Da «Gh'àl ol laurà?» a...

Dieci frasi dei bergamaschi sui fidanzati e sulle fidanzate

Dieci frasi dei bergamaschi sui fidanzati e sulle fidanzate
Viva Bèrghem 20 Ottobre 2018 ore 06:00

Entrare in una famiglia delle nostre non è certo un’impresa facile. Non appena all’orizzonte si avvista un candidato al fidanzamento, si alza un fuoco di sbarramento che provocherebbe l’invidia di un’evoluta contraerea. Le frasi, apparentemente innocue, tendono a distruggere l’incolpevole candidato o candidata, e il più delle volte riescono nel loro intento. D’altronde, le qualità orobiche sono talmente commendevoli che riteniamo inevitabile preservarle attraverso un’accurata selezione dei potenziali riproduttori della specie.

 

Fidanzato

1) Gh’àl ol laurà?

Conditio sine qua non dell’approvazione è lo status di lavoratore. Meglio se con contratto a tempo indeterminato, e meglio ancora se piccolo imprenditore in proprio con la vocazione a lavorare una ventina di ore al giorno. [trad: Ce l’ha un lavoro?]

 

2) A l’gh’avrèss de teà zó i cheèi

I capelli lunghi hanno ancora, dalle nostre parti, un vago sentore di devianza dalla norma che ci guardiamo bene dall’accettare. Un’eventuale disponibilità economica elevata può contribuire a fra chiudere un occhio. [trad: Dovrebbe tagliare i capelli]

 

3) A l’fà l’bambo con töte

Velenosa osservazione che tende a screditare la figura del fidanzato, escludendo a priori l’esclusività del sentimento. In subordine, c’è anche la scarsa fiducia nell’avvenenza dell’interessata, ritenuta lungi dal poter essere ambita per la sua unicità. [trad: Fa lo stupido con tutte]

 

4) De ‘ndo ègnel?

La provenienza riveste per noi un’importanza fondamentale. Per un valligiano risultano sconosciuti e sospetti gli usi e le consuetudini della Bassa, e naturalmente vale anche il contrario. [trad: Da dove viene?]

 

5) L’è gran brào co la lèngua

Implicitamente si accusa il candidato di un difetto per noi gravissimo, quello di anteporre la vanità delle parole alla concretezza dei fatti. Perché l’eloquio forbito è da secoli legato a chi ci ha elegantemente ingannato. [trad: È gran bravo con la lingua]

 

Fidanzata

6) L’è stàcia ‘nsèma a töt ol paìs

Brutale affermazione, lasciata cadere quasi per caso, che intende esprimere una sottile perplessità sulla virtù della fidanzata. Nei casi peggiori, chi pronuncia la frase si annovera tra il folto gruppo di coloro che hanno approfittato della situazione. [trad: È stata con tutto il paese]

7) La sömèa la tò nóna

Non è un affabile cenno alla somiglianza con un anziano membro della famiglia. Piuttosto, è un crudele giudizio sull’età apparente della morosa, volto a scoraggiare i giovanili ardori del rampollo. [trad: Sembra tua nonna]

 

8) La à ‘n giro bióta

Severa valutazione dell’abbigliamento che riflette una condanna etica. Secondo il nostro codice non scritto, ogni centimetro in più di pelle scoperta è un passo verso l’inferno della perdizione. [trad: Va in giro nuda]

 

9) L’è buna de fà negót

Di solito è la lapidaria sentenza della madre che, vista la potenziale nuora in azione, ne critica senza indugio le precarie doti culinarie, la scarsa propensione alle pulizie di casa e la generale inettitudine nel sostituire la figura materna. [trad: Non è capace di far niente]

 

10) L’è piö fürba che bèla

Giudizio doppiamente negativo, che tende contemporaneamente a svalutare l’aspetto fisico e la rettitudine della persona. Un capolavoro balistico che spesso abbatte il bersaglio con inquietante efficienza. [trad: È più furba che bella]

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