Da «Ol mé barba l'à stödiàt» a...

10 frasi in bergamasco sui parenti

10 frasi in bergamasco sui parenti
08 Ottobre 2016 ore 05:00

Quando una donna di una certa età ne incontra un’altra e nomina una terza persona, parte un’interminabile litania che, a mo’ di Genesi orobica, tende a ricostruire attraverso le parentele l’esatta collocazione sociale dell’individuo. Per chi non ha dimestichezza con la lingua e rischia di perdersi nei meandri dei congiunti, proponiamo un glossario minimo che possa servire come orientamento.

 

1) Ol mé barba l’à stödiàt

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Curiosamente, l’identificazione tra “onor del mento” e maturità virile, dopo un periodo di oscuramento, è tornata in auge con gli hipster. E con lei gli zii barbuti. [Trad. Mio zio ha studiato]

 

2) In cà la comanda la sò madòna

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Succede spesso che la sognata autonomia dei novelli sposi si riveli in realtà una chimera. L’ombra autoritaria della regiura non tarda a manifestarsi, esercitando il suo potere. [Trad. In casa comanda sua suocera]

 

3) La stà ‘n cà a fà la mèda

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Ognuno di noi rammenta almeno una vecchia zia che ha passato in solitudine la sua lunghissima esistenza. Le più maligne diranno che la rinuncia al consorte allunga la vita. [Trad. Sta a casa a fare la zitella]

 

4) I sólcc gh’i à ol missér

Malignando sui matrimoni altrui, di solito quando un giovane e baldo giovane sposa una fanciulla di scarsa leggiadria, emergono tristi considerazioni economiche. [Trad. I soldi li ha il suocero]

 

5) A l’diènta mat per i sò neùcc

Frequentissime le situazioni in cui arcigni e severissimi genitori diventano improvvisamente nonni affettuosi e giocherelloni, con un sospetto di rimbambimento precoce. [Trad. Fa follie per i suoi nipoti]

 

6) La gh’à ‘l mal de la nóna

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Nella medicina popolare, il detto descrive il malato di encefalite letargica. Ma, nel linguaggio comune, è anche un modo colorito per definire il fannullone. [Trad. Ha il male della nonna]

 

7) Madòna e nöra i stà bè sö i quàder

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Stavolta ricorriamo a uno dei moltissimi proverbi raccolti dal Tiraboschi, che ci racconta dei difficili rapporti tra due donne, di due diverse generazioni. Chi vinca delle due non si sa, di solito chi perde è il povero marito dell’una e figlio dell’altra. [Trad. Suocera e nuora stanno bene sui quadri]

 

8) Gh’ìe de daga scólt al mé tata

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Considerazione diffusa tra gli uomini che hanno superato la trentina, e hanno assunto le prime responsabilità esistenziali. Da segnalare anche, in alcune vallate, il persistere dell’appellativo “buba”. [Trad. Avrei dovuto dare ascolto a mio padre]

 

9) Pöde mia èd ol mé zènder

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Quando si parla di parenti acquisiti, è facile che scatti la riprovazione automatica. C’è da dire che, in molti casi, la chiusura delle famiglie bergamasche è simile a quella di una cassaforte. [Trad. Non sopporto mio genero]

 

10) I è zermà drécc

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Non bastano le parentele dirette, ci sono anche quelle indirette a fare confusione. Per semplificare le distinguiamo dalle altre con una locuzione che ricorda il tratto rettilineo su un albero genealogico. [Trad. Sono cugini diretti]

 

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