«I è car cóme ‘l föch»

10 frasi in dialetto sui monopattini elettrici

10 frasi in dialetto sui monopattini elettrici
02 Settembre 2020 ore 15:49

di Vecchio Daino

Come ogni novità, anche i monopattini elettrici che in questi giorni sono sbarcati nella nostra città hanno provocato polemiche e divisioni. Gli apocalittici che li vedono come l’ennesimo strumento del male, contro i tecnologici che li salutano come utile risorsa per la mobilità. In mezzo, la massa degli agnostici che aspettano di vedere gli sviluppi della situazione. Chi vivrà vedrà, come sempre.

1. I và bé, i ‘nquina mia

L’assoluta mancanza di emissioni è senza dubbio un punto a favore di questi agili mezzi di trasporto. Ma questo naturalmente non li protegge da una nutrita serie di critiche di varia natura. [Trad. Vanno bene, non inquinano]

2. Ghe capésse dét negót

Qualcuno ha anche provato ad attivare il noleggio senza riuscirci. Probabilmente si tratta di appartenenti a generazioni poco avvezze all’elettronica, che dopo il maldestro tentativo diventano appassionati detrattori dell’iniziativa. [Trad. Non ci capisco niente]

3. I è pès di bici

Già infastiditi dai ciclisti, i nervosi automobilisti orobici non vedono di buon occhio altri mezzi che sfrecciano in ogni direzione. Nel vero senso della parola, perché spesso percorrono anche sensi vietato. [Trad. Sono peggio delle bici]

4. Tròp periculùs

La nostra leggendaria prudenza ci ha già messi in allarme sulla mancanza di protezione di quello che sembra un tubo a rotelle. Normalmente, preferiamo avere attorno qualcosa di più solido. [Trad. Troppo pericolosi]

5. Mé gh’ó pura

C’è chi confessa apertamente la mancanza di coraggio, sensazione condivisibile quando si pensa al fragile veicolo che si infila tra le pesanti carrozzerie di autobus e camion. [Trad. Io ho paura]

6. I a lassa de per töt

La mancanza di senso civico non manca mai di provocare la nostra indignazione, e alcuni evocano già deplorevoli episodi come le biciclette abbandonate ovunque o gettate nelle rogge. Curiosamente, sembra che i veri colpevoli siano i mezzi. [Trad. Li lasciano ovunque]

7. M’i paga amò nóter

Lo sviluppo di teorie dietrologiche legate al concetto di “cui prodest” sono l’inevitabile corollario di ogni iniziativa. In questo caso, c’è chi è convinto di pagare di tasca propria anche il parco monopattini della nostra città. [Trad. Li paghiamo ancora noi]

8. I è car cóme ‘l föch

Toccateci tutto, ma non il portafogli. Per alcuni l’argomento decisivo è quello economico, e ai loro occhi il pur modesto costo della singola corsa è esorbitante. [Trad. Sono cari come il fuoco]

9. Al’tróe pràtech

In molti prevale lo spirito pratico e di conseguenza usano senza troppi problemi il veicolo per percorrere brevi tratti in caso di necessità. Troppe filosofie, lo sappiamo, non portano a nulla. [Trad. Lo trovo pratico]

10. Ghe ölerèss ol casco

Gli osservatori neutrali non mancano di rilevare che l’utilizzo altrui è nella maggior parte dei casi scorretto. Il pretesto è il casco, ma la vera ragione è la profonda sfiducia nutrita nei confronti dell’intelligenza del prossimo. [Trad. Ci vorrebbe il casco]

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