Passione, sacrificio e dedizione

Giulia e Leo, due bergamaschi nel pattinaggio artistico mondiale

Giulia e Leo, due bergamaschi nel pattinaggio artistico mondiale
14 Settembre 2016 ore 10:30

Leoluca Sforza e Giulia Foresti, i due giovanissimi pattinatori bergamaschi classe, rispettivamente, 1998 e 1999 allenati da Silvia Martina, lo scorso weekend hanno conquistato il Lombardia Trophy 2016 Junior Pairs. Stiamo parlando dell’importante torneo di pattinaggio artistico su ghiaccio riconosciuto dall’International Skating Union (ISU) andato in scena dal 7 all’11 settembre al nuovo palaghiaccio di Bergamo. Si tratta del primo grande evento ospitato dalla struttura costruita dalla famiglia Pesenti e gestita dalla società IceLab. Qualche mese fa avevamo incontrato Leoluca e Giulia per raccontarci la loro vita da campioni in erba e, nell’occasione, vi riproponiamo l’intervista, complimentandoci con loro per il grande risultato ottenuto. Rispetto ad allora, i ragazzi hanno lasciato Egna seguendo la loro allenatrice a Cavalese. Da quest’anno gareggiano nell’HC Fiemme Figure Skating.

 

 

Leoluca Sforza e Giulia Foresti sono due giovanissimi ragazzi bergamaschi, classe 1998 e 1999. Rappresentano una grande promessa italiana della coppia d’artistico, disciplina a due del pattinaggio artistico su ghiaccio. Dopo i successi del 2010-13, i due hanno interrotto il loro duetto per un paio d’anni. Dal gennaio 2016, però, hanno deciso di riformare la coppia per puntare a nuovi prestigiosi traguardi. L’età è sicuramente dalla loro parte. Li abbiamo incontrati per farci raccontare le loro rispettive storie, le vicende sportive che hanno condiviso e il sacrificio che c’è dietro alle grandi prestazioni. Prima di separarsi, infatti, Lele e Giulia avevano vinto ben tre campionati nazionali di categoria. Ma quanto costano i trionfi?

Gli esordi e i successi. Entrambi hanno cominciato molto presto con questo sport. «Ho iniziato a 6 anni, seguendo il corso di Silvia Martina, che anche oggi è la nostra allenatrice di coppia – racconta Giulia –. Dai 7 anni ho iniziato a partecipare alle gare, facendo singolo per 4 anni. Dal 2010 ho iniziato a pattinare in coppia con Lele». Simile la vicenda del ragazzo: «Ho provato a 5 anni, ma inizialmente non mi piaceva allenarmi con veri e propri allenatori. Ho riprovato un anno dopo e da lì non mi sono mai fermato. Anch’io ho iniziato con Silvia, la nostra attuale allenatrice». Una nota importante: Silvia, bergamasca anche lei, ha già accompagnato altri atleti addirittura alle olimpiadi (tra gli altri, la bergamasca Nicole della Monica).

 

 

L’avventura di coppia sul ghiaccio inizia nel 2010 ed è subito foriera di soddisfazioni. Nella prima stagione i due vincono il campionato nazionale nella categoria Novice. Fanno il bis la stagione successiva, quando partecipano al campionato italiano nella categoria Junior. Iniziano quindi le apparizioni a gare internazionali, senza però poter entrare nelle classifiche perché sono ancora troppo piccoli.

Il grande salto arriva nel 2012-13, quando la coppia partecipa per la prima volta al Grand Prix, un circuito composto da 6 appuntamenti in giro per il globo, ma i partecipanti possono gareggiare solamente in due occasioni, estratte a sorte. Iniziano i grandi viaggi: si parte subito con un’esperienza da sogno, un viaggio in America per partecipare alla gara presso Lake Placid. Segue poi il secondo appuntamento a Chemnitz in Germania. I piazzamenti sono buoni, 11esimo e 13esimo posto. Il campionato nazionale invece è vinto in carrozza, per la terza volta consecutiva. Partecipano anche ai Mondiali Junior, che nel 2013 si tengono a Milano: anche lì agguantano un buon 13esimo posto.

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L’addio e il ritorno. L’idillio si incrina nel 2013-14, quando dopo alcuni attriti Leoluca decide di andarsene e provare a cimentarsi con la danza su ghiaccio, al Forum di Milano, insieme alla sorella Sofia. Giulia prosegue con la disciplina di sempre, ma senza Lele non riesce a più a brillare come prima. Il centro di Zanica chiude, si sposta quindi a Sesto, ma non si trova granché bene. La svolta arriva quando decide di trasferirsi con la maestra di sempre (e altri 4 allievi) in Trentino, ad Egna. Il centro sportivo Young Goose Academy, attivo da 3 anni, li accoglie a braccia aperte. Per un anno e mezzo Giulia si dedica al singolo, perché non trova un partner adatto a lei, o forse non lo cerca nemmeno.

Nel dicembre 2015 qualcosa cambia nella testa di Lele; si accorge che vuole fare coppia d’artistico e non danza su ghiaccio. Decide quindi di trasferirsi ad Egna e ricominciare a gareggiare con Giulia: «Tornare a questa disciplina è stato faticoso, ma anche facile perché ero molto motivato. Ho ritrovato la mia strada». Inizia quindi un nuovo sodalizio artistico per i due giovani, che vivono stabilmente in Trentino e tornano a Bergamo nei weekend. Alla coreografia collabora la sorella di Lele, Sofia, che va a trovarli ogni tanto. Per la stagione 2015-16 puntano a riprendere confidenza e a tornare sui livelli di qualche anno fa: si faranno valutare da giudici senza però partecipare alle gare. La prossima stagione dovrebbe essere quella del grande ritorno.

 

Giulia-FORESTI_Leoluca-SFORZA

 

Gli allenamenti, la scuola, il lavoro. Le giornate ad Egna sono intense, raccontano: «Iniziamo alle 8.30 con sedute di ginnastica o pattinata, poi un’ora di singolo su ghiaccio, una mezz’ora di sollevamenti a terra (per allenare le braccia) ed infine un’ora abbondante in pista, lavorando in coppia». Oltre a ciò, Giulia si allena anche privatamente facendo power yoga, mentre Lele passa del tempo in palestra in vista degli sforzi maggiori che deve sostenere. Ogni settimana fanno anche un’ora di danza classica.

Nei pomeriggi, Giulia va a scuola; frequenta le lezioni online del liceo linguistico del Centro Scolastico TUaSCUOLA di Bergamo. «Egna è un paesino e i licei privati sono troppo lontani, a Trento o Bolzano. Non posso frequentare una scuola statale perché di mattina devo allenarmi». Dopo gli allenamenti Lele si dedica invece al lavoro: «Così posso pagare le spese insieme alla mia fidanzata, che mi ha seguito in Trentino. Lavoriamo entrambi in un’agenzia di viaggi». Insomma, le medaglie costano sacrifici.

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