Per Molte fedi sotto lo stesso cielo

Spunta il concerto in chiesa all'alba 5.30: viaggio interiore con Gazich

Spunta il concerto in chiesa all'alba 5.30: viaggio interiore con Gazich
Viva Bèrghem 16 Settembre 2017 ore 10:30

Ci sono situazioni per le quali è necessario parlare chiaro e dire le cose che contano in modo conciso senza permettere a nessuno di equivocare. Vi sentite pronti? Vado? Domenica 17 settembre, all'interno del festival Molte Fedi sotto lo stesso Cielo organizzato da Acli Bergamo, Michele Gazich terrà un concerto all'alba, alle ore 5.30, nella Basilica di Santa Maria Maggiore (ingresso 12 euro, 10 euro con card; in caso di pioggia il concerto si svolgerà nella Basilica di Santa Maria Maggiore in Città Alta). Emozionante, vero? Praticamente una rasoiata. Quello del musicista e compositore bresciano sarà un concerto spirituale, che muoverà da quello al Duomo Vecchio di Brescia nel 2012 registrato e sigillato in un cd-dvd dal titolo Verso Damasco ma con alcune importanti acquisizioni e qualche avamposto di scrittura futura.

 

Michele Gazich (foto di Paolo Brillo)

 

In basilica Gazich proporrà infatti i pezzi più «verticali» del suo repertorio, insieme a due inediti: Farfalla, falìa, favilla, che aprirà il concerto e sarà un omaggio al Divano Occidentale-Orientale di Goethe, laddove il poeta tedesco avviava un aperto dialogo con la poesia e la mistica araba sovrapponendole, in forte anticipo sui tempi, con quelle occidentali; e Il vecchio e la notte, un nuovo brano scritto per l'occasione, che nasce dalla produzione poetica di David Maria Turoldo e dalla visita al monastero di Fontanelle. Un concerto di Michele Gazich non è mai solo un concerto, ma un viaggio interiore da portarsi nel cuore, un rito ma senza ostentazione, una celebrazione d’amore in un mondo sempre più carico d’odio. Con Gazich ci saranno gli ormai storici collaboratori Marco Lamberti e Francesca Rossi per un concerto che sarà la testimonianza più viva e pulsante dell'essenza di un musicista sempre in viaggio, animato da una dimensione di nomadismo artistico e di ricerca costante che è diventata esistenziale. Michele Gazich, sempre con il suo violino: incarnazione contemporanea dell’ebreo errante. Ma noi sappiamo bene dove andare ad aspettare che il giorno si faccia e ci ritroveremo nell'incanto della basilica.