Da «Ma ài töcc in màchina?» a...

Dieci frasi in bergamasco sull'inizio della scuola

Dieci frasi in bergamasco sull'inizio della scuola
Viva Bèrghem 22 Settembre 2018 ore 05:30

Ogni anno il primo giorno di scuola è una tappa fondamentale per molti di noi. Le strade si riempiono di nuovo, la mamme ritrovano più tempo e spazio, le maestre e i professori riprendono le loro battaglie quotidiane. E tutti, in un modo o nell'altro, siamo coinvolti nelle grandi manovre per assicurare ai nostri figli l'istruzione che dovrebbe garantire un futuro migliore. Dovrebbe.

 

1) Ma ài töcc in màchina?


La domanda sorge spontanea quando, da un giorno all'altro, i nostri percorsi da quasi liberi si fanno intasati, con code chilometriche nelle valli. La risposta, però, non è dato saperla. [Trad: Ma vanno tutti in macchina?]

 

2) I te fa bötà vià i sölcc


Il nostro animo parsimonioso grida di dolore quando registra i notevoli esborsi per libri, autobus, iscrizioni e tutto il corollario di spese che inevitabilmente si associano al percorso scolastico. [Trad: Ti fanno buttar via i soldi]

 

3) Ol mé l'gh'à l'trolley


Dopo anni e anni di polemiche su schiene rovinate, bambini vessati e docenti scriteriati, l'umile trolley ha risolto gran parte delle controversie. A volte, basta davvero poco. [Trad: Il mio ha il trolley]

 

4) Ghe rieró a fà ergót a cà


L'operosa genitrice bergamasca non ama che la sua indefessa dedizione all'ordine e alla pulizia sia ostacolata, sia pure dai propri figli. Il marito no, quello ormai è stato educato a dovere. [Trad: Riuscirò a combinare qualcosa a casa]

 

5) I à cambiàt amò i professùr


Sarà forse per la nostra indole conservatrice, ma non amiamo i cambiamenti troppo frequenti. E le rotazioni dei professori sembrano fatte apposte per provocare la nostra stizzita reazione. [Trad: Hanno cambiato ancora i professori]

 

6) Gh'avrèss de mandàl a laurà


Amara constatazione che considera la scarsa volontà del pargolo, la sua discutibile propensione allo studio e l'utilità di un apporto al bilancio famigliare. Nonostante questo, tutto resta come prima. [Trad: Dovrei mandarlo a lavorare]

 

7) Me se 'ngüre mia 'n di maèstre


Arguta osservazione di madre consapevole che, dopo aver avuto la gioiosa opportunità di godersi la propria discendenza per tre mesi, generosamente pensa di condividere la sua felicità con le maestre. [Trad: Non vorrei essere nei panni delle maestre]

 

8) A l'só mia se l'istarà sentàt zó


Tre mesi di scatenata libertà accentuano la voglia di muoversi senza costrizioni, e i nostri figli abituati a scorrazzare ovunque mal sopportano la staticità forzata di un banco e di una sedia. [Trad: Non so neppure se riuscirà a stare seduto nel banco]

 

9) A l'gh'à pròpe mia òia


Triste riflessione sulla propensione allo studio del figlio o della figlia, porta a considerazioni nefaste sul loro futuro. Per fortuna spesso si tratta di crisi passeggere. [Trad: Non ha proprio voglia (di studiare)]

 

10) Me piaserèss indà amò a scöla


Chi da tempo ha avuto modo di scontrarsi con la realtà del mondo del lavoro, guarda al periodo scolastico come a una sorta di Eden. Ma è ovviamente impossibile farlo capire agli studenti. [Trad: Mi piacerebbe tornare scuola]