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Il catechismo 4.0 a suon di arte che si insegna in Città Alta

Il catechismo 4.0 a suon di arte che si insegna in Città Alta
Viva Bèrghem 15 Maggio 2018 ore 10:30

Bergamo Alta, pur con tutti i problemi di un centro storico, ha dalla sua un indubbio punto a favore: chi ci abita è immerso totalmente nel bello. L’hanno scoperto i turisti che passeggiano lungo la Corsarola, i cinesi che aprono la bocca stupefatti quando giungono in Piazza Vecchia e le coppiette che si fermano mano nella mano ad ascoltare i cento rintocchi del Campanù. Forse quelli che fanno più fatica a cogliere questa bellezza diffusa sono proprio coloro che a ll’ombra della torre del Gombito ci vivono.

Di certo se ne sono accorti i catechisti della parrocchia di Città Alta. Che dicono: «Molti dei nostri bambini delle elementari passano a scuola otto ore e quando arrivano da noi – al Seminarino – sono talmente compressi che non ce la fanno a stare fermi entro quattro mura». Da qui un’idea: tenere l’incontro di catechismo non in aula ma, quando possibile, all’aperto nel chiostro «dove se vogliono possono anche fare una corsa ogni tanto» o in uno dei tanti luoghi d’arte che forniscono spunti infiniti di riflessione.

 

Il battistero

 

Nella nostra epoca dominata dalle immagini, i catechisti hanno riscoperto, accanto alla Bibbia, il valore educativo e formativo del “libro visivo”, che è l’arte. Un ritorno al Medioevo, quando le masse dei fedeli analfabeti non comprendevano neppure la lingua della Messa ma conoscevano alla perfezione i significati e il valore delle immagini scolpite o dipinte. Usare l’arte come strumento di formazione alla fede non è certo cosa nuova: se fino al III secolo l’arte cristiana non mostra rappresentazioni figurative ma fa ricorso a simboli, è a partire dal secondo Concilio di Nicea del 787 che fu dato vigore all’uso delle immagini come forma di catechesi popolare e come mezzo per decorare gli spazi ecclesiali con affreschi e sculture. È l’inizio della grande stagione dell’arte, che non è fine a se stessa: deve far pregare e far crescere nella fede.

Scrive Joseph Ratzinger nella sua Introduzione al catechismo della Chiesa cattolica: «Gli artisti di ogni tempo hanno offerto alla contemplazione e allo stupore dei fedeli i fatti salienti del mistero della salvezza, presentandoli nello splendore del colore e nella perfezione della bellezza. È un indizio questo, di come oggi più che mai, nella civiltà dell’immagine, l’immagine sacra possa esprimere molto di più della stessa parola, dal momento che è oltremodo efficace il suo dinamismo di comunicazione e di trasmissione del messaggio evangelico».

 

Il tempietto di Santa Croce

 

Ecco quindi che una visita al Battistero con le formelle di Giovanni da Campione è perfetta per raccontare la fasi salienti della vita di Gesù; la “discesa” al Museo e Tesoro della Cattedrale serve per mostrare l’antichità del credo cristiano in città: «I bambini erano increduli nel poter vedere che più di mille anni fa sotto il Duomo già ci fossero altre chiese uguali alle nostre». E ancora l’analisi della via Crucis nella chiesa di S. Matteo è stato spunto per parlare della Passione di nostro Signore, ed è sfociata in una visita al Tempietto di S. Croce dove si parla della storia della Croce e si è conclusa in Duomo dove una reliquia della Croce è conservata in una cappella laterale.

«Nel nostro esperimento di catechesi – dicono i catechisti – l’accostamento all’opera d’arte non è fatto nell’ottica della storia dell’arte, ma del saper leggere l’arte con la Bibbia e del saper leggere la Bibbia con l’arte. Noi catechisti partiamo a raccontando brevemente il luogo dove ci troviamo, ma poi invitiamo i bambini a leggere loro stessi le immagini e fare le loro riflessioni. I risultati sono sorprendenti: sono gli stessi bambini che ci offrono spunti di approfondimento e punti di vista sempre nuovi. Abbiamo sperimentato che le curve di attenzione dei bambini sono molto più ampie e l’associazione di immagine-storia-concetto rafforza la comprensione e il tenere a mente gli argomenti trattati. E, oltre a questo, hanno cominciato ad aggregarsi anche alcune mamme».

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