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Breve guida al Fuorisalone 2017 e la stupenda torre “made in Bg”

Breve guida al Fuorisalone 2017 e la stupenda torre “made in Bg”
06 Aprile 2017 ore 05:45

Da una parte c’è il Salone del Mobile, giunto quest’anno alla sua cinquantaseiesima edizione e forte di circa duemila espositori distribuiti su una superficie di oltre duecentomila metri quadrati in quel di Rho; dall’altra il Fuorisalone, ovvero una massa enorme di eventi distribuiti in diverse zone di Milano e che rendono il capoluogo lombardo, dal 4 al 9 aprile, una delle città più internazionali al mondo, tra vernissage, incontri, dj-set e mostre. In tutto questo, Bergamo non manca.

 

 

La nostra provincia, numeri alla mano, è (insieme a Como) la seconda della Lombardia per quanto riguarda il fatturato del settore design con tre miliardi di euro, dietro soltanto all’irraggiungibile Milano, a quota tredici. E non è affatto poco se si considera che il valore complessivo del comparto, a livello nazionale, è stato nel 2015 di 106 miliardi di euro. Delle tremila aziende operanti nella Bergamasca, sono poco meno di trenta quelle in questi giorni presenti al Salone del Mobile: tra le tante, ci sono la Acerbis International di Seriate, la Pedrali di Mornico al Serio e la Alias di Grumello del Monte. Però questo è un mondo dedicato soprattutto agli addetti ai lavori. Bellissimo, ma pur sempre di nicchia. L’opposto di quel che è invece il Fuorisalone. Tra gli eventi che arricchiscono i cinque giorni di fiera, in realtà, la presenza orobica è meno forte, ma certamente non meno influente. Un esempio è la Tino Sana, la storica azienda di falegnameria leader nel comparto del contract alberghiero e navale per allestimenti di interni e finiture che quest’anno è addirittura riuscita a portare il Fuorisalone fuori dai confini meneghini. Nella sede dell’impresa ad Almenno San Bartolomeo, infatti, per tutta la durata del Salone sarà possibile conoscere in anteprima mondiale la nuova collezione di mobili “Grand Tour” disegnata dai designer Alberto Basaglia e Natalia Rota Nodari. Nel cuore di Milano, invece, ci saranno altre due eccellenze orobiche: la Radici Pietro Industries and Brand Spa di Cazzano Sant’Andrea, che in via Tortona ha posato un enorme tappeto colorato lungo ben settecento metri e realizzato su disegno dell’architetto Carolina Nisivoccia, e la Capoferri Serramenti Spa di Adrara San Martino, che nel cuore del Brera Design District ha portato “Scrigno del Cielo, l’architettura in una finestra”, l’opera progettata da Cherubino Gambardella e Simona Ottieri. Un’installazione maestosa che sarà presentata ufficialmente la sera del 5 aprile con un vernissage.

 

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Questa torre cava realizzata dalla Capoferri, alta sette metri e mezzo e sfrangiata in alto in omaggio alle guglie del Duomo e ai merli del Castello Sforzesco, rappresenta sicuramente una delle cose più belle, dal punto di vista artistico, che offre il Fuorisalone in questi giorni. Situata in una zona bellissima di Milano (l’opera si erge davanti alla statua di Francesco Hayez, in Piazzetta Brera), questa torre è composta da una miriade di profili di legno e metallo, una serie di “listelli” di diversi colori, fogge e strutture. Una scelta non casuale, visto che rappresentano le molte possibili nature attraverso cui i serramenti, settore di competenza della Capoferri, si manifestano. Sulle pareti di questa torre, dall’aspetto unico e sensuale, si aprono tre finestre che si rivolgono verso uno specchio posto all’interno dell’installazione, in basso. E qui si nasconde il tocco creativo degli ideatori dell’opera, Gambardella e Ottieri: grazie a un gioco di riflessi, lo sguardo trova nello specchio i colori del cielo di Milano, i cangianti bagliori, le nubi, l’oscurità. Sulle pareti interne della torre, invece, sono incastonate come gemme preziose serrature, cerniere, staffe, elementi di ferramenta in ottone, bronzo, alluminio, acciaio. “Scrigno del Cielo” è un omaggio all’anima meccanica, artigianale, manifatturiera e di precisione che caratterizza da sempre i prodotti della Capoferri, fondata ad Adrara San Martino nel 1894 e divenuta oggi leader mondiale nei serramenti su misura. Una realtà che si è affermata per la capacità di realizzare opere “impossibili”, ampliando le possibilità espressive per gli architetti di utilizzare serramenti di grandi e grandissime dimensioni. In 123 anni di storia, un piccolo laboratorio si è trasformato in una realtà imprenditoriale internazionale, capace di rendere anche la meccanica vera e propria arte.

 

[La mappa del Fuorisalone. Cliccate sull’immagine per andare alla pagina dedicata]

 

Se invece volete dilettarvi e godere appieno del paniere di iniziative che offre in questi giorni Milano, allora non avete che l’imbarazzo della scelta. Il Fuorisalone offre addirittura 1466 eventi ufficiali (li trovate tutti QUI), anche quest’anno suddivisi per aree cittadine. Alle storiche Tortona Design WeekZona SantambrogioVentura Lambrate (a cui si aggiunge Ventura Centrale), 5Vie, Porta Venezia Design e l’immancabile Brera Design District, quest’anno si è aggiunta anche la zona denominata Isola Design Week. Un nuovo distretto dove le piccole realtà di quartiere si affiancano ad altre internazionali e dove le case della vecchia Milano si affacciano sul Bosco Verticale di Boeri. Se all’arte e al design preferite il cibo, ciò che fa per voi è l’EAT URBAN Street Food Festival nel distretto Zona Santambrogio, più precisamente nel giardino segreto di via San Vittore 49, che per l’occasione si trasformerà in un ristorante a cielo aperto ospitando Food Truck e Apecar da tutta Italia. Per farvi un’idea di cosa vedere e dove andare, vi consigliamo di prendervi un po’ di tempo e consultare il programma di ogni distretto. Ci vorrà un po’, ma ne vale la pena.

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