«Ó perdìt gna ü dé de laurà»

10 frasi bergamasche sull’influenza

10 frasi bergamasche sull’influenza
20 Gennaio 2018 ore 05:30

Implacabile, temuta e inevitabile, ogni anno arriva sul finire dell’anno e ci fa compagnia fino a febbraio inoltrato. Stiamo parlando dell’influenza, sempre uguale e sempre diversa come i virus che la propagano, capace di riempire il Pronto Soccorso e di svuotare le aziende. Tra cure improvvisate e dosi da cavallo di tachipirina, vaccini e contagi diffusi, ci consoliamo come sempre con il pensiero che passerà anche questa.

 

1) Ó perdìt gna ü dé de laurà

Lo stoico stacanovista bergamasco spesso non rinuncia a lavorare anche quando il termometro schizza verso l’alto. I suoi compagni di lavoro spesso però non apprezzano, dandogli dell’untore. [Trad. Non ho perso neanche un giorno di lavoro]

 

 

2) La m’è stacia adòss öna setmana

Quest’anno sembra proprio che la malattia sia particolarmente virulenta.Per questo molti di noi lamentano un tempo insolitamente lungo passato senza mettere in pratica il nostro proverbiale attivismo. [Trad. Mi è rimasta addosso una settimana]

 

 

3) A cüràss la passa in d’öna setmana, a fa negót in sèt dé

Sorniona osservazione di chi nota l’assoluta coincidenza di durata tra due degenze, l’una confortata dai farmaci e l’altra rassegnata alla normale evoluzione dei sintomi. [Trad. A curarsi passa in una settimana, a far nulla in sette giorni]

 

 

4) Ó biìt ol lacc co la grapa

Rimedio antico, accettato da gran parte di noi con sospetta condiscendenza. Le dosi e la percentuale alcolica sono talvolta messe in relazione diretta con la gravità dell’indisposizione. [Trad. Ho bevuto il latte con la grappa]

 

 

5) La m’l’à tecada la mé s-cèta

Da soli non ci ammaleremmo mai, e quello che è considerato un cedimento viene in ultima analisi attribuito a qualcun altro. Che però perdoniamo, perché sappiamo essere anche generosi. [Trad. Me l’ha passata mia figlia]

 

 

6) A cà m’l’à passada töcc

Normalmente l’influenza è un’esperienza condivisa, anche se non gradita. Come un perverso gioco del domino, a uno a uno tutti i membri del nucleo familiare vengono abbattuti. Almeno per un po’. [Trad. A casa l’abbiamo avuta tutti]

 

 

7) L’è durada ‘l tép di fèrie

Il culmine della sfortuna, o della fortuna per i lavoratori irriducibili, è ammalarsi proprio durante le ferie. A giudicare dalle lamentele in luoghi pubblici reali e virtuali, l’evento non è così infrequente. [Trad. È durata il tempo delle ferie]

 

 

8) L’è assé possà e südà

Con un fatalismo difficilmente applicabile ad altri malanni, c’è chi adotta la filosofia della pazienza. Aiutandosi, al massimo, con una pezzuola umida sulla fronte. [Trad. È abbastanza riposare e sudare]

 

 

9) St’an l’è fórta

Forse lo diciamo tutti gli anni, perché i ceppi mutano, o forse perché l’età avanza. C’è da dire che quest’anno i dati statistici sembrano confermare un primato che non ci rende orgogliosi. [Trad. Quest’anno è forte]

 

 

10) I antibiotici i ghe èntra negót

I più informati sanno perfettamente che non ci sono medicine particolarmente efficaci contro l’influenza, tantomeno gli inutili antibiotici. Al limite pensano che ci si possa vaccinare, ma questa è un’altra storia. [Trad. Gli antibiotici non c’entrano niente]

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