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Bagutta, quarant'anni di eccellenza con un cuore tutto bergamasco

Bagutta, quarant'anni di eccellenza con un cuore tutto bergamasco
Viva Bèrghem 02 Luglio 2015 ore 13:16

Bagutta

Antonio (a destra) e il cugino Andrea Gavazzeni, la terza generazione alla guida di Bagutta.

«Questa mattina sarei dovuto venire a Bergamo, ma gli impegni di lavoro me l'hanno proibito». Inizia così l'intervista Antonio Gavazzeni, amministratore delegato del marchio Bagutta, visibilmente dispiaciuto per non aver potuto partecipare alla conferenza stampa relativa all'apertura del cantiere che cambierà volto allo stadio comunale. «Sono di Bergamo e anche se vivo a Milano, torno sempre per assistere alle partite dell'Atalanta, la mia squadra. Lo zio di mia madre, il senatore Daniele Turani, è stato presidente dell'Atalanta negli Anni Cinquanta, mentre io ho fatto parte del consiglio di amministrazione durante la presidenza di Ivan Ruggeri. Stimo molto anche l'attuale presidente Antonio Percassi. Ora sono abbonato allo stadio, amico degli ultras e non mi perderei una partita per niente al mondo. A proposito, lei per che squadra tifa?».

Una volta rassicurato sul fatto di non aver abbassato la guardia davanti ad un ipotetico avversario, Antonio tira un sospiro di sollievo. «Il calcio è la mia passione. Faccio anche parte della Nazionale Stilisti, può scriverlo?». Entrato in squadra 12 anni fa, grazie a una telefonata del collega concittadino Francesco Trussardi (tragicamente scomparso lo stesso anno in un incidente d'auto), da allora Gavazzeni si sfoga in campo accanto a giganti del suo calibro, come Renzo Rosso, Ennio Capasa e Santo Versace. Moda e sport non sono mai stati tanto vicini.

 

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Posted by Bagutta on Mercoledì 18 febbraio 2015

 

Storia di un’eccellenza. Eppure il suo talento è evidente anche senza scarpe tacchettate: ce l'ha nel sangue e deriva dalla tradizione imprenditoriale di famiglia, tramandata di padre in figlio (con una linea dinastica che comprende addirittura il grande maestro d'orchestra Gianandrea Gavazzeni), dal 1939 fino ad oggi. «Poco prima della seconda guerra mondiale è stata inaugurata Cit, Confezioni Italiane Tessili, un'azienda che oggi conta un fatturato globale di 33 milioni e mezzo, comprensivo del brand di punta, della linea Cit Luxury 1939 e di numerose licenze per importanti maison di moda». Il brand di punta in questione è Bagutta, che quest'anno spegnerà la bellezza di 40 candeline. «È un'azienda nell'azienda. Nata da un'idea di mio padre, Pino Gavazzeni, dapprima come camiceria da uomo di fascia alta, nel corso degli anni si è dedicata anche alla camiceria da donna, occupandosi pian piano dell'intero total look».

Un successo mondiale. Il quartier generale di Cit si trova ad Arcore, poco fuori Milano, in un complesso industriale di 45mila metri quadri dove lavorano oggi 120 persone, dislocate tra gli uffici commerciali, l’ufficio stile e lo stabilimento produttivo. Da qui esce solo una parte della merce venduta, che in tutto ammonta a oltre un milione di capi. E il successo è cresciuto anno dopo anno, in un'eterna spola tra Bergamo, Milano e il mondo intero: ai due store monomarca milanesi di via Fiori Chiari 7 e Via San Pietro all'Orto 26 si aggiungono circa 1000 clienti multimarca nel resto d'Italia e oltre i confini del Belpaese. L'estero, con il Giappone, la Cina e la Corea in pole position, vale circa il 50 percento del fatturato.

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La qualità, a Pitti Uomo. «Merito della qualità, creatività e del servizio che offriamo», puntualizza il nipote del fondatore, che insieme al cugino Andrea Gavazzeni continua a render tangibile l'enorme successo del marchio. «Il vero talento di famiglia però era mio nonno Gianandrea Gavazzeni, pianista, compositore e direttore d'orchestra. Noi invece facciamo solo camicie». Sì, ma che camicie! Ultimo traguardo raggiunto in ordine temporale, un accordo di licenza per la distribuzione mondiale delle linee Bagutta Beachwear & Underwear Uomo siglato con Lady Gioia Fashion Srl.

All'88esima edizione di Pitti Uomo, infatti, Bagutta ha presentato anche la collezione mare, composta da costumi, bermuda, polo, t-shirt, maglioni in cotone e seta, felpe, giubbini e accessori come calzature, teli mare e altro ancora. La protagonista del guardaroba maschile però, resta la camicia, realizzata in fibre naturali, come lino, cotone e ramiè, dal taglio asciutto, casual ma sempre sofisticato. Cosa non può mancare nell'armadio del gentleman contemporaneo? «Senz'ombra di dubbio una camicia bianca. Un classico intramontabile».

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