Da «A l'gh'à mia pura de laurà» a...

Dieci più che validi motivi per sposare un bergamasco

Dieci più che validi motivi per sposare un bergamasco
28 Marzo 2017 ore 06:00

Dopo le recenti e roventi polemiche sui motivi che spingono gli uomini a scegliere donne dell’est, proponiamo un elenco di ragioni che rendono indispensabile avere accanto, nella vita, un esemplare genuino di homo orobicus. Possiamo descrivere solo alcune delle sue innumerevoli virtù, anche perché la sua innata ritrosia rifugge ogni deriva narcisistica.

 

1) A l’se té biìt

Consapevole dei rischi che comporta l’assunzione di alcolici se non si è abituati, il buon bergamasco attua una terapia di prevenzione, vaccinandosi con generose dosi quotidiane di vino. [Trad. lett. Si tiene bevuto]

 

 

2) A l’gh’à mia pura de laurà

Se c’è una cosa da dire, è che siamo riconosciuti in tutto il mondo per la nostra operosità. Ovunque ci sia un manufatto costruito dall’uomo, lì c’è la mano del bergamasco. [Trad. Non ha paura di lavorare]

 

 

3) A l’cicèra mia tat

Avere accanto un chiacchierone può essere molto fastidioso. Noi lo sappiamo, e centelliniamo con attenzione le parole, per non rovinare l’incanto del silenzio. [Trad. Non chiacchiera tanto]

 

 

4) L’è bù de fà de töt

Dateci una cassetta dei ferri, e ripareremo il mondo. Fin dall’infanzia giochiamo con martelli, pinze e cacciaviti, prima di entrare nell’età adulta con il rito di passaggio del trapano con punte al Widia. [Trad. È capace di fare di tutto]

 

 

5) De sigùr a l’gh’à la cà

Forse adesso non è più così, ma il promesso sposo bergamasco non solo spesso aveva la casa, ma nella maggior parte dei casi l’aveva costruita lui. La crisi dell’edilizia ha però cambiato le cose. [Trad. Di sicuro ha la casa]

 

 

6) L’è bù de fà i custine

Forse non saremo fenomeni in cucina, ma dateci una griglia, legna o carbonella e ci trasformiamo in chef instancabili, soprattutto se adeguatamente riforniti di liquidi per compensare la sudorazione. [Trad. È capace di fare le costine]

 

 

7) A l’ghe té a l’Atalanta

La meta domenicale, quando la squadra gioca in casa, non può che essere il vecchio Comunale. Adatto a romantici baci sotto il bandierone, e da frequentare anche con i figli, quando la famiglia si allarga. [Trad. Tifa Atalanta]

 

 

8) A l’nòmina de spèss i sancc

La rigida e diffusa educazione cattolica emerge nella spontaneità con cui ci rivolgiamo a tutti i santi, soprattutto nei momenti di collera e difficoltà. Possibile anche qualche velato riferimento ai sacramenti. [Trad. Nomina spesso i santi]

 

 

9) A l’dóvra mia la cerètta

I concetti di igiene e pulizia sono sacri, ma l’idea di depilazione maschile non è ancora entrata a pieno titolo tra le attività praticabili anche dagli uomini, almeno tra le vecchie generazioni. [Trad. Non fa uso della ceretta]

 

 

10) L’è mia tat de sbambossade

Scordatevi coccole e sbaciucchiamenti. Il nostra proverbiale riserbo ci impedisce di lasciarci andare ad atteggiamenti sdolcinati. I nostri sentimenti li esprimiamo in un altro modo. Anzi, non li esprimiamo proprio. [Trad. Non è (portato) tanto per le stupidaggini]

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