La gh’à fàcc ol gatigulì

10 frasi in bergamasco sulle prime piogge

Dopo mesi di siccità, una timida pioggia ha portato un piccolo sollievo ai terreni arsi e alle piante assetate

10 frasi in bergamasco sulle prime piogge
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di Vecchio Daino

Alla fine la montagna ha partorito il topolino. Dopo mesi di siccità, una timida pioggia ha portato un piccolo sollievo ai terreni arsi e alle piante assetate. Per non parlare delle persone, stremate dal caldo. La sproporzione tra attesa e risultato ha però scatenato la nostra fantasia, stimolando il recupero di antiche espressioni o l’invenzione di inediti modi di dire. Poi sono venuti i temporali, ma qui si apre un altro capitolo.

1. L’à bagnàt gna la pólver


Straordinario modo di dire che trasmette in modo estremamente efficace la pochezza dell’azione della pioggia. Difficile descriverla meglio, in qualsiasi altra lingua. [Trad.: Non ha bagnato nemmeno la polvere]

2. L’à fàcc dóma finta


Quando la pioggia non è degna del suo stesso nome si ricorre a verbi gentili, come pülisnà, pülinà, briginà o braminà, che già dal suono comunicano l’idea di carezza lieve sulla terra. [Trad.: Ha fatto solo finta]

3. Trù e sömelèch per ol negót


Il detto “tanto tuonò che piovve” non sempre è vero. A volte la natura c’inganna con un pauroso e protratto preambolo che alla fine non porta a nulla di concreto. [Trad. Tuoni e fulmini per niente]

4. Gh’éra töt nìgher


È la classica frase di chi preannuncia un brusco mutamento del tempo. Di solito è precisata con indicazioni geografiche come vers Milà o de ‘nsö, che di solito indicano rispettivamente l’ovest e il nord. [Trad.: C'era tutto nero]

5. I è 'gnide zó dò góte


Si dice quando la quantità di acqua scesa dal cielo è decisamente insufficiente per ogni bisogna, a partire dalle necessità dell’orto. Da qui la malcelata insoddisfazione. [Trad.: Sono scese due gocce]

6. Ghe öl óter


Il nostro animo contadino sa che non possono bastare questi fenomeni superficiali per recuperare la situazione di siccità. L’importante è che l’óter evocato non assuma la forma di devastanti grandinate. [Trad.: Ci vuole altro]

7. La gh’à fàcc ol gatigulì


La familiarità con la terra ci spinge a queste simpatiche metafore, in cui il cielo si diverte a stuzzicare le zolle aride, senza peraltro ottenere alcun effetto. [Trad.: Gli ha fatto il solletico]

8. San Pantaliù aqua a muntù


C’è chi si è rifatto alla tradizione, che indica nel 27 luglio, giorno di San Pantaleone, una data in cui le cateratte del cielo si aprono spesso e volentieri, E anche quest’anno non ha fatto eccezione. [Trad.: San Pantaleone acqua copiosa]

9. I rierà i tempèste


È stato facile profeta chi prevedeva fenomeni atmosferici di ben altra entità, comuni in estate e solitamente dannosi. Ecco perché sono accompagnati dall’augurio ch’i fàghe mia dagn. [Trad.: Arriveranno le tempeste]

10. Lacrime de èdoe


Curiosa espressione che associa la scarsità della precipitazione all’entità dei pianti per la dipartita di un coniuge. Ma forse è solo una manifestazione verbale della nostra latente propensione al sarcasmo. [Trad.: Lacrime di vedove]

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