Viva Bèrghem
Dai tacchi alle borse

Calzoleria Agazzi in via 24 Maggio Lo storico regno delle scarpe

Calzoleria Agazzi in via 24 Maggio Lo storico regno delle scarpe
Viva Bèrghem 03 Novembre 2015 ore 11:45

Ha iniziato a fare il calzolaio all'età di 11 anni e non ha mai cambiato mestiere. È una vita dedicata all'artigianato, quella di Francesco Agazzi (chiamato da tutti semplicemente Franco), classe 1945, storico titolare della Calzoleria Agazzi di via XXIV Maggio 7 a Bergamo, cento metri quadrati di regno delle scarpe. «Adesso l'attività non è più mia – specifica Franco dal laboratorio nel retrobottega – da tre anni ho ceduto tutto ai miei figli Mario e Marì, che portano avanti la tradizione familiare». Anche se lui, con le mani in mano, non può stare: «Amo questo lavoro e il contatto con la gente: non riesco proprio a farne a meno».

 

Foto storica Franco Franco6

 

Franco, lo storico titolare. Dopo aver iniziato nel '56 come garzone della calzoleria di suo zio, in via Garibaldi, Franco si è trasferito con lui nella sede attuale nel 1964, in quello che solo dieci anni dopo sarebbe diventato il suo esclusivo esercizio commerciale, insieme alla moglie Marisa Falconi. «Se prima facevamo solo riparazioni, con l'arrivo di Marisa in negozio ci siamo aperti anche alla vendita di scarpe nuove – spiega Franco –. I due business sono sempre stati complementari: nell'epoca di maggior consumismo, si vendevano più scarpe nuove e si riparavano meno scarpe vecchie, mentre nei momenti di crisi è sempre stato il contrario: meno scarpe nuove e più riparazioni». In questo andamento da equazioni inversamente proporzionali, Franco e Marisa hanno trascorso quasi cinquant'anni di lavoro ininterrotto, trascorsi tra lo spazio dedicato all'esposizione e il vasto laboratorio, contenente vari macchinari professionali: una macchina per il finissaggio, l'inchiodatrice, la pressa, la cucitrice, l'allargatrice, la smussatrice, nonché due macchine da cucire e varie attrezzature per lavorare a mano, rispondendo a tutte le richieste della clientela.

«Non cambierei questo lavoro con nessun altro al mondo - continua Franco -. E poi ci sono dei clienti che vengono qui da sempre e che mi conoscono da quando ero alto così». Un lavoro lungo una vita, che si porta dietro la testimonianza di volti, luoghi e momenti importanti in una parete dedicata alle foto ricordo su una parete del laboratorio. Disponibilità, bravura e solerzia sono tra le caratteristiche che più saltano all'occhio: «È passata di qui tutta Bergamo: Feltri, Salvi, sindaci, ufficiali, così come la gente comune della porta accanto, ma noi serviamo tutti allo stesso modo, perché i clienti per noi sono tutti uguali». A proposito di clienti, la calzoleria si trova a due passi dall'Accademia della Guardia di Finanza, che quest'anno gli conferirà un attestato di benemerenza per questi 31 anni al servizio dell'Accademia. «Ogni corso mi regala un crest – dice Franco con orgoglio –. Nell'84, quando l'Accademia è arrivata a Bergamo, l'attuale generale era solo un allievo. Siamo amici da allora». La Calzoleria ha sempre lavorato per i cadetti, effettuando anche consegne in caserma in caso di necessità.

03
Foto 1 di 4
06
Foto 2 di 4
07
Foto 3 di 4
10469779_707547259301462_8564903538438686948_n
Foto 4 di 4

L'artigianato, di padre in figlio. «Riusciamo a riparare scarpe, borse, cinture, valigie e qualsiasi cosa concerne la pelle – racconta Mario, da qualche anno alle redini dell'attività insieme a sua sorella maggiore – mi è capitato più di una volta di andare direttamente a casa dei clienti per riparare un divano di pelle o una poltrona». Competenti e poliedrici, non solo sono in grado di rimettere a nuovo gli accessori custoditi nell'armadio e i complementi d'arredo in pelle in bella mostra in casa, ma lo fanno anche a tempo record: «In un giorno consegnamo la merce - precisa Mario - anche se esistono le eccezioni che confermano la regola: tipo quando capita di dover ricucire a mano una valigia intera». Quest'arte manifatturiera è un prezioso bene che Franco è riuscito a tramandare di padre in figlio: «Vedevo mio padre lavorare fin da quando ero solo un bambino – continua Mario – e a furia di curiosare e provare, sono passati gli anni e ho imparato anch'io. Infatti io sto principalmente in laboratorio, mentre Marì è addetta al servizio coi clienti, ma quando c'è tanta gente, vado di là ad aiutarla. È un lavoro per cui bisogna fare grandi sacrifici, ma che regala gioie immense: mi piace parlare con la gente e confrontarmi ogni giorno con i gusti, le richieste e le abitudini del pubblico».

La vendita: qualità e grandi brandLa vendita e l'acquisto made in Agazzi, infatti, sono prettamente femminili: «Io sono la buyer del negozio: mi occupo sia dell'acquisto che, poi, della vendita al pubblico – racconta Marì –. Ho appena fatto gli ordini della prossima primavera/estate». Protagonisti sugli scaffali circa dieci marchi di scarpe sia da uomo che da donna, tra cui spiccano Ecco, azienda danese di design calzaturiero, al secondo posto per numero di vendite al mondo, battuta solo dalla Clarks (che non ha certo bisogno di presentazioni), anch'essa presente in negozio insieme a brand come Cinzia Valle, Gioiello, Cinzia Soft, Giesswein e Grünland, per fare qualche nome. «La mia soddisfazione più grande è vedere i clienti che indossano le scarpe che ho scelto io – confida Marì – e sentirli felici per la qualità riscontrata».

Resta sempre aggiornato sulle notizie del tuo territorioIscriviti alla newsletter