«M’istà bé despernóter»

10 motivi per non visitare Bergamo

10 motivi per non visitare Bergamo
03 Aprile 2017 ore 05:00

I giornali stranieri scrivono articoli entusiastici, i turisti ne parlano con toni stendhaliani, dal nostro aeroporto sbarcano ogni anno milioni di passeggeri. Le innumerevoli attrattive del nostro territorio calamitano l’interesse del mondo, ma siamo sicuri che la pensino così anche gli abitanti? Noi no, e con un po’ di malizia abbiamo provato a immaginare alcune argomentazioni contrarie. Diteci voi se sono giuste o sbagliate.

 

1) M’istà bé despernóter

Questo è un dato incontestabile. Ci troviamo così bene tra le nostre montagne e valli, o in riva ai nostri fiumi e laghi che ne siamo, in un certo senso, gelosi. [Trad. Stiamo bene da soli]

 

 

2) Sità Ólta l’è bèla se l’è öda

Il luogo dove “spostare una sola pietra sarebbe un delitto” va gustato in solitudine, nelle notti silenziose dove la storia si respira a ogni passo. Sempre che ci sia poca gente. [Trad. Città Alta è bella se è vuota]

 

 

3) Se te ‘ndé in d’ü cap i te cór idré

I nostri contadini non amano la scarsa considerazione della terra e dell’ambiente. Provate a camminare in un prato che deve essere ancora falciato, e conoscerete il lato meno piacevole della nostra ospitalità. [Trad. Se entri in un campo ti rincorrono]

 

 

4) Dòpo i sèt gh’è ‘n giro gna ‘l gat

A noi va bene così, ma non è che la città bassa pulluli di vita, tranne che in poche e ristrette zone. Così capita di camminare per una via quasi centrale e sentire l’eco dei propri passi. Non oltre mezzanotte, ma alle otto di sera. [Trad. Dopo le sette non c’è in giro neanche un gatto]

 

 

5) A m’sé mia tat alégher

Eufemismo per definire un carattere che non è gioviale come il romagnolo, cameratesco come il romano, vitale come il napoletano. Occorre conoscerci meglio, certo, ma potrebbero passare anni. [Trad. Non siamo tanto allegri]

 

 

6) A l’cósta töt ön öcc del có

Tra le città più care d’Italia ce la caviamo sempre abbastanza bene, e nei luoghi più turistici a volte calchiamo un po’ la mano. Naturalmente, c’è di molto peggio. [Trad. Costa tutto un occhio della testa]

 

 

7) A m’ghe n’à assé del nòst tràfech

Pur essendo a misura d’uomo, il nostro capoluogo ha un traffico di tutto rispetto. E chi frequenta le nostre valli di domenica, avrà avuto modo di giustificare questa frase. [Trad. Ne abbiamo abbastanza del nostro, di traffico]

 

 

8) I strade i fà pura

Le condizioni del manto stradale, un po’ in tutta la provincia, sono così disastrose da essere state bruciate simbolicamente dal Ducato di Piazza Pontida, con il rogo di metà Quaresima. [Trad. Le strade fanno spavento]

 

 

9) I tréni i rìa piö

I collegamenti ferroviari non sono certo uno dei nostri fiori all’occhiello. Almeno questo è il racconto che emerge dalle vicissitudini quotidiane dei nostri pendolari con la metropoli. [Trad. I treni non arrivano più]

 

 

10) Se m’parla te capésset mia

Il nostro dialetto è spesso definito, con curiosi estremismi, “arabo” o “ostrogoto”. A volte, dobbiamo ammetterlo, lo usiamo come la crittografia in guerra. Per farci capire sì, ma solo tra di noi. [Trad. Se parliamo non capisci]

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