Orobie da amare

L’inverno salendo al Monte Golem Fascino e scorci mozzafiato

L’inverno salendo al Monte Golem Fascino e scorci mozzafiato
21 Febbraio 2018 ore 08:00
Foto di Angelo Corna

 

Sopra il lago d’Iseo, facilmente individuabile dalla pianura, si erge una massiccia sagoma, erbosa durante l’estate e ricoperta dalla neve durante l’inverno. È il monte Golem, che deve il suo nome alla parole lombarda culmen, o culmine. Con gli anni il suo nome è stato erroneamente italianizzato in Guglielmo, senza riferimenti alcuni collegati a persone. Questa splendida montagna acquista il suo fascino soprattutto durante la stagione invernale, diventando una meta perfetta per una passeggiata con le ciaspole o per una discesa con gli sci nella neve fresca. I percorsi che solcano le sue pendici e che portano alla sua cima sono molteplici e possono accontentare escursionisti desiderosi di macinare chilometri, ma anche famiglie che preferiscono godersi una passeggiata sulle neve.

Il percorso più veloce. Per conquistare il monte Golem dobbiamo raggiungere il paesino di Zone e la frazione di Cislano, in provincia di Brescia. Raggiunto il piccolo abitato seguiamo le indicazioni per il Monte Guglielmo e il Rifugio Croce di Marone, fino all’imbocco di una piccola strada sterrata. A seconda dell’innevamento possiamo risalire la carrareccia (se sgombra dalla neve) e parcheggiare in uno degli spiazzi presenti sul percorso. La nostra prima tappa sono il Passo di Marone e il rifugio omonimo, posto a metri 1166, che durante la stagione estiva possono essere raggiunti in auto. A seconda del nostro parcheggio possiamo raggiungere il rifugio in un lasso di tempo che varia da un’ora a pochi minuti di cammino. Un ottimo percorso per scaldare la gambe in attesa dell’ascesa alla nostra montagna!

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Raggiunta la Croce di Marone seguiamo il sentiero posto alla nostra sinistra, in questo periodo innevato e tracciato dai tantissimi escursionisti bresciani e bergamaschi che percorrono questo itinerario sicuro e lontano da slavine ed eventuali pericoli. Il percorso continua toccando la belle Malghe Malpensata (m.1348), la Baita Guglielmo di Sotto (m.1575) e la Baita di Sopra (m.1744). Salendo la neve aumenta, regalando un panorama che spazia già su tutta la pianura padana, le vette circostanti e il lago d’Iseo. In circa due ore di cammino tra scorci mozzafiato raggiungiamo il Rifugio Almici (m.1865), purtroppo chiuso durante la stagione invernale.

Dal Rifugio Almici alla vetta. La nostra destinazione è ormai ben visibile. La cresta si snoda alla nostra destra e in pochi minuti ci porterà alla prima cima del monte Guglielmo, conosciuta come Castel Bertino (m.1915). Su questa vetta è stato eretto all’inizio del Novecento il Monumento al Redentore, un imponente manufatto a detta di molti improprio sulla cima di una montagna. Questa cima è la più famosa e frequentata, ma non è la più alta. A poche minuti di cammino si trova infatti una seconda elevazione, unita dalla lunga dorsale della nostra montagna: il Dosso Pedalta, che con i suoi 1957 metri raggiunge il vertice del monte Golem. Ora non ci resta che una pausa e le foto di rito, che nelle giornate limpide possono regalarci cartoline sull’intero arco delle prealpi lombarde, fino ai grandi massicci dell’Adamello e delle Dolomiti del Brenta. Godiamoci questo panorama mozzafiato. Il ritorno avviene sul percorso comune all’andata in poco più di due ore.

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Gli altri percorsi. Sono numerose le vie che solcano questa bellissima montagna. Più lungo ma molto più remunerativo è il percorso che parte comunque dall’abitato di Zone, ma dalla località Goi de la Tromba. Il sentiero segue la strada ciottolata numerata dal segnavia CAI 227, che risale verso il caratteristico Bosco degli Gnomi. Salendo appaiono fantastiche sculture di legno, opera dell’artista Luigi Zatti detto il “Rosso”, venuto recentemente a mancare. L’abile mano dell’artigiano ha trasformato negli anni i tronchi degli alberi presenti, creando abitanti, orsi, lepri, volpi, ranocchi e tanti altri animali e figure, rendendo il bosco un luogo surreale e fantastico. Il tracciato prosegue costeggiando un’antica fontana e raggiungendo dopo più di due ore dalla partenza il rifugio Almici e il tragitto precedentemente citato. Altre varianti, utilizzate maggiormente nel periodo estivo, partono da Pezzoro, frazione di Tavernole sul Mella, da Pisogne e da Caregno.

Le piramidi di Zone. Se la partenza per la nostra escursione è ricaduta sull’abitato di Zone non possiamo non fermarci ad osservare le stupefacenti piramidi omonime. Situate in una riserva naturale sono anche conosciute come “camini delle fate” o Piramidi di Terra, e sono il frutto della forza erosiva dell’acqua. Questo fenomeno offre una suggestiva testimonianza dell’antico ghiacciaio, che un tempo copriva l’intera zona. Un processo di erosione continuo, con risultati osservabili anche a distanza di poche decine di anni: tutt’ora si vengono a creare e distruggere nuovi esemplari, lasciando in alcune zone solchi molto profondi, simili a piccoli canyon. Percorrendo la strada che da Zone porta al comune di Cislano e al sentiero che conduce al Monte Golem ci si trova di fronte ad un affascinante paesaggio, con uno dei fenomeni più spettacolari e interessanti della Val Camonica. La zona rappresenta un’importante attrattiva turistica e l’ingresso alla riserva è gratuito. E possibile con un breve itinerario percorrere a piedi dei facili sentieri accessibili a tutti, al fine di poter ammirare al meglio la bellezza delle Piramidi.

 

 

Conclusioni. Il monte Guglielmo è frequentato tutto l’anno, soprattutto in primavera e inverno da sci alpinisti e ciaspolatori, che risalgono i suoi pendii innevati da novembre fino a marzo inoltrato. Il percorso è adatto a tutti e nelle giornate serene permette panorami mozzafiato sul Lago d’Iseo e le montagne della Val Camonica. Il monte Golem è un’antica area di alpeggio per il bestiame e nella stagione estiva ospita ancora malghe attive. Il clima è montano e alpino, tuttavia mitigato dalla vicina presenza del lago d’Iseo.

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