisti e, soprattutto, sono ragazzi di Bergamo: Davide Villella di Selino Alto, Enrico Barbin di Osio Sotto, Mattia Cattaneo di Alzano Lombardo e Fausto Masnada di Laxolo. [Trad. Ne abbiamo quattro]

 

 

5) St’an a l’passa mia de ché

È con una punta di amarezza che constatiamo l’assenza del Giro D’Italia dalle nostre strade. La sensazione si aggrava quando apprendiamo che visiterà i cugini bresciani. [Trad. Quest’anno non passano di qui]

 

 

6) Ol Aru l’è sciopàt

Si sa, non abbiamo molte sfumature tra il bianco e il nero. Così, quella che è una benevola constatazione assume il tono definitivo di una bocciatura. Invece è solo un effetto collaterale della nostra lingua, così scabra. [Trad. Aru è “scoppiato” (non ce la fa più)]

 

 

7) A l’sömèa ol Bimby a fà ‘ndà i gambe

L’unico ciclista che ispira un senso di familiarità al pubblico femminile è Chris Froome, il movimento delle cui gambe ricorda molto da vicino l’azione del notissimo frullatore. [Trad. Sembrano il Bimby a muovere le gambe]

 

 

8) A ‘ndà de ‘nzó i me fà stà ‘ndré ‘l fiàt

Quando vediamo i ciclisti gettarsi a capofitto nelle curve a gomito di una discesa infernale, ci viene spontaneo stringere i braccioli della poltrona. Poi, a picchiata finita, possiamo riprendere lentamente fiato. [Trad. A fare le discese mi fanno trattenere il fiato]

 

 

9) I ‘talià i val mia tat

Drastico giudizio sulla qualità della partecipazione italiana, che colpevolmente non tiene conto delle imprese di Pozzovivo in montagna e di Viviani in volata. Ma, si sa, non siamo mai contenti. [Trad. Gli italiani non valgono tanto]

 

 

10) Töcc chi chilòmetri lé i farèss gna ‘n màchina

Riflessione che viene espressa dopo il sonnellino pomeridiano della domenica, accarezzandoci pensosamente la rotondità dell’addome. Ciò non ci induce, d’altra parte, a modificare le nostre abitudini. [Trad. Tutti quei chilometri non li farei nemmeno in auto]

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