Viva Bèrghem
Da "la me fà ómbra coi lensöi" a...

10 frasi dei bergamaschi sui "carissimi" vicini di casa

10 frasi dei bergamaschi sui "carissimi" vicini di casa
Viva Bèrghem 14 Giugno 2015 ore 19:00

Forse memori del nostro passato di valligiani o montanari, non amiamo particolarmente la condivisione degli ambienti vitali. Quando succede, non è raro assistere a discussioni sopra le righe. Basta partecipare a un’assemblea condominiale, o origliare le parole scambiate nel cortile, per avere un quadro poco idilliaco della nostra attitudine alla convivenza. Ovviamente, perché sono gli altri a comportarsi male.

 

1) La me fà ómbra coi lensöi

Bucato a Venezia

La difficile arte dello stendere i panni costringe a veri e propri virtuosismi. Che i vicini, colpevolmente, non sempre apprezzano. Non è forse un beneficio l’ombra d’estate? [Mi fa ombra con le lenzuola]

 

2) I nèta mai

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Lodevole iniziativa, e fonte di risparmio per tutti, è suddividere i lavori di pulizia, invece di affidarli a professionisti pagati. Peccato che non tutti ci dedichino lo stesso entusiasmo. [Non puliscono mai]

 

3) I è dét in vinte

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Conclusione affrettata ed esagerata che alcuni condòmini traggono osservando il via vai in certi appartamenti. Magari si tratta semplicemente di parenti o amici in visita. [Sono dentro in venti]

 

4) Chèl cà lé l'cópe

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Anche l’amico degli animali più sincero raramente apprezza i latrati che il vigile cane del vicino sente il bisogno di emettere a ogni movimento di foglia, specialmente in ore notturne. [Quel cane lì lo ammazzo]

 

5) La sbàt la toàia söl mé pogiöl

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Se non hai un’estensione di braccia da albatros, è inevitabile che qualche microscopica briciola cada nel territorio sbagliato. Se l’attività è però sistematica, è lecito pensare a un crimine intenzionale. [Sbatte la tovaglia sul mio balcone]

 

6) I mèt sö la müsica ai sés de la matina

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Non ci fa certo paura svegliarci presto, è nel nostro codice genetico di contadini e muratori. Ma forse gradiremmo stabilire noi i modi e i tempi del risveglio. [Accendono la musica alle sei di mattina]

 

7) Al mèt la màchina denàcc al mé garàss

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Un dato di fatto inconfutabile e misterioso è che il parcheggio può essere vastissimo, ma c’è sempre chi riesce a ostruire un passaggio. Per poi sparire nel nulla per ore. [Mettono l'auto davanti al mio garage]

 

8) Gh'è udùr de maià in töte i scale

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Non tutti apprezzano la rara opportunità di gustare con l’olfatto, semplicemente salendo le scale, cucine di diverse provenienze. Il tono della frase cresce d’intensità quando è il giorno del cavolo. [C'è odore di cibo in tutte le scale]

 

9) I te salüda gnàch

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Usciti dalle vecchie corti cittadine e dai borghi collinari e montani dove si conoscono le vicende di tutti, mal sopportiamo l’odierna attitudine all’indifferenza. [Non ti salutano neanche]

 

10) L'è sèmper lé a controlà a la finèstra

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Esiste una posizione strategica per sbattere lo straccio delle polveri. È quella che permette di controllare il maggior numero possibile di movimenti. Farlo anche di notte può però portare a essere scoperti. [È sempre lì a controllare alla finestra]

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